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	<title>Amicinema &#187; Di tutto un po&#8217;</title>
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	<description>Gli amici del cinema a Milano</description>
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		<title>Hirokazu Kore-eda, il cinema dei legami invisibili</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[I grandi registi]]></category>

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		<description><![CDATA[Hirokazu Kore-eda è uno di quei registi che, film dopo film, sembrano ricordarci una cosa molto semplice: le famiglie non sono quasi mai perfette, ma proprio per questo sono terribilmente cinematografiche. &#160; Nato a Tokyo il 6 giugno 1962, studia &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/hirokazu-kore-eda-il-cinema-dei-legami-invisibili/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Hirokazu-Kore-eda.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Hirokazu-Kore-eda-199x300.jpg" alt="" title="Palme D&#039;Or Winners Photocall - The 66th Annual Cannes Film Festival" width="199" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-48425" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Hirokazu Kore-eda</strong> è uno di quei registi che, film dopo film, sembrano ricordarci una cosa molto semplice: le famiglie non sono quasi mai perfette, ma proprio per questo sono terribilmente cinematografiche.<br />
&nbsp;<br />
Nato a Tokyo il 6 giugno 1962, studia letteratura alla Waseda University e, prima di arrivare al cinema, lavora a lungo per la televisione realizzando documentari. È lì che affina quello sguardo curioso, paziente e mai invadente che diventerà il suo marchio: osservare le persone senza giudicarle, lasciando che siano i gesti, i silenzi e le piccole contraddizioni quotidiane a raccontarle.</span></p>
<p><span id="more-48414"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il passaggio al lungometraggio arriva nel 1995 con <em>Maborosi &#8211; I bagliori dell&#8217;anima</em>, presentato alla Mostra di Venezia, un esordio già sorprendentemente maturo sul lutto e sulla possibilità di ricominciare.<br />
È bello che il pubblico italiano abbia potuto recuperarlo solo di recente sul grande schermo: nel 2026 BiM Distribuzione ha infatti portato per la prima volta nelle sale italiane quattro opere della prima fase di Kore-eda con la rassegna <em>Riflessi dell&#8217;invisibile</em>. Oltre a <em>Maborosi</em> sono arrivati <em>Nobody Knows &#8211; Come si diventa adulti</em>, <em>Still Walking &#8211; Camminando in un giorno d&#8217;estate</em> e <em>After Life &#8211; Qual è il tuo ricordo più bello?</em>.<br />
Visti oggi, sembrano quasi un piccolo manuale della sua poetica: bambini lasciati troppo soli, famiglie che non sanno parlarsi, ricordi che ci tengono in vita e persone che cercano disperatamente un posto nel mondo.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/GNl-oCvHJbQ?si=Ic3E0cN0aMy8B8YE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il successo internazionale cresce negli anni Duemila, soprattutto grazie a <em>Nobody Knows</em>, ispirato a un tragico fatto di cronaca e premiato a Cannes per l&#8217;interpretazione del giovanissimo Yūya Yagira, e a <em>Still Walking</em>, forse uno dei suoi film più puri e dolorosamente quotidiani.<br />
&nbsp;<br />
Ma per il pubblico italiano – e anche per noi di Amicinema – un passaggio decisivo è stato <B><a href="https://www.amicinema.it/2014/04/father-and-son/" target=new>Father and Son</a></B>, Premio della Giuria a Cannes nel 2013. La storia di due bambini scambiati alla nascita e di due famiglie costrette a interrogarsi su cosa significhi davvero essere genitori contiene già tutto il cinema di Kore-eda: nessuna risposta facile, nessun personaggio completamente nel giusto e una quantità impressionante di emozioni affidate a dettagli minuscoli.<br />
Non a caso fu anche uno dei film scelti per una nostra uscita Amicinema.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Da quel momento Kore-eda è diventato per noi quasi uno di casa. Nel 2016 abbiamo seguito con particolare affetto <strong><a href="https://www.amicinema.it/2015/12/i-delicati-legami-famigliari-del-cinema-di-hirokazu-kore-eda/" target="_blank">Little Sister</a></strong>, delicatissimo racconto di quattro sorelle che imparano a riconoscersi come famiglia, seguito dagli ottimi <B><a href="https://www.amicinema.it/2017/05/una-ballata-dolceamara-di-inettitudine-e-di-possibile-redenzione/" target=new>Ritratto di famiglia con tempesta</a></B> e <B><a href="https://www.amicinema.it/2019/12/in-sala-con-amicinema-uscite-del-20122019/" target=new>Il terzo omicidio</a></B>, mentre nel 2018 è arrivata la consacrazione definitiva con <B><a href="https://www.amicinema.it/2018/09/quale-e-la-famiglia-vera/" target=new>Un affare di famiglia</a></B>, Palma d&#8217;Oro a Cannes.<br />
Una famiglia composta da persone che, tecnicamente, forse famiglia non dovrebbero nemmeno essere: ladruncoli, emarginati, bambini accolti quasi per caso.<br />
Ma Kore-eda rovescia ancora una volta le domande: conta di più il sangue o il modo in cui ci prendiamo cura gli uni degli altri? Nel suo cinema i legami più forti sono spesso quelli che la società fatica perfino a definire.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/5HTig2mK8H4?si=e_FqSBjg89owSaqQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Negli ultimi anni il regista ha cominciato anche a uscire dal Giappone senza perdere la propria identità. Con <B><a href="https://www.amicinema.it/2019/10/una-storia-di-parenti-che-fingono-di-essere-estranei/" target=new>Le verità</a></B> ha diretto Catherine Deneuve e Juliette Binoche in Francia, mentre in Corea del Sud ha realizzato <strong><a href="https://www.amicinema.it/2022/10/un-film-delicato-ma-con-una-forza-dirompente/" target="_blank">Le buone stelle &#8211; Broker</a></strong>, ancora una storia di bambini abbandonati e famiglie improvvisate, con Song Kang-ho premiato come miglior attore a Cannes.<br />
&nbsp;<br />
Nel 2024 è arrivato nelle sale italiane <strong><a href="https://www.amicinema.it/2024/08/una-profonda-e-toccante-storia-di-amicizia/" target="_blank">L&#8217;innocenza</a></strong>, uno dei suoi film più costruiti e sorprendenti: la stessa vicenda osservata da punti di vista differenti, fino a trasformare quello che sembrava un dramma scolastico in una tenerissima storia di amicizia e scoperta di sé.<br />
E con le ultime musiche di Ryuichi Sakamoto a rendere tutto ancora più prezioso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il Kore-eda più recente, però, non sembra avere nessuna intenzione di accomodarsi. Nel 2026 ha portato in concorso a Cannes <strong><a href="https://www.amicinema.it/2026/08/a-chi-appartengono-davvero-i-morti/" target="_blank">Sheep in the Box</a></strong>, entrando per la prima volta in territorio fantascientifico: una coppia che ha perso il figlio accoglie in casa un robot umanoide identico al bambino scomparso. Cambiano il genere e l&#8217;ambientazione, ma la domanda rimane profondamente koreediana: che cosa rende davvero una persona parte di una famiglia?<br />
&nbsp;<br />
Nello stesso anno ha presentato alla Mostra di Venezia <B>Look Back</B>, adattamento live action del manga di Tatsuki Fujimoto, ancora una volta concentrato sull&#8217;amicizia, sul talento, sulla perdita e sul modo in cui l&#8217;arte può aiutarci a sopravvivere.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_i8miyVfnpc?si=RJ3VVmgOPNPkZUpf" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Forse è proprio per questo che Hirokazu Kore-eda è diventato uno dei registi preferiti nelle uscite di <strong>Amicinema</strong>. I suoi film non hanno bisogno di alzare la voce per restare dentro di noi: spesso basta una cena condivisa, un bambino che osserva gli adulti, una fotografia, un ricordo o una porta che si chiude.<br />
È un cinema profondamente giapponese e allo stesso tempo universale, capace di parlare di genitori, figli, fratelli, solitudine e seconde possibilità senza trasformare mai i sentimenti in ricatto.<br />
&nbsp;<br />
E ogni volta che arriva un nuovo Kore-eda sappiamo già una cosa: sarà molto difficile uscire dalla sala esattamente come ci siamo entrati.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio attraverso le rovine</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2026/10/viaggio-attraverso-le-rovine/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato in concorso al 79° Festival di Cannes, dove Pawel Pawlikowski ha conquistato ex aequo il premio per la miglior regia, &#8220;Fatherland&#8221; segna il ritorno del regista polacco al lungometraggio dopo &#8220;Cold War&#8220;. Il film è stato inoltre scelto dalla &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/viaggio-attraverso-le-rovine/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Fatherland-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Fatherland-01-300x168.jpg" alt="" title="fatherland-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48445" /></a>Presentato in concorso al 79° Festival di Cannes, dove Pawel Pawlikowski ha conquistato ex aequo il premio per la miglior regia, <B>&#8220;Fatherland&#8221;</B> segna il ritorno del regista polacco al lungometraggio dopo &#8220;<a title="Cold War" target=new href="https://www.amicinema.it/2018/12/tutte-le-sfumature-di-un-amore-struggente/">Cold War</a>&#8220;.<br />
Il film è stato inoltre scelto dalla Polonia per rappresentare il Paese nella corsa all&#8217;Oscar 2027 per il miglior film internazionale.<br />
&nbsp;<br />
Ancora una volta Pawlikowski guarda alla storia europea attraverso una vicenda privata: quella dello scrittore Thomas Mann e di sua figlia Erika, chiamati a confrontarsi non soltanto con una Germania appena uscita dalla catastrofe nazista, ma anche con le ferite della propria famiglia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Germania, estate del 1949. Dopo sedici anni di esilio negli Stati Uniti, il premio Nobel Thomas Mann torna per la prima volta nel Paese che aveva lasciato con l&#8217;avvento del nazismo. Ad accompagnarlo è la figlia Erika, attrice, scrittrice e giornalista, profondamente segnata dalla recente morte del fratello Klaus.<br />
A bordo di una Buick nera, padre e figlia attraversano un Paese in macerie, dalla Francoforte controllata dagli americani fino a Weimar, nella zona sovietica. Il viaggio, compiuto nel pieno della nascente Guerra fredda, diventa presto anche un confronto tra due modi diversi di guardare la Germania, il passato e il peso della memoria.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sandra Hüller interpreta Erika Mann, donna indipendente, cosmopolita e politicamente impegnata, mentre Hanns Zischler veste i panni di Thomas Mann. August Diehl è Klaus Mann, la cui presenza continua ad attraversare il film anche dopo la sua morte.<br />
Nel cast troviamo inoltre Devid Striesow nel ruolo dello scrittore e politico Johannes R. Becher, Anna Madeley, Joachim Meyerhoff, David Menkin ed Enno Trebs.<br />
Pawlikowski affida ancora una volta la fotografia a Lukasz Zal, suo storico collaboratore in &#8220;Ida&#8221; e &#8220;Cold War&#8221;, scegliendo il bianco e nero e il formato Academy per trasformare il viaggio dei personaggi in una successione di immagini essenziali e rigorose.</span></p>
<p><span id="more-48444"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Fatherland-poster.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Fatherland-poster-202x300.jpg" alt="" title="fatherland-poster" width="202" height="300" class="alignright size-medium wp-image-48446" /></a></span><em><span style="color: #000000;">Intervistato da Cineuropa durante il Festival di Cannes, Pawel Pawlikowski racconta che all&#8217;origine di &#8220;Fatherland&#8221; non c&#8217;era il desiderio di realizzare un tradizionale film biografico su Thomas Mann. A interessarlo era soprattutto un momento preciso della sua vita: il ritorno nella Germania del dopoguerra e il rapporto complesso con i figli Erika e Klaus. Padre, figlio e figlia formano, secondo il regista, un triangolo affettivo fatto contemporaneamente di amore, lealtà e risentimento, abbastanza ricco da diventare il vero centro emotivo del film.<br />
&nbsp;<br />
Il viaggio permette inoltre di mettere i protagonisti davanti a una Germania spaccata in due. Da una parte c&#8217;è la zona occidentale, dall&#8217;altra quella sovietica, ma Pawlikowski evita di trasformare la storia in una semplice contrapposizione ideologica. Ciò che gli interessa è osservare come i personaggi reagiscono a un Paese materialmente distrutto e moralmente ancora incapace di comprendere fino in fondo ciò che è appena accaduto.<br />
Anche qui il regista lavora per sottrazione. Alla domanda su come riesca a rendere i suoi film così essenziali, risponde: &#8220;Per eliminazione.&#8221; Durante la scrittura e il montaggio continua a togliere spiegazioni, informazioni e passaggi troppo didascalici, cercando di lasciare soltanto scene capaci di vivere da sole e di produrre una risonanza nello spettatore.<br />
&nbsp;<br />
Il bianco e nero e il formato quasi quadrato proseguono una ricerca iniziata con &#8220;Ida&#8221;. Pawlikowski racconta che allora aveva deciso di trattare ogni inquadratura quasi come una fotografia, rinunciando ai movimenti di macchina più convenzionali e ispirandosi anche agli album di famiglia polacchi degli anni Sessanta. Quell&#8217;esperienza è diventata progressivamente una vera grammatica visiva, ripresa poi in &#8220;Cold War&#8221; e ora in &#8220;Fatherland&#8221;.<br />
&nbsp;<br />
La scelta di Sandra Hüller e Hanns Zischler è stata, secondo Pawlikowski, quasi naturale. Hüller possiede per lui una qualità senza tempo, mentre Zischler porta al personaggio di Thomas Mann un&#8217;eleganza e un&#8217;ironia particolarmente adatte. Il regista scoprì inoltre che l&#8217;attore aveva già registrato i diari dello scrittore per un podcast e conosceva quindi profondamente il personaggio. Anche August Diehl, interprete di Klaus, era da tempo un estimatore della sua opera letteraria.<br />
&nbsp;<br />
Particolarmente significativo è infine il titolo. Pawlikowski ammette che &#8220;Fatherland&#8221; è una parola pesante, soprattutto in tedesco e dopo l&#8217;uso che ne fece il nazismo. Ma proprio Thomas Mann continuò a utilizzarla nei suoi discorsi del dopoguerra, contribuendo, secondo il regista, a restituirle una dignità che la propaganda nazista aveva quasi cancellato. Il titolo diventa così anche una domanda: che cosa significa tornare a chiamare patria un luogo dal quale si è stati costretti a fuggire ?</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Concludiamo come sempre con le immagini del bel trailer di questo atteso film !</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe title="FATHERLAND - Trailer ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/OpYxGTTKA0s" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In sala e in streaming con Amicinema (uscite del 09/10/2026)</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[In sala con Amicinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Una settimana nella quale esce il film candidato agli Oscar per l&#8217;Italia è sicuramente una settimana da punto esclamativo ! &#160; Se non siete ugualmente contenti allora vi consigliamo anche due altri interessanti film italiani come la nuova regia di &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/in-sala-e-in-streaming-con-amicinema-uscite-del-09102026/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/The-Social-Il-prezzo-della-verità-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/The-Social-Il-prezzo-della-verità-01-300x168.jpg" alt="" title="the-social-il-prezzo-della-verita-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48443" /></a>Una settimana nella quale esce il film candidato agli Oscar per l&#8217;Italia è sicuramente una settimana da punto esclamativo !<br />
&nbsp;<br />
Se non siete ugualmente contenti allora vi consigliamo anche due altri interessanti film italiani come la nuova regia di Giorgio Pasotti e l&#8217;esordio di Nicola Sorcinelli.</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana in sala e in streaming !!</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!</span></p>
<p><span id="more-48468"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dietro uno dei più grandi scandali della storia recente della tecnologia c’è una battaglia combattuta con documenti, informazioni riservate e giornalismo d’inchiesta. Tutto questo lo troverete in &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3haauYQZo9k" target="_blank">The Social &#8211; Il prezzo della verità</a></strong>&#8220;, il film scritto e diretto dal grande Aaron Sorkin e nasce come ideale opera complementare a &#8220;The Social Network&#8221;, di cui Sorkin aveva firmato la sceneggiatura premiata con l’Oscar.<br />
Ispirato a eventi reali e all’inchiesta del Wall Street Journal conosciuta come &#8220;The Facebook Files&#8221;, il film racconta il confronto tra una giovane dipendente di Facebook e uno dei colossi più potenti del mondo digitale.<br />
Frances Haugen, interpretata da Mikey Madison, lavora come ingegnera per Facebook quando entra in possesso di informazioni capaci di mostrare ciò che l’azienda conosce sugli effetti della propria piattaforma. Decide così di rivolgersi al giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz, interpretato dall&#8217;emergente Jeremy Allen White (&#8220;The bear&#8221;), dando inizio a un percorso rischioso che porterà alla pubblicazione di documenti riservati e a una resa dei conti pubblica sul potere dei social network.<br />
Nel cast troviamo anche Jeremy Strong, Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen e Bill Burr.<br />
A Milano nei cinema Ariosto spazioCinema, Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Eliseo, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo e Uci Cinemas Bicocca. V.O: CityLife Anteo, Eliseo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un colloquio di lavoro può trasformarsi in una guerra psicologica: è da questa premessa che parte &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Glu6adDaz14" target="_blank">Sotto a chi tocca</a></strong>&#8220;, terzo film da regista per Giorgio Pasotti dopo &#8220;Io, Arlecchino&#8221; e &#8220;Abbi Fede&#8221;.<br />
La commedia è l’adattamento cinematografico de &#8220;Il metodo Grönholm&#8221; di Jordi Galceran, uno dei testi teatrali contemporanei più rappresentati, e porta sullo schermo una satira feroce della competizione professionale, dell’ambizione e dei meccanismi di selezione aziendale.<br />
Sei candidati vengono convocati da una prestigiosa multinazionale per quello che dovrebbe essere l’ultimo colloquio prima dell’assunzione. Chiusi in una stanza e lasciati soli, scoprono però che la selezione è già iniziata e che tra loro potrebbe nascondersi una persona al servizio dell’azienda. Prove sempre più assurde, sospetti, alleanze e tradimenti trasformano così l’incontro in un gioco al massacro nel quale ciascuno dovrà decidere fin dove è disposto a spingersi per ottenere il posto.<br />
Nel cast troviamo Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio, Linda Messerklinger e lo stesso Giorgio Pasotti.<br />
In programmazione nei cinema Anteo Palazzo del Cinema, Uci Cinemas Bicocca e Palestrina.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dalla musica come forma di libertà nasce &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=UQGIWtiYEzo" target="_blank">Balcanica</a></strong>&#8220;, opera prima di Nicola Sorcinelli, scritta insieme ad Andrea Brusa e interpretata da Matilda De Angelis.<br />
Il film è stato presentato in concorso alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2026, dove ha conquistato sia il Premio del Pubblico sia il Premio Carlo Lizzani.<br />
Un racconto che attraversa il tema delle migrazioni senza dimenticare la dimensione più intima dei suoi personaggi, mettendo al centro la musica come qualcosa che nessun confine dovrebbe riuscire a cancellare.<br />
Quando in Afghanistan la musica viene proibita, il direttore d’orchestra Nazar e suo figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti ad abbandonare il Paese e affrontano la rotta balcanica nella speranza di raggiungere l’Italia e poter tornare a suonare.<br />
Durante il viaggio incontrano Greta, una giovane dottoressa italiana alla sua prima missione umanitaria: l’incontro costringerà tutti e tre a compiere scelte destinate a cambiarne profondamente la vita.<br />
Protagonisti sono appunto Matilda De Angelis, Babak Karimi e Ivar Wafaei, affiancati da Giovanni Toscano.<br />
Il nuovo cinema italiano nelle sale Anteo Palazzo del Cinema, Cineteca Arlecchino, Cineteca Milano MIC e Mexico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Presentato in concorso alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Premio Arca CinemaGiovani come miglior film italiano, &#8220;<strong><a href="https://www.amicinema.it/2026/10/ogni-desiderio-ha-un-prezzo/" target="_blank">L’estranea</a></strong>&#8221; è il nuovo film di Paolo Strippoli, uno degli autori più interessanti del nuovo cinema di genere italiano (ricordate &#8220;La valle dei sorrisi&#8221; ?).<br />
Dopo Venezia il film si è classificato First Runner-Up del People’s Choice Midnight Madness Award al Toronto International Film Festival ed è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar 2027 per il miglior film internazionale.<br />
Un percorso importante per un thriller psicologico che parte da una famiglia apparentemente perfetta per raccontare quanto possa diventare pericolosa l’illusione di avere il controllo sulla propria vita.<br />
Roma, 2026. Durante un violento temporale Anna si presenta senza preavviso nell’appartamento della figlia Alice, dalla quale si è allontanata da tempo, per raccontarle una verità rimasta nascosta per vent’anni.<br />
La storia torna così alla Bari del 1999, quando Anna e il marito Walter appartenevano a una famiglia benestante e apparentemente invincibile: lui gestiva una prestigiosa sartoria, il figlio Tobia sembrava destinato a diventare una promessa del calcio e la piccola Alice era stata scelta per una pubblicità.<br />
Poi nella loro vita era comparsa una donna misteriosa, un’estranea capace di offrire ad Anna esattamente ciò che desiderava. Ma ogni desiderio richiede qualcosa in cambio e il patto stretto allora torna, molti anni dopo, a presentare il conto.<br />
Jasmine Trinca interpreta Anna, la madre intorno alla quale si costruisce il mistero della famiglia, mentre Romana Maggiora Vergano è Alice da adulta. Adriano Giannini veste i panni di Walter e Valeria Bruni Tedeschi quelli dell’estranea, presenza seducente e inquietante che mette continuamente i personaggi davanti a una scelta.<br />
Nel cast troviamo anche Andrea Genovese, Gabriella Telegrafo, Mariandrea Cesari, Alessandro Carbonara e Marina Limosani.<br />
Strippoli utilizza il melodramma familiare come punto di partenza, contaminandolo progressivamente con il thriller psicologico e con improvvise incursioni nell’horror.<br />
Da non perdere nei cinema Anteo Palazzo del Cinema, Beltrade, Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Mexico, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Politica, famiglia e ricatto si intrecciano in &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8p1gvFkl5t0" target="_blank">Animals</a></strong>&#8220;, thriller diretto, co-scritto e interpretato da Ben Affleck, che torna dietro la macchina da presa dopo &#8220;Argo&#8221; e &#8220;Air&#8221;.<br />
Prodotto da Artists Equity insieme a Netflix, il film costruisce la tensione attorno alla facciata perfetta di una famiglia molto esposta pubblicamente, destinata a crollare nell’arco di poche ore. Accanto ad Affleck troviamo un cast particolarmente ricco, guidato da Kerry Washington, Gillian Anderson e Steven Yeun.<br />
Affleck interpreta Mark Kimball, candidato a sindaco di Los Angeles, la cui campagna elettorale viene sconvolta quando suo figlio Denny viene rapito. Insieme alla moglie Abigail, Mark deve raccogliere rapidamente il denaro richiesto per il riscatto, ma la ricerca dei soldi li trascina dentro una rete di segreti, compromessi e scelte sempre più pericolose, mettendo a rischio non soltanto la carriera politica dell’uomo ma l’intera famiglia.<br />
Nel cast figurano anche Luis Gerardo Méndez, Adriana Paz, Ray Fisher, Matt Gerald e Christopher Woodley.<br />
Lo trovate appunto su Netflix.</span></p>
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<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/UQGIWtiYEzo?si=xjQgBXqrNkARRvsm" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci sono luoghi in cui parlare di ambiente significa inevitabilmente parlare anche di salute, lavoro e giustizia sociale.<br />
&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2rzHky8N5d0" target="_blank">Taranto chiama</a></strong>&#8221; è il documentario-inchiesta diretto dalla giornalista Rosy Battaglia, realizzato attraverso nove anni di riprese e di lavoro sul campo tra Trieste e Taranto. </p>
<p>Prodotto dal basso da Cittadini Reattivi APS insieme alla stessa regista, il film è stato presentato al CinemAmbiente 2025 e costruisce il proprio racconto intrecciando dati scientifici e testimonianze dirette di chi vive quotidianamente le conseguenze dell&#8217;inquinamento industriale.</p>
<p>Il viaggio parte dalla dismissione della Ferriera di Servola a Trieste e arriva a Taranto, dove la presenza dell&#8217;ex Ilva ha segnato profondamente la città e i suoi abitanti. Madri, medici, lavoratori, attivisti, artisti, imprenditori e religiosi raccontano una comunità stretta tra il bisogno di lavoro e il diritto alla salute, ma anche la volontà di immaginare un futuro diverso.<br />
Più che limitarsi alla denuncia, il documentario cerca così di mostrare la resistenza quotidiana di chi prova a trasformare dolore e memoria in una battaglia per la giustizia ambientale.</p>
<p>Lo trovate in streaming su OpenDbb.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fiabe, memoria e stop-motion si incontrano in &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tvlXQF1Er_k" target="_blank">I racconti del giardino incantato</a></strong>&#8220;, delicato film d’animazione firmato a otto mani da David Súkup, Patrik Pass, Leon Vidmar e Jean-Claude Rozec e tratto dai racconti dello scrittore ceco Arnost Goldflam.<br />
Il film è stato presentato in concorso nella sezione Elements +6 del Giffoni Film Festival 2025 e ha ottenuto due importanti candidature agli European Film Awards 2026, come Miglior film europeo e Miglior film d’animazione europeo.<br />
Una piccola produzione europea che usa la fantasia per affrontare con grande delicatezza temi come il lutto, la memoria e il rapporto tra generazioni.<br />
Dopo la morte dell’amata nonna, Tom, Susan e Derek tornano a casa del nonno e trovano un luogo molto diverso da quello che ricordavano: silenzioso, triste e svuotato dell’allegria di un tempo. Per provare a riportare un po’ di luce, Susan raccoglie idealmente l’eredità della nonna, grande narratrice della famiglia, e comincia a inventare insieme ai fratelli nuove storie.<br />
Prendono così vita un misterioso gatto, un mostro molto meno spaventoso del previsto e un audace uomo volante, mentre realtà e immaginazione finiscono progressivamente per confondersi.<br />
Per grandi e piccoli nei cinema Anteo Palazzo del Cinema, Centrale e CityLife Anteo.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Andrew Garfield e Claire Foy guidano il cast di &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YpTlJphcnXA" target="_blank">L&#8217;albero di molto lontano</a></strong>&#8220;, fantasy per tutta la famiglia diretto da Ben Gregor e tratto dai celebri romanzi di Enid Blyton.<br />
La vita tecnologica della famiglia Thompson cambia all’improvviso. La famiglia iper-connessa si trasferisce in un vecchio fienile nella campagna inglese, senza Wi-Fi né elettricità. I tre ragazzi sono disperati. Il destino, tuttavia, ha in serbo per loro qualcosa di straordinario.<br />
Esplorando i boschi, la piccola Fran risveglia una maestosa quercia secolare. Si tratta dell’Albero di Molto Lontano e tra le sue fronde si nasconde un microcosmo segreto. Qui vivono creature bizzarre e incantevoli. Come la splendida fatina Silky, il gigante Moonface e il buffo Saucepan Man.<br />
La vera magia si compie sulla cima più alta. Infatti, un portale scintillante conduce ogni giorno a terre fluttuanti e impossibili. Sono mondi fatti di dolci squisiti, ricchi di bizzarrie o insidie pericolose. I Thompson vengono trascinati in un vortice di avventure mozzafiato. Per non perdersi, dovranno unire le forze. Riscopriranno così che il prodigio più grande è il legame che li unisce.<br />
Nel cast Nonso Anozie, Andrew Garfield, Claire Foy e Judi Dench.<br />
Lo trovate nei cinema Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Gloria Notorious Cinemas, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=z8ffzHPyHko" target="_blank">Mammina</a></strong>&#8221; (in originale &#8220;Other Mommy&#8221;) è un horror soprannaturale diretto da Rob Savage, già autore di &#8220;Host&#8221; e &#8220;The Boogeyman&#8221;, e tratto dal romanzo &#8220;L&#8217;altra mamma&#8221; di Josh Malerman, lo scrittore di Bird Box. Prodotto da James Wan attraverso Atomic Monster e Blumhouse, il film parte da una delle paure più elementari dell&#8217;infanzia, qualcosa nascosto nell&#8217;armadio, per trasformarla in un incubo che mette in discussione persino il rapporto più sicuro e profondo: quello tra una bambina e sua madre.<br />
Bela, una bambina di otto anni, vive con la famiglia in una casa già segnata dalle tensioni tra i genitori quando comincia a percepire una misteriosa presenza che emerge dal suo armadio. L&#8217;entità, che Bela chiama &#8220;Altra Mamma&#8221;, assume l&#8217;aspetto della vera madre e cerca lentamente di conquistare la fiducia della bambina, diventando sempre più minacciosa.<br />
Jessica Chastain interpreta il doppio ruolo della madre di Bela e della terrificante &#8220;Mammina&#8221;; con lei Jay Duplass, Arabella Olivia Clark, Dichen Lachman, Arian Moayed e Karen Allen.<br />
Brividi e tensione nei cinema (Cinelandia Milano Certosa, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca. V.O: Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dalle piccole automobili che hanno accompagnato generazioni di bambini nasce &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=u88g_rBtsoA" target="_blank">Matchbox: Il film</a></strong>&#8220;, spettacolare avventura d’azione diretta da Sam Hargrave, lo specialista delle scene adrenaliniche già dietro la macchina da presa di Extraction ed Extraction II.<br />
Scritto da David Coggeshall e prodotto da AppleTv, Skydance Media e Mattel Studios, il film trasforma lo storico marchio di modellini Mattel in una commedia d’azione dal respiro internazionale, mescolando inseguimenti, spionaggio e soprattutto il ritorno di un gruppo di amici che pensava di essersi lasciato le avventure alle spalle.<br />
Sean, agente segreto della CIA, torna dopo molti anni nella piccola città in cui è cresciuto e ritrova i suoi vecchi amici d’infanzia. La rimpatriata prende però una piega decisamente imprevista quando Sean li coinvolge accidentalmente in un complotto internazionale, costringendo il gruppo a lanciarsi in una corsa attraverso il mondo per evitare una catastrofe.<br />
Protagonista è John Cena, affiancato da Jessica Biel, Sam Richardson, Teyonah Parris, Arturo Castro, Corey Stoll, Bill Camp, Golshifteh Farahani e Danai Gurira.</span></p>
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<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/tvlXQF1Er_k?si=YgM5lifD_favGPNd" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
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]]></content:encoded>
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		<title>Ogni desiderio ha un prezzo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Premio Arca CinemaGiovani come miglior film italiano, &#8220;L&#8217;estranea&#8221; è il nuovo film di Paolo Strippoli, uno degli autori più interessanti del nuovo cinema di genere &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/ogni-desiderio-ha-un-prezzo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Lestranea-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Lestranea-01-300x168.jpg" alt="" title="lestranea-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48434" /></a>Presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Premio Arca CinemaGiovani come miglior film italiano, <B>&#8220;L&#8217;estranea&#8221;</B> è il nuovo film di Paolo Strippoli, uno degli autori più interessanti del nuovo cinema di genere italiano (ricordate &#8220;<a title="La valle dei sorrisi" target=new href="https://www.amicinema.it/2025/09/in-sala-e-in-streaming-con-amicinema-uscite-del-19092025/">La valle dei sorrisi</a>&#8221; ?).<br />
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Dopo Venezia il film si è classificato First Runner-Up del People&#8217;s Choice Midnight Madness Award al Toronto International Film Festival ed è stato scelto per rappresentare l&#8217;Italia nella corsa all&#8217;Oscar 2027 per il miglior film internazionale.<br />
Un percorso importante per un thriller psicologico che parte da una famiglia apparentemente perfetta per raccontare quanto possa diventare pericolosa l&#8217;illusione di avere il controllo sulla propria vita.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Roma, 2026. Durante un violento temporale Anna si presenta senza preavviso nell&#8217;appartamento della figlia Alice, dalla quale si è allontanata da tempo, per raccontarle una verità rimasta nascosta per vent&#8217;anni.<br />
La storia torna così alla Bari del 1999, quando Anna e il marito Walter appartenevano a una famiglia benestante e apparentemente invincibile: lui gestiva una prestigiosa sartoria, il figlio Tobia sembrava destinato a diventare una promessa del calcio e la piccola Alice era stata scelta per una pubblicità.<br />
Poi nella loro vita era comparsa una donna misteriosa, un&#8217;estranea capace di offrire ad Anna esattamente ciò che desiderava. Ma ogni desiderio richiede qualcosa in cambio e il patto stretto allora torna, molti anni dopo, a presentare il conto.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Jasmine Trinca interpreta Anna, la madre intorno alla quale si costruisce il mistero della famiglia, mentre Romana Maggiora Vergano è Alice da adulta. Adriano Giannini veste i panni di Walter e Valeria Bruni Tedeschi quelli dell&#8217;estranea, presenza seducente e inquietante che mette continuamente i personaggi davanti a una scelta.<br />
Nel cast troviamo anche Andrea Genovese, Gabriella Telegrafo, Mariandrea Cesari, Alessandro Carbonara e Marina Limosani.<br />
Strippoli utilizza il melodramma familiare come punto di partenza, contaminandolo progressivamente con il thriller psicologico e con improvvise incursioni nell&#8217;horror.</span></p>
<p><span id="more-48424"></span><br />
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<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Lestranea-poster.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Lestranea-poster-209x300.jpg" alt="" title="lestranea-poster" width="209" height="300" class="alignright size-medium wp-image-48435" /></a></span><em><span style="color: #000000;">Intervistato da Cineuropa durante la Mostra di Venezia, Paolo Strippoli racconta che &#8220;L&#8217;estranea&#8221; è un progetto al quale lui e il co-sceneggiatore Salvatore De Chirico pensavano da molto tempo. Non era semplice da proporre proprio perché sfugge a una definizione unica: la struttura è quella classica di un melodramma familiare, ma il film diventa progressivamente un thriller psicologico attraversato dall&#8217;horror.<br />
&nbsp;<br />
Per Strippoli il punto centrale è il controllo. Anche &#8220;Piove&#8221; e &#8220;La valle dei sorrisi&#8221; affrontavano, in modi differenti, personaggi convinti di poter dominare il dolore, il senso di colpa o ciò che accade intorno a loro. Qui è Anna a combattere contro una realtà che continua a sfuggirle. &#8220;Per me è semplicemente l&#8217;incubo più grande&#8221;, dice il regista parlando della possibilità di perdere il controllo.<br />
Il tema, secondo Strippoli, è strettamente legato anche alla famiglia. I genitori sono il primo filtro attraverso cui un bambino entra in contatto con la società e, quando quel filtro si deforma, le conseguenze possono essere profonde. Da qui nasce una storia nella quale l&#8217;amore e il desiderio di proteggere qualcuno possono lentamente trasformarsi nella volontà di decidere al suo posto.<br />
&nbsp;<br />
Il regista rivendica con forza anche la libertà del cinema di genere. Non considera &#8220;L&#8217;estranea&#8221; un horror puro, ma un thriller psicologico nel quale il mistero viene svelato progressivamente. Allo stesso tempo non teme l&#8217;etichetta horror, che considera tutt&#8217;altro che limitante: &#8220;Dentro quei codici puoi esprimerti liberamente.&#8221; Proprio il genere permette infatti di affrontare paure molto concrete utilizzando immagini, situazioni e personaggi che possono spingersi oltre il realismo.<br />
&nbsp;<br />
Fondamentale è stata la scelta di Valeria Bruni Tedeschi. Strippoli racconta di avere scritto il personaggio dell&#8217;estranea pensando direttamente a lei. Nella prima versione la figura era più cupa ed elegante, ma l&#8217;incontro con l&#8217;attrice ha modificato il tono del personaggio e, in parte, quello dell&#8217;intero film. Bruni Tedeschi ha portato una componente imprevedibile e quasi giocosa capace di rendere ancora più inquietanti le sue parole e le sue proposte.<br />
&nbsp;<br />
Strippoli considera infatti l&#8217;estranea qualcosa di molto meno lontano da noi di quanto possa sembrare. Non è semplicemente una creatura soprannaturale che arriva dall&#8217;esterno: rappresenta anche la tentazione di trovare una scorciatoia, di ottenere ciò che vogliamo e di convincerci che sia possibile controllare le conseguenze delle nostre scelte. È proprio questa illusione, più del mostro stesso, a diventare il vero elemento horror del film.</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci immergiamo in questa atmosfera di tensione con il trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe title="L'ESTRANEA di Paolo Strippoli - Trailer ufficiale HD" src="https://www.youtube.com/embed/OiPKYpJlRGM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I risultati del sondaggio del miglior film di Amicinema 2025/2026</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SondaggioStagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’altra stagione cinematografica è arrivata al traguardo e, come ormai da tradizione, è il momento di scoprire quali sono stati i film che più hanno conquistato gli amici di Amicinema. &#160; Negli ultimi dodici mesi siamo passati dalle grandi produzioni &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/i-risultati-del-sondaggio-del-miglior-film-di-amicinema-20252026/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Risultati-sondaggio-Amicinema.png"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Risultati-sondaggio-Amicinema-200x300.png" alt="" title="risultati-sondaggio-amicinema" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-45756" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un’altra stagione cinematografica è arrivata al traguardo e, come ormai da tradizione, è il momento di scoprire quali sono stati i film che più hanno conquistato gli amici di Amicinema.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Negli ultimi dodici mesi siamo passati dalle grandi produzioni internazionali al cinema d’autore, dalle storie più intime ai film capaci di dividere e far discutere. Li abbiamo visti nelle nostre uscite, commentati insieme e spesso confrontati davanti a una pizza: alla fine però a decidere siete stati voi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche quest’anno il nostro sondaggio ha raccolto tanti voti e ha dato vita a una classifica molto combattuta, con titoli provenienti da cinematografie diverse e qualche sorpresa fino alle ultime posizioni. Ma in cima, questa volta, c’è un vincitore piuttosto netto.</span></p>
<p><span id="more-48498"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non perdiamo tempo con troppe chiacchiere, squillino le trombe… ecco la classifica finale dei primi 10 film:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">1) <a href="https://www.amicinema.it/2026/01/la-grazia-come-prospettiva-di-vita/">LA GRAZIA</a> – 13 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">2) <a href="https://www.amicinema.it/2025/09/una-fotografia-spietata-dellamerica/">UNA BATTAGLIA DOPO L&#8217;ALTRA</a> – 8 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">3) <a href="https://www.amicinema.it/2026/07/nolan-non-stupisce-come-dovrebbe/">ODISSEA</a> – 8 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">4) <a href="https://www.amicinema.it/2025/09/una-forma-di-resistenza/">LA VOCE DI HIND RAJAB</a> – 7 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">5) <a href="https://www.amicinema.it/2026/01/un-ponte-tra-linferno-e-il-paradiso/">SIRAT</a> – 6 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">6) <a href="https://www.amicinema.it/2025/10/le-citta-di-pianura/">LE CITTÀ DI PIANURA</a> – 6 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">7) <a href="https://www.amicinema.it/2026/01/un-fiume-in-piena-per-raccontare-la-dittatura-brasiliana/">L&#8217;AGENTE SEGRETO</a> – 6 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">8 ) <a href="https://www.amicinema.it/2025/11/dare-voce-ai-traumi-subiti-dagli-iraniani/">UN SEMPLICE INCIDENTE</a> – 5 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">9) <a href="https://www.amicinema.it/2026/02/hamnet-parla-di-dolore-e-metamorfosi/">HAMNET &#8211; NEL NOME DEL FIGLIO</a> – 5 voti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">10) <a href="https://www.amicinema.it/2025/12/il-nostro-universo-cosi-complesso-e-pieno-di-sfumature/">FATHER, MOTHER, SISTER, BROTHER</a> – 5 voti</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questa volta il film vincitore ha conquistato il primo posto con un margine piuttosto netto: “La Grazia”, l’ultima opera di Paolo Sorrentino con uno straordinario Toni Servillo, ha raccolto 13 voti e si aggiudica il nostro sondaggio della stagione 2025/2026.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sul podio poi due degli altri grandi film della stagione, entrambi con 8 voti: “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson e la spettacolare “Odissea” di Christopher Nolan.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Subito fuori dal podio troviamo “La voce di Hind Rajab”, uno dei film più intensi e importanti della stagione, mentre a quota 6 arrivano tre pellicole molto diverse tra loro come “Sirat”, “Le città di pianura” e “L’agente segreto”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Chiudono la nostra Top Ten, tutti con 5 voti, “Un semplice incidente”, “Hamnet &#8211; Nel nome del figlio” e “Father, Mother, Sister, Brother”. Una classifica davvero internazionale e variegata che conferma ancora una volta quanto siano differenti i gusti cinematografici degli amici di Amicinema !!.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/MZwx6RPrPzs?si=IiNRU3BdP4Kdc2LM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il vincitore del concorso abbinato al sondaggio sarà contattato a brevissimo e potrà godersi il premio messo in palio !!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con questo sondaggio chiudiamo ufficialmente la scorsa stagione&#8230; sono già ripartite da un oltre un mese le uscite di Amicinema in sala e in pizzeria… vi aspettiamo tutti per divertirci ed emozionarci assieme !!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La versione del Vergani: &#8220;Biancaneve e i sette nani&#8221;</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2026/10/la-versione-del-vergani-biancaneve-e-i-sette-nani/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Vergani]]></category>
		<category><![CDATA[Versione Vergani]]></category>

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		<description><![CDATA[Riparte la nuova stagione di questa rubrica e ovviamente anche il nostro usuale viaggio nella storia del cinema guidati dalla passione e dalla competenza di Massimiliano Vergani, che preso tra un film e un corto, ci emoziona con i suoi &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/la-versione-del-vergani-biancaneve-e-i-sette-nani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Biancaneve-e-i-sette-nani-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Biancaneve-e-i-sette-nani-01-300x225.jpg" alt="" title="biancaneve-e-i-sette-nani-01" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-48474" /></a><span style="color: #000000;">Riparte la nuova stagione di questa rubrica e ovviamente anche il nostro usuale viaggio nella storia del cinema guidati dalla passione e dalla competenza di <strong>Massimiliano Vergani</strong>, che preso tra un film e un corto, ci emoziona con i suoi ricordi !!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oggi parliamo di un film del 1937, un classico dell&#8217;animazione Disney e di tutti i ricordi che sono legati a questo capolavoro.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-48473"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #000000;"><B>&#8220;Biancaneve e i sette nani&#8221;</B> è il primo film che ho visto al cinema.<br />
&nbsp;<br />
No, non l&#8217;ho visto nel 1937 quando uscì per la prima volta, ma nella sua riedizione del 1987 per festeggiare il cinquantenario del film.<br />
&nbsp;<br />
E&#8217; uno dei film più famosi della Disney, il primo di una serie di capolavori dell&#8217;animazione che ancora oggi fanno la gioia dei bambini di tutto il mondo.<br />
Io non ho assolutamente nessun ricordo di quella visione, ma mia mamma mi ha raccontato che decise di portarmi al cinema per la prima volta e scelte quel classico Disney che voleva vedere anche lei. Ma io non stavo fermo, non mi interessava ancora vedere film e non avevo idea di quali fossero le regole della sala cinematografica: passai i primi dieci minuti seduto e poi cominciai ad alzarmi dalla poltroncina disturbando gli altri bambini. E così mia mamma capì che forse era troppo presto per me portarmi in una sala a vedere un film: l&#8217;avrei imparato qualche anno più tardi.<br />
&nbsp;<br />
Mia mamma è venuta a mancare lo scorso agosto e questo sarà uno dei ricordi più belli che mi porterò dentro.<br />
&nbsp;<br />
&#8220;Biancaneve e i sette nani&#8221; in realtà non l&#8217;ho mai visto fino all&#8217;altra sera: il ricordo di quella mia prima volta al cinema è svanito da anni, ma ora rimane in me il ricordo di una mamma che, orgogliosa e attenta, decise di portare per la prima volta suo figlio al cinema.<br />
La prima volta non andò bene, ma ce ne furono altre negli anni successivi in cui fui io, malato di cinema, a convincere lei a venire al cinema con me a vedere film improbabili.<br />
&nbsp;<br />
Ve li racconterò prossimamente&#8230;  </span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/4Bp9oiQbBIk?si=YQt9FzhLvnrkrdRN" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E se volete recuperare le puntate precedenti le trovate <strong><a href="http://www.amicinema.it/tag/versione-vergani/" target="_blank">a questo link</a></strong> !!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In sala e in streaming con Amicinema (uscite del 02/10/2026)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[In sala con Amicinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Una settimana come questa è il sogno e l&#8217;incubo di ogni appassionato di cinema&#8230; tantissimi film importanti e tutti assieme !! &#160; Infatti passeremo dal cinema d&#8217;autore di Nicolas Winding Refn, Ali Asgari e Alejandro G. Iñárritu fino al buon &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/in-sala-e-in-streaming-con-amicinema-uscite-del-02102026/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Un-po-di-luce-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Un-po-di-luce-01-300x168.jpg" alt="" title="un-po-di-luce-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48406" /></a>Una settimana come questa è il sogno e l&#8217;incubo di ogni appassionato di cinema&#8230; tantissimi film importanti e tutti assieme !!<br />
&nbsp;<br />
Infatti passeremo dal cinema d&#8217;autore di Nicolas Winding Refn, Ali Asgari e Alejandro G. Iñárritu fino al buon cinema italiano, con anche documentari, commedie e film d&#8217;azione !!<br />
</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana in sala e in streaming !!</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!</span></p>
<p><span id="more-48405"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2026, &#8220;<strong><a href="https://www.amicinema.it/2026/10/ritorno-dallinferno/" target="_blank">Her Private Hell</a></strong>&#8221; segna il ritorno sul grande schermo di Nicolas Winding Refn a dieci anni da &#8220;The Neon Demon&#8221;.<br />
Il regista danese, vincitore a Cannes nel 2011 del premio per la miglior regia con &#8220;Drive&#8221;, torna con un’opera che mescola fantascienza, horror, melodramma e suggestioni da giallo italiano, ancora una volta immersa in quel mondo di neon, corpi, musica e violenza che ha reso immediatamente riconoscibile il suo cinema.<br />
Ma questa volta dietro le immagini c’è anche un’esperienza molto personale: nel 2023 Refn ha rischiato di morire durante un delicato intervento al cuore e considera il film una sorta di nuova partenza.<br />
In una metropoli futuristica avvolta da una misteriosa nebbia, Elle è una giovane attrice che cerca di ricostruire il rapporto con il padre Johnny Thunders. Intorno a lei si muovono Hunter, giovane star ossessionata dalla fama, e Dominique, la nuova moglie del padre.<br />
Ma sulla città incombe anche la leggenda di Leather Man, una presenza assassina che compare insieme alla nebbia e prende di mira giovani donne.<br />
Il destino di Elle finisce per incrociarsi con quello di Private K, un soldato americano impegnato in un viaggio altrettanto disperato: ritrovare la figlia e strapparla al proprio inferno.<br />
Sophie Thatcher interpreta Elle, mentre Charles Melton è Private K. Accanto a loro troviamo Kristine Froseth nel ruolo di Hunter, Havana Rose Liu in quello di Dominique, Dougray Scott nei panni di Johnny Thunders e Diego Calva.<br />
Completano il cast Shioli Kutsuna, Aoi Yamada e Hidetoshi Nishijima.<br />
La fotografia è di Magnus Nordenhof Jønck, mentre la colonna sonora porta una firma particolarmente importante: quella di Pino Donaggio, storico collaboratore di Brian De Palma e autore delle musiche di molti classici del thriller e dell’horror italiano.<br />
Per i fan del grande regista danese nei cinema Beltrade, Cinema Godard &#8211; Fondazione Prada, Cineteca Arlecchino, CityLife Anteo e Uci Cinemas Bicocca. V.O: Beltrade, Cinema Godard &#8211; Fondazione Prada, Cineteca Arlecchino e CityLife Anteo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=A3984R3krZw" target="_blank">Digger</a></strong>&#8221; è il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu, il regista premio Oscar di Birdman e The Revenant, che torna al cinema con una commedia nera dalle proporzioni apocalittiche e con un Tom Cruise decisamente lontano dai suoi abituali eroi d’azione.<br />
Girato interamente in VistaVision, il film è scritto da Iñárritu insieme ad Alexander Dinelaris, Nicolás Giacobone e Sabina Berman e mescola satira, dramma e spettacolo per raccontare, con toni grotteschi, il delirio di onnipotenza di un uomo convinto di poter controllare persino le conseguenze dei propri errori.<br />
Cruise interpreta Digger Rockwell, un potentissimo magnate del petrolio che contribuisce a provocare una catastrofe ambientale di dimensioni globali.<br />
Quando il mondo rischia di essere distrutto proprio dal disastro che ha contribuito a scatenare, Digger intraprende una missione sempre più folle per convincere tutti di essere l’unico uomo capace di salvare l’umanità.<br />
Accanto a Tom Cruise troviamo un cast di grande livello con Riz Ahmed, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Jesse Plemons, Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Robert John Burke e Burn Gorman.<br />
Per i fan di Cruise e del cinema d&#8217;autore nelle sale Anteo Palazzo del Cinema, Arcobaleno Filmcenter, Beltrade, Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Ducale Multisala, Eliseo, Gloria Notorious Cinemas, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo, Plinius Multisala e Uci Cinemas Bicocca. V.O: Anteo Palazzo del Cinema, Beltrade, Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Eliseo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YIBRLEEaueo" target="_blank">Naza</a></strong>&#8221; è lo sconvolgente documentario d’inchiesta diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025.<br />
Girato nell’arco di tre anni e presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, dove ha conquistato il Premio Speciale della Giuria, il film affronta la guerra a Gaza cercando di ricostruire dall’interno i meccanismi decisionali e militari che stanno dietro agli attacchi contro la popolazione civile. È prodotto da The Guardian e da Jim Wilson per JW Films, con Jonathan Glazer tra i produttori esecutivi.<br />
Le riprese si svolgono prevalentemente di notte sui tetti di Tel Aviv, dove Abraham e Szor raccolgono le testimonianze anonime di 24 persone provenienti dall’apparato militare e dall’intelligence israeliana.<br />
Dai loro racconti emerge, secondo il film, il funzionamento dei sistemi di sorveglianza, selezione degli obiettivi e valutazione delle vittime civili utilizzati durante la guerra.<br />
Non ci sono attori né ricostruzioni: Naza si affida alle parole di chi sostiene di aver osservato o fatto parte di quei meccanismi, mettendole a confronto con immagini e documenti.<br />
In Italia il film è distribuito da I Wonder Pictures e lo troverete solo 3 giorni dal 28 al 30 settembre.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; ancora nei cinema Anteo Palazzo del Cinema, Arcobaleno Filmcenter, Beltrade, Cinelandia Milano Certosa, Cinema Godard &#8211; Fondazione Prada, Cineteca Arlecchino, Colosseo, Eliseo, Gloria Notorious Cinemas, Il Cinemino, NOISE &#8211; il Cinemino, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo e Uci Cinemas Bicocca. V.O: Anteo Palazzo del Cinema, Beltrade, Cinema Godard &#8211; Fondazione Prada, Cineteca Arlecchino, Il Cinemino e NOISE &#8211; il Cinemino</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A dieci anni da uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti avvenuti a Roma, &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Y-0Hs73X23Q" target="_blank">La città dei vivi</a></strong>&#8221; porta sullo schermo la vicenda di Luca Varani, liberamente ispirandosi all’omonimo libro di Nicola Lagioia.<br />
Alla regia c’è Edoardo Gabbriellini, che sceglie di spostare lo sguardo dal delitto alla vita del ragazzo e al contesto umano e sociale che lo circondava. Il film è stato presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 e successivamente al Toronto International Film Festival, nel programma Centrepiece.<br />
Luca ha ventitré anni, una famiglia adottiva che lo ama, una fidanzata e un gruppo di amici con cui si divide tra il centro e la periferia di Roma.<br />
Sta ancora cercando il proprio posto nel mondo e conduce una vita fatta anche di lati nascosti, fino a quando un incontro apparentemente casuale lo conduce verso una violenza assurda e senza spiegazione.<br />
A interpretarlo è Emanuele Maria Di Stefano, affiancato da Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei e Valerio Mastandrea; Michele Valerio Legrottaglie interpreta Marco Prato.<br />
Il giovane cinema italiano nelle sale Anteo Palazzo del Cinema, Cinelandia Milano Certosa, Ducale Multisala, Eliseo, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In concorso alla 83a Mostra del Cinema di Venezia, &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JJLtS7s96MA" target="_blank">Un po&#8217; di luce</a></strong>&#8221; è il sesto lungometraggio del regista iraniano Ali Asgari, già autore degli acclamati &#8220;Divine Comedy&#8221; e &#8220;Kafka a Teheran&#8221;, ed è stato girato in circostanze particolarmente difficili, con l&#8217;inizio della guerra e la minaccia continua dei bombardamenti.<br />
Dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il suo ambulatorio, un medico iraniano perde la fiducia nel futuro. Deciso a togliersi la vita, trascorre un ultimo giorno in visita al fratello, alle sorelle e alla madre per prepararli ad affrontare la sua scelta.<br />
La compassione e l&#8217;affetto dei familiari finiranno tuttavia per farlo riconciliare col mondo.<br />
Protagonista del film è Misagh Zareh (&#8220;Il seme del fico sacro&#8221;) ed è stato scritto dal regista insieme a Shadmehr Rastin, candidato all’Oscar per la sceneggiatura di &#8220;Un semplice incidente&#8221; di Jafar Panahi.<br />
In programmazione nei cinema Anteo Palazzo del Cinema e Beltrade. V.O: Anteo Palazzo del Cinema e Beltrade.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/YIBRLEEaueo?si=hWr29qthbte8_CBn" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
</center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Solo per tre giorni al cinema (28, 29 e 30 settembre) arriva l&#8217;inquietante documentario &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-elvCAbH56s" target="_blank">Libri proibiti &#8211; The librarians</a></strong>&#8221; diretto da Kim A. Snyder e distribuito dalla Wanted Cinema.<br />
Ottobre 2021. Matt Krause, rappresentante statale repubblicano del Texas, stila una lista di 850 titoli che trasmette ai distretti scolastici perché siano rimossi in fretta dalle biblioteche pubbliche. Il motivo? I testi metterebbero i minori a disagio, esponendoli a pornografia ed erotismo.<br />
Gli attoniti bibliotecari &#8211; per lo più paciose bibliotecarie di mezza età, le librarians del titolo &#8211; da rispettate figure istituzionali scolastiche quali sono si ritrovano, da un giorno all&#8217;altro, ad essere additate come pedofile e rischiare il carcere mentre si attengono al proprio lavoro di mediatrici culturali.<br />
Krause non è l&#8217;unico ad attaccarle: è in compagnia di Ron De Santis, governatore della Florida, e la sua campagna contro quei testi è sostenuta con energia e fede cieca dal gruppo Moms for Liberty (Madri per la libertà), autonominatesi paladine dei piccoli e terrorizzate da testi LGBT o portatori di una fumosa, mai definita &#8220;teoria gender&#8221;, che allarma i cristiani conservatori, in Texas e altrove.<br />
Fioccano i licenziamenti e le crisi esistenziali delle librarians, che però reagiscono e resistono alle minacce delle loro comunità e al paradosso di una censura insensata con la forza della conoscenza. Quello che stanno vivendo, in effetti, non è forse una storia che si ripete ?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In tema di interessanti e imperdibili documentari esce anche &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IpBepsrx7kQ" target="_blank">The Bibi files</a></strong>&#8221; l&#8217;inchiesta sul primo ministro israeliano diretto da Alexis Bloom.<br />
Centinaia di ore di materiale riservato, trapelato fuori da Israele, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere, ma l&#8217;uomo interrogato dalla polizia, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica.<br />
Sigari, champagne, regali di lusso, favori, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell&#8217;informazione. Ma questo film va molto oltre l&#8217;inchiesta giudiziaria. Attraverso testimonianze, materiali d&#8217;archivio e gli interrogatori segreti, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader?<br />
Lo trovate nei cinema Anteo, Beltrade e Il Cinemino. V.O: Anteo, Beltrade e Il Cinemino</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tra fotografia, moda e intelligenza artificiale, &#8220;<strong><a href="https://youtu.be/xrJMaz1QIzo?si=ax8vWM9IhnAmQ49q" target="_blank">Photogame &#8211; Autoritratto di un’ossessione</a></strong>&#8221; è un thriller psicologico che segna l’esordio nel lungometraggio di Alex Ruzzi, anche coautore della sceneggiatura insieme a Franco Ferrini e Nina Monica Scalabrin. </p>
<p>Il film usa un gioco apparentemente innocuo per esplorare desiderio, controllo e perdita dei propri limiti, portando il protagonista dentro una spirale sempre più difficile da governare.</p>
<p>Luca è un ricco imprenditore biellese che, stanco di una vita ormai prevedibile, decide di recuperare la sua vecchia passione per la fotografia e apre un atelier di moda. La scoperta di Photogame, un gioco basato sull’intelligenza artificiale, gli permette di dirigere fotografi e modelle attraverso prove e scambi di ruolo sempre più provocatori.<br />
Ma quando nella sua vita ricompare la contessa Lucrezia, accompagnata dalla giovane figlia Marta, il gioco comincia a sfuggirgli di mano e a mettere in pericolo anche la sua famiglia.</p>
<p>Nel cast troviamo Stefano Pesce, Anne Consigny, Clara Ponsot, Elisa Visari, Gloria Anselmi, Riccardo Eggshell e Sebastiano Farci.</p>
<p>Una possibile bella sorpresa solo al Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tra commedia degli equivoci e racconto sull’identità, &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5duoKAkhXfA" target="_blank">Mio zio Jens</a></strong>&#8221; (&#8220;Onkel Jens&#8221;) è l’esordio nel lungometraggio del regista norvegese di origini curde Brwa Vahabpour, che firma anche la sceneggiatura.<br />
Il film ha avuto la sua prima mondiale al SXSW 2025 di Austin e al Duhok International Film Festival 2025, Vahabpour ha inoltre conquistato i premi per la miglior regia e la migliore sceneggiatura curda.<br />
In Italia il film ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia per il modo in cui affronta, con ironia, le questioni dell’asilo e della diaspora curda.<br />
Akam, giovane insegnante di letteratura che vive tranquillamente a Oslo, vede la propria quotidianità sconvolta dall’arrivo improvviso dello zio Khdr, proveniente dal Kurdistan iraniano e che non incontra da anni. Quella che dovrebbe essere un’ospitalità di pochi giorni si trasforma rapidamente in una convivenza senza scadenza: Khdr si sistema nell’appartamento condiviso dal nipote e non sembra avere alcuna intenzione di andarsene.<br />
Dietro la visita, però, si nascondono ragioni ben più profonde, che costringeranno Akam a confrontarsi con le proprie radici, il senso della famiglia e le responsabilità verso chi è costretto a lasciare il proprio Paese.<br />
Protagonisti sono Peiman Azizpour e Hamza Agooshi, affiancati da Sarah Francesca Brænne, Emir Hakki, Theresa Frostad Eggesbø, Magnus B. Bjørlo Lysbakken ed Eirik Hallert.<br />
Da non perdere nei cinema Centrale e Mexico. V.O: Centrale e Mexico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo aver guidato sul grande schermo lo scontro fra due icone del cinema contemporaneo in &#8220;Godzilla vs. Kong&#8221; e &#8220;Godzilla e Kong &#8211; Il nuovo impero&#8221;, il regista Adam Wingard torna alle radici più libere e feroci del proprio cinema con un film che unisce azione, spettacolo, tensione horror e una sfrenata energia da midnight movie.<br />
Al centro di &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WFASSjiZklA" target="_blank">Onslaught &#8211; Assalto finale</a></strong>&#8221; c&#8217;è Celeste, madre single ed ex cecchina che vive in una comunità isolata nel deserto del New Mexico.<br />
Segnata dal suo passato nell’esercito, Celeste è costretta a tornare la formidabile combattente di un tempo quando tre supersoldati geneticamente modificati evadono da una base governativa segreta e si dirigono verso di lei.<br />
Per proteggere sua figlia Daisy, dovrà trasformare il deserto in un campo di battaglia e scatenare l&#8217;inferno.<br />
A dare corpo a Celeste è Adria Arjona assieme a Dan Stevens, Rebecca Hall, Drew Starkey, Michael Biehn, icona di Terminator e Aliens, Reginald VelJohnson, Eric Wareheim e il campione UFC Alex Pereira al suo esordio cinematografico nei panni del più temibile fra i supersoldati.<br />
Tanta azione nei cinema Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca. V.O: CityLife Anteo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Se amate vedere alcuni dei vostri attori preferiti in qualche ruolo diverso dal solito allora dovreste vedere &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=KMqSu_jarrA" target="_blank">Verity</a></strong>&#8220;, il thriller psicologico diretto da Michael Showalter (&#8220;Gli occhi di Tammy Faye&#8221;, &#8220;The Big Sick&#8221;).<br />
Tratto dal romanzo bestseller di Colleen Hoover, il film segue Lowen Ashleigh (Dakota Johnson), una scrittrice in difficoltà che si trasferisce nella remota tenuta dei Crawford per fare da ghostwriter alla celebre autrice Verity Crawford (Anne Hathaway).<br />
Dopo aver scoperto quelli che sembrano essere gli inquietanti appunti autobiografici di Verity, Lowen deve fare i conti con le torbide e distorte confessioni sul marito di lei, Jeremy (Josh Hartnett), faticando a distinguere la finzione dalla realtà, la manipolazione dall&#8217;attrazione e l&#8217;opportunità dall&#8217;ossessione.<br />
Un thiller che vi terrà attaccati alla sedia nelle sale Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca. V.O: CityLife Anteo e Colosseo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Giocando con il viaggio nel tempo e con il confronto tra epoche, &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=x3RDFKUcFas" target="_blank">Era meglio domani</a></strong>&#8221; è una commedia franco-belga diretta da Vinciane Millereau, che firma la sceneggiatura insieme a Julien Lambroschini. Il film è stato scelto come film di chiusura del Festival du Film Francophone d’Angoulême 2025 e ha poi chiuso a Roma Rendez-Vous 2026 &#8211; Festival del Nuovo Cinema Francese, dove è stato presentato alla presenza della regista e della protagonista Elsa Zylberstein; in Italia è passato anche come evento speciale al Filming Italy Sardegna Festival 2026.<br />
Nella Francia del 1958, Hélène e Michel Dupuis vivono con i loro due figli secondo le rassicuranti regole dell’epoca: lui lavora in banca, lei si occupa della casa. Un bizzarro incidente domestico li catapulta però nel 2025, dove ruoli familiari, tecnologia e rapporti tra uomini e donne sono profondamente cambiati. Per Hélène questo nuovo mondo rappresenta una sorprendente possibilità di emancipazione, mentre Michel vede crollare molte delle certezze sulle quali aveva costruito la propria vita. A interpretarli sono Elsa Zylberstein e Didier Bourdon, affiancati da Mathilde Le Borgne, Maxim Foster, Romain Cottard, Céline Fuhrer e François Perache.<br />
A Milano nei cinema Centrale e Cineteca Milano MIC. V.O: Cineteca Milano MIC.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un racconto di uomini chiamati ad affrontare il peso delle proprie scelte, dove la forza non basta senza coraggio e nessuna leggenda può evitare di fare i conti con il proprio passato: questo è &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TSrqGzGd3HA" target="_blank">Beast</a></strong>&#8221; il nuovo film di Tyler Atkins con Russell Crowe come attore protagonista.<br />
Un ex campione di MMA, senza lavoro e incapace di sostenere la propria famiglia, viene trascinato nuovamente nella gabbia dell’ottagono per affrontare un vecchio avversario e vendicare il fratello, bersaglio della malavita.<br />
Un tempo leggenda e ora outsider, aiutato solamente dal suo vecchio allenatore, dovrà risvegliare il guerriero che pensava di aver sepolto per sempre dentro di sé. L’obiettivo è uno solo: vincere. Per suo fratello, per la sua famiglia, per se stesso.<br />
Nel cast anche Mojean Aria, Daniel MacPherson, Nathan Phillips e Kelly Gale.<br />
Lo trovate nei cinema Cinelandia Milano Certosa, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Torna Fausto Brizzi due anni dopo il non esaltante &#8220;Dove osano le cicogne&#8221; con una nuova commedia intitolata &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=KC5KFaRkAKc" target="_blank">Quasi vera</a></strong>&#8220;, un film che guarda con ironia a uno dei temi più attuali del nostro presente: il confine sempre più sottile tra vita reale, social network e intelligenza artificiale.<br />
La pellicola usa la leggerezza della commedia romantica per raccontare quanto possa diventare seducente, e pericolosa, l’idea di costruire una versione perfetta di noi stessi, soprattutto quando quella versione comincia a vivere una vita propria.<br />
Diego è un aspirante attore che colleziona provini falliti e piccoli ruoli senza riuscire a trovare il proprio posto. Quando anche la sua vita privata entra in crisi, decide di sfruttare le proprie competenze informatiche per creare Vera, una influencer virtuale generata con l’intelligenza artificiale: bellissima, affascinante e apparentemente senza difetti. Vera diventa rapidamente un fenomeno da milioni di follower, ma il successo costringerà Diego a fare i conti con le conseguenze della sua invenzione e con ciò che davvero conta.<br />
Nel cast il divertente Frank Matano, Taylor Mega, Rocío Muñoz Morales, Laura Chiatti, Andrea Perroni, Sergio Friscia, Francesco Sole e Federica Cifola.<br />
Rilassiamoci nei cinema Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tra ambizione estrema, rivalità e tragedia, &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zgGpyr5MFK8" target="_blank">The Last First: Winter K2</a></strong>&#8221; racconta una delle imprese più dure e controverse dell’alpinismo contemporaneo: la corsa alla prima salita invernale del K2.<br />
Diretto dal documentarista Amir Bar-Lev, già autore di &#8220;The Tillman Story&#8221; e &#8220;Long Strange Trip&#8221;, il film ha avuto la sua prima mondiale al Sundance Film Festival 2026 ed è stato successivamente presentato anche al DC/DOX Film Festival.<br />
Più che limitarsi alla cronaca sportiva, il documentario riflette sulla trasformazione dell’alpinismo estremo, tra spedizioni commerciali, social media, denaro e la crescente rivendicazione del ruolo degli scalatori nepalesi e pakistani.<br />
Al centro della storia c’è la drammatica spedizione dell’inverno 2020-2021, durante la quale l’islandese John Snorri Sigurjónsson e i pakistani Ali e Sajid Sadpara, padre e figlio, cercano di conquistare l’ultima grande impresa ancora irrisolta sugli Ottomila.<br />
Sulla montagna incontrano spedizioni commerciali, alpinisti-influencer e la squadra nepalese guidata da Nirmal &#8220;Nims&#8221; Purja, determinata a compiere finalmente l’impresa per il Nepal.<br />
Le condizioni estreme e la competizione trasformano però la scalata in una vicenda tragica, facendo emergere questioni di rischio, prestigio, classe e potere oltre al semplice desiderio di raggiungere la vetta.<br />
Lo trovate su AppleTv.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/x3RDFKUcFas?si=kWAoCg-ORjpHFifg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
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		<title>Ritorno dall&#8217;inferno</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2026, &#8220;Her Private Hell&#8221; segna il ritorno sul grande schermo di Nicolas Winding Refn a dieci anni da &#8220;The Neon Demon&#8220;. &#160; Il regista danese, vincitore a Cannes nel 2011 del premio per &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/10/ritorno-dallinferno/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Her-Private-Hell-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Her-Private-Hell-01-300x168.jpg" alt="" title="her-private-hell-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48387" /></a>Presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2026, <B>&#8220;Her Private Hell&#8221;</B> segna il ritorno sul grande schermo di Nicolas Winding Refn a dieci anni da &#8220;<a title="The Neon Demon" target=new href="https://www.amicinema.it/2016/06/la-bellezza-e-una-valuta-sempre-in-crescita/">The Neon Demon</a>&#8220;.<br />
&nbsp;<br />
Il regista danese, vincitore a Cannes nel 2011 del premio per la miglior regia con &#8220;Drive&#8221;, torna con un&#8217;opera che mescola fantascienza, horror, melodramma e suggestioni da giallo italiano, ancora una volta immersa in quel mondo di neon, corpi, musica e violenza che ha reso immediatamente riconoscibile il suo cinema.<br />
Ma questa volta dietro le immagini c&#8217;è anche un&#8217;esperienza molto personale: nel 2023 Refn ha rischiato di morire durante un delicato intervento al cuore e considera il film una sorta di nuova partenza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In una metropoli futuristica avvolta da una misteriosa nebbia, Elle è una giovane attrice che cerca di ricostruire il rapporto con il padre Johnny Thunders. Intorno a lei si muovono Hunter, giovane star ossessionata dalla fama, e Dominique, la nuova moglie del padre.<br />
Ma sulla città incombe anche la leggenda di Leather Man, una presenza assassina che compare insieme alla nebbia e prende di mira giovani donne.<br />
Il destino di Elle finisce per incrociarsi con quello di Private K, un soldato americano impegnato in un viaggio altrettanto disperato: ritrovare la figlia e strapparla al proprio inferno.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sophie Thatcher interpreta Elle, mentre Charles Melton è Private K. Accanto a loro troviamo Kristine Froseth nel ruolo di Hunter, Havana Rose Liu in quello di Dominique, Dougray Scott nei panni di Johnny Thunders e Diego Calva.<br />
Completano il cast Shioli Kutsuna, Aoi Yamada e Hidetoshi Nishijima.<br />
La fotografia è di Magnus Nordenhof Jønck, mentre la colonna sonora porta una firma particolarmente importante: quella di Pino Donaggio, storico collaboratore di Brian De Palma e autore delle musiche di molti classici del thriller e dell&#8217;horror italiano.</span></p>
<p><span id="more-48386"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Her-Private-Hell-poster.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Her-Private-Hell-poster-202x300.jpg" alt="" title="her-private-hell-poster" width="202" height="300" class="alignright size-medium wp-image-48388" /></a></span><em><span style="color: #000000;">Intervistato da Mattia Carzaniga per Rolling Stone Italia pochi giorni prima dell&#8217;uscita del film, Nicolas Winding Refn racconta che &#8220;Her Private Hell&#8221; nasce in un momento in cui aveva quasi perso il rapporto con il cinema.<br />
&nbsp;<br />
Dopo &#8220;The Neon Demon&#8221; erano arrivate le lunghe esperienze televisive di &#8220;Too Old to Die Young&#8221; e &#8220;Copenhagen Cowboy&#8221; e il regista sentiva di non avere più molto da dire attraverso un lungometraggio.<br />
Poi è arrivata un&#8217;esperienza capace di cambiare completamente la sua prospettiva. Nel 2023, durante un intervento per un grave problema cardiaco, Refn ha rischiato realmente la vita: &#8220;Sono morto per più di venti minuti&#8221;. Dopo essersi ripreso, racconta di aver avuto la sensazione di poter ricominciare da capo e di voler tornare proprio nel luogo dal quale era partito: il cinema.<br />
&nbsp;<br />
&#8220;Her Private Hell&#8221; nasce quindi anche dalla domanda su che tipo di film avrebbe potuto realizzare oggi il Refn cinquantatreenne mantenendo però la libertà e l&#8217;incoscienza che possedeva quando aveva poco più di vent&#8217;anni. A riemergere è stato anche un ricordo d&#8217;infanzia: guardare la televisione passando continuamente da un canale all&#8217;altro, entrando in universi completamente diversi e costruendo mentalmente un collegamento personale tra immagini che in realtà non avevano nulla in comune.<br />
Da qui deriva anche la natura volutamente frammentata del film, nel quale convivono horror italiano degli anni Sessanta e Settanta, melodramma, fantascienza rétro, camp e suggestioni provenienti dal cinema di Douglas Sirk. Refn non considera questi riferimenti qualcosa da nascondere: ogni artista, sostiene, prende ciò che ama e lo trasforma secondo la propria sensibilità.<br />
&nbsp;<br />
Anche l&#8217;artificialità delle immagini è assolutamente voluta. &#8220;Mi piace la fantasia&#8221;, dice il regista, spiegando di aver progressivamente perso interesse per un cinema strettamente realistico. Per Refn un mondo costruito, stilizzato e apertamente artificiale può essere altrettanto autentico, perché ciò che conta non è riprodurre la realtà ma esprimere un&#8217;emozione.<br />
Fondamentale è stata anche la musica. Non avendo inizialmente un&#8217;idea precisa del suono del film, Refn ha scelto Pino Donaggio proprio quando ha capito di stare realizzando qualcosa di simile a un&#8217;opera. Il compositore italiano è diventato così uno degli elementi centrali di questo universo fatto di melodramma, violenza e colori estremi.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;esperienza della morte ha cambiato infine anche il rapporto di Refn con il tempo. Dopo essere sopravvissuto all&#8217;intervento, racconta di aver capito quanto facilmente lo sprechiamo e quanto diventi prezioso quando ci rendiamo conto che non è infinito. &#8220;Her Private Hell&#8221; è quindi anche il film di un regista che ha ricevuto, letteralmente, una seconda possibilità e ha deciso di utilizzarla tornando al cinema.</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Siete pronti per il trailer ufficiale italiano ?.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe title="HER PRIVATE HELL - Trailer ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/v7onovp0udU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
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		<title>CineFrance, stagione 10, puntata 2: Eric Barbier e Geraldine Nakache</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[CineFrance]]></category>

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		<description><![CDATA[La decima stagione di CineFrance ha appena stappato lo champagne ed eccoci gia&#8217; alla seconda puntata. &#160; Mentre il cinema francese continua a passare con disinvoltura dalla Storia con la maiuscola ai piccoli terremoti dell&#8217;anima, noi riprendiamo il nostro viaggio &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/09/cinefrance-stagione-10-puntata-2-eric-barbier-e-geraldine-nakache/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-tu-penses-bien-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-tu-penses-bien-01-300x168.jpg" alt="" title="si-tu-penses-bien-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48397" /></a>La decima stagione di <strong>CineFrance</strong> ha appena stappato lo champagne ed eccoci gia&#8217; alla seconda puntata.<br />
&nbsp;<br />
Mentre il cinema francese continua a passare con disinvoltura dalla Storia con la maiuscola ai piccoli terremoti dell&#8217;anima, noi riprendiamo il nostro viaggio tra le nuove uscite d&#8217;Oltralpe: due film molto diversi, due modi di raccontare personaggi alle prese con qualcosa di piu&#8217; grande di loro, che sia una guerra incomprensibile o una relazione che lentamente diventa una prigione.<br />
</span></p>
<p><span id="more-48396"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong>Justin le Juste</strong>&#8220;, diretto da <strong>Eric Barbier</strong>, porta lo spettatore nel 1915, in piena Prima guerra mondiale, ma lo fa seguendo lo sguardo spaesato di un uomo che con la Storia avrebbe preferito non avere nulla a che fare. Justin, interpretato da <strong>Alban Ivanov</strong>, e&#8217; un povero contadino strappato ai suoi campi e mandato al fronte in nome di una legge che non comprende, contro un nemico che non ha mai visto.<br />
Accanto a lui troviamo <strong>Birane Ba</strong> nel ruolo di Basile, tirailleur senegalese destinato a diventare per Justin una guida inattesa, e <strong>Alexandra Lamy</strong>, presenza importante in un racconto che mescola guerra, ribellione e umanita&#8217;.<br />
&nbsp;<br />
Ispirato al romanzo <em>Justin-le-Juste ou La charrette</em> di Jean Pompougnac, il film sceglie la forma della favola drammatica piu&#8217; che quella del realismo bellico puro. Justin attraversa l&#8217;assurdita&#8217; del comando militare, le ingiustizie della guerra e l&#8217;incontro con chi, come lui, subisce decisioni prese da altri.<br />
&nbsp;<br />
Da semplice uomo fuori posto, finisce cosi&#8217; per trasformarsi in un eroe anomalo, fragile e ostinato: uno di quei personaggi che non partono per cambiare il mondo, ma che a un certo punto non possono piu&#8217; far finta di niente.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/XZw0NxySMxc" title="Justin le Juste - bande-annonce" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong>Si tu penses bien</strong>&#8221; segna per <strong>Geraldine Nakache</strong> un cambio di registro deciso rispetto alle sue commedie piu&#8217; note.<br />
Presentato a <strong>Cannes Premiere 2026</strong>, il film e&#8217; un dramma intimo e psicologico scritto dalla stessa Nakache con <strong>David Lambert</strong>, interpretato da <strong>Monia Chokri</strong>, <strong>Niels Schneider</strong>, <strong>Clementine Celarie</strong>, <strong>Christian Benedetti</strong> e <strong>Mina Kavani</strong>.<br />
&nbsp;<br />
Al centro c&#8217;e&#8217; Gil, che quando incontra Jacques crede di aver trovato un amore evidente, quasi naturale, di quelli che sembrano arrivare gia&#8217; completi di promesse.<br />
Ma l&#8217;intensità dell&#8217;inizio lascia spazio a qualcosa di molto piu&#8217; inquietante: una relazione in cui Gil si sente progressivamente chiusa, spinta a dubitare di se stessa, dei propri pensieri e dei propri desideri. Jacques la rassicura con una frase che suona dolce e minacciosa insieme: se pensa bene, andra&#8217; tutto bene. Poco a poco, pero&#8217;, Gil riconosce il controllo che quell&#8217;uomo esercita sulla sua vita.<br />
&nbsp;<br />
Nakache racconta cosi&#8217; una forma di violenza silenziosa, domestica, fatta di pressione psicologica e perdita dei punti di riferimento, costruendo un film sull&#8217;emprise, cioe&#8217; su quella prigionia emotiva che spesso non lascia lividi visibili ma cambia tutto.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/5NfT7ZC91to" title="Si tu penses bien - bande-annonce" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E infine se volete recuperare le puntate precedenti di CineFrance <strong><a href="http://www.amicinema.it/tag/cinefrance/" target="_blank">questo e&#8217; il link</a></strong> !!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In sala e in streaming con Amicinema (uscite del 25/09/2026)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[In sala con Amicinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Settembre ci porta il fresco, ma anche tanti ottimi film da vedere in sala.. questa settimana ci sono due ottimi film italiani con Gianni Amelio e l&#8217;esordio di Anna Foglietta. &#160; E poi un paio di interessanti film francesi e &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2026/09/in-sala-e-in-streaming-con-amicinema-uscite-del-25092026/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Una-storia-01.jpg"><img src="https://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Una-storia-01-300x168.jpg" alt="" title="una-storia-01" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-48375" /></a>Settembre ci porta il fresco, ma anche tanti ottimi film da vedere in sala.. questa settimana ci sono due ottimi film italiani con Gianni Amelio e l&#8217;esordio di Anna Foglietta.<br />
&nbsp;<br />
E poi un paio di interessanti film francesi e un bel film d&#8217;animazione !</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana in sala e in streaming !!</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;">Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!</span></p>
<p><span id="more-48374"></span><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Presentato fuori concorso nella sezione Venice Open alla 83a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, &#8220;<strong><a href="https://www.amicinema.it/2026/09/una-casa-per-chi-non-ha-casa/" target="_blank">Nessun dolore</a></strong>&#8221; è il nuovo film del grande Gianni Amelio, arrivato al suo ventesimo lungometraggio. A più di trent&#8217;anni da &#8220;Lamerica&#8221;, il regista torna a confrontarsi con l&#8217;immigrazione e con un&#8217;Italia che nel frattempo è profondamente cambiata. Al centro non ci sono però grandi discorsi politici, ma un uomo comune che, quasi senza averlo deciso, comincia ad aprire la propria casa agli altri.<br />
Davide ha poco più di trent&#8217;anni e vende libri usati in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele è Elsa, che gli procura nuovi volumi e lo circonda di affetto. Un giorno, però, uno sconosciuto gli affida improvvisamente un bambino nordafricano, quasi consegnandoglielo come un pacco. Il piccolo comincia a seguirlo ovunque, fino a quando un incidente lo lascia tra la vita e la morte. Travolto dal senso di colpa, Davide incontra in ospedale Aminah, una giovanissima algerina incinta appena arrivata in Italia su un barcone, e decide di ospitarla. Ma è soltanto l&#8217;inizio: giorno dopo giorno la sua casa comincia a riempirsi di persone che non hanno altro posto dove andare, fino a quando la sua generosità finisce per scontrarsi con la legge.<br />
Alessandro Borghi interpreta Davide, tornando a lavorare con Amelio dopo &#8220;Campo di battaglia&#8221;, mentre Valeria Golino è Elsa, la donna che gli rimane vicina durante il suo imprevedibile percorso.<br />
Valerio Mastandrea veste i panni di Michele, un necroforo dell&#8217;ospedale che incrocia la strada del protagonista. Accanto a loro troviamo Beïdja Yahiaoui nel ruolo di Aminah, Gabriel Bovino in quello del bambino e Ramzi Lafrindi.<br />
Un cast in cui Amelio affianca interpreti molto conosciuti a volti al loro esordio cinematografico.<br />
In programmazione nei cinema Anteo Palazzo del Cinema, Ducale Multisala, Eliseo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La brava Anna Foglietta si cimenta alla regia con &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-SqxT0QXMlA" target="_blank">Una storia</a></strong>&#8220;, firmando anche la sceneggiatura insieme a Tania Pedroni e Matteo Ferri.<br />
Presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, il film sceglie una dimensione intima e quotidiana per raccontare quei momenti in cui una vita apparentemente stabile comincia improvvisamente a mostrare le proprie crepe. Al centro non ci sono grandi eventi, ma gesti, silenzi e desideri rimasti troppo a lungo nascosti.<br />
Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplice fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare lontano, la casa si svuota e l&#8217;equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi.<br />
Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione. Mauro, cresciuto nel rigore emotivo di un padre autoritario, tenta a suo modo di reagire riempiendo il vuoto, ma finisce per confrontarsi con una fragilità mai confessata.<br />
Nel tempo sospeso che segue riaffiorano ferite lontane e desideri dimenticati. Sarà proprio questa crisi intima e profonda a spingerli a guardarsi davvero e a capire se e come possono trasformare se stessi e di conseguenza il loro amore.<br />
A interpretarli sono Alba Rohrwacher e Guido Caprino, affiancati da Caterina Casini, Elio De Capitani e Duccio Camerini.<br />
Lo aspettiamo con curiosità nelle sale Anteo Palazzo del Cinema e Eliseo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Scritto e diretto dal regista Roan Johnson e dal producer musicale Dade nasce &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q7YWdkDbebw" target="_blank">Rider</a></strong>&#8221; un film che porta sul grande schermo l’energia della scena musicale italiana, con un cast d’eccezione che include Lorenzo Aloi (Prima di noi, La Tana, Hype), l’attrice e cantautrice Kaze (Call My Agent Italia), Kyshan Wilson (Mare fuori) e artisti come Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical e Levante, con la partecipazione di Margherita Vicario, e con Claudio Santamaria.<br />
Protagonista del film è Samuele, detto Sami, un giovane rider che ogni giorno attraversa Milano in bicicletta per consegnare ordini da un capo all&#8217;altro della città. La notte di Capodanno, mentre Milano esplode di luci e tutti festeggiano, Sami consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa alla periferia nord.<br />
Invitato a rimanere alla festa, conosce Nia, con cui nasce immediatamente una forte sintonia. Ma mentre quel nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d&#8217;impulso cambierà per sempre il corso della sua vita, costringendolo a scegliere se fuggire o affrontare fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il celebre commissario Maigret torna sul grande schermo con &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=QYRSE2j6dRA" target="_blank">Maigret &#8211; L’amore e la morte</a></strong>&#8220;, il nuovo film di Pascal Bonitzer (&#8220;Il quadro rubato&#8221;, &#8220;Cherchez Hortense&#8221;), tratto dal romanzo di Georges Simenon &#8220;Maigret e i vecchi signori&#8221;, pubblicato per la prima volta nel 1960 e edito in Italia da Adelphi.<br />
Il commissario Maigret viene convocato d’urgenza al Quai d’Orsay (Ministero degli Affari Esteri) in seguito all’omicidio di Monsieur Berthier-Lagès, un celebre ex ambasciatore. Scopre ben presto che Berthier-Lagès aveva intrattenuto per cinquant’anni una corrispondenza amorosa con la principessa de Vuynes, il cui marito, in uno strano scherzo del destino, è appena morto.<br />
Mentre Maigret si confronta con i membri di entrambe le famiglie e con il silenzio sospetto della domestica del diplomatico, tutte le certezze cominciano a vacillare e ogni rivelazione conduce alla successiva.<br />
Nel ruolo del commissario, Denis Podalydès, celebre attore della Comédie Française, affiancato da Dominique Reymond, Anne Alvaro, Manuel Guillot, Irène Jacob e Micha Lescot.<br />
Per gli appassionati del commissario dell&#8217;Alvernia nei cinema Arcobaleno Filmcenter, Arianteo CityLife, CityLife Anteo, Colosseo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=KGKtZEhoXgg" target="_blank">Heart of the Beast &#8211; Nel profondo selvaggio</a></strong>&#8221; è un intenso survival thriller diretto da David Ayer, regista di &#8220;End of Watch&#8221; e &#8220;Fury&#8221;, che torna a lavorare con Brad Pitt dopo il film bellico del 2014.<br />
Scritto da Cameron Alexander, il film unisce avventura, azione e dramma mettendo al centro soprattutto il rapporto tra un uomo segnato dalle proprie esperienze e il cane che gli è rimasto accanto: una storia di sopravvivenza in cui la natura diventa un avversario spietato e il legame tra i due la loro principale possibilità di salvezza.<br />
Dopo un drammatico incidente aereo, l&#8217;ufficiale delle Forze Speciali James Belmont si ritrova disperso nelle zone più remote dell&#8217;Alaska. Con lui c&#8217;è soltanto Odino, il fedele cane militare con cui ha già affrontato missioni estreme. Tra temperature proibitive, montagne, foreste e predatori, i due devono intraprendere un durissimo viaggio per tornare alla civiltà, affidandosi completamente l&#8217;uno all&#8217;altro.<br />
Protagonista è Brad Pitt, affiancato da J.K. Simmons e Anna Lambe.<br />
Tutta azione nei cinema Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo, Plinius Multisala e Uci Cinemas Bicocca. V.O: CityLife Anteo, Colosseo e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/QYRSE2j6dRA?si=GwWBUTyxSz6_-GGe" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con la regia di Joel Crawford (&#8220;Croods 2 &#8211; Una nuova era&#8221;) e Januel Mercado arriva nelle sale il film d&#8217;animazione &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=e0_irQm279I&#038;t=6s" target="_blank">L&#8217;isola dei ricordi</a></strong>&#8220;.<br />
Durante la loro ultima notte insieme, Jo e Raissa si imbattono in un misterioso portale che le trasporta sull’isola fantastica di Nakali, un luogo popolato da creature magiche e mitologiche di cui hanno sempre sentito parlare nelle storie delle loro famiglie filippine. Alcune di queste creature diventeranno alleate, altre nemiche.<br />
Insieme a Raww, un licantropo-cane benintenzionato ma un po’ pasticcione, e a un piccolo ma agguerrito gruppo di nuovi compagni, Jo e Raissa dovranno affrontare la temibile Manananggal, la creatura più pericolosa dell’isola.<br />
Quando scoprono che il prezzo per tornare a casa è sacrificare tutti i ricordi della loro amicizia, Jo e Raissa dovranno trovare un modo per lasciare l’isola prima di dimenticarsi per sempre l’una dell’altra.<br />
A Milano nei cinema Cinelandia Milano Certosa, CityLife Anteo, Colosseo, Notorious Cinemas Merlata Bloom, Orfeo, Plinius Multisala e Uci Cinemas Bicocca. V.O: CityLife Anteo.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Victor Artus Solaro in arte Artus è un comico molto famoso in Francia e lo abbiamo visto anche da noi in qualche film.<br />
&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0U8Awqa9NG0" target="_blank">Due ladri in fuga</a></strong>&#8221; (in originale &#8220;Un p&#8217;tit truc en plus&#8221;) è il suo esordio alla regia, una commedia deliziosamente sovversiva e scorrettamente divertente.<br />
Per sfuggire alla polizia, un figlio e suo padre trovano rifugio in un campo estivo per giovani adulti con disabilità, fingendosi residente e suo educatore. L&#8217;inizio dei guai e una meravigliosa esperienza umana che li cambierà per sempre.<br />
Tra gli attori anche Clovis Cornillac, Alice Belaïdi, Marc Riso e Céline Groussard.<br />
Il divertente cinema francese nelle sale Notorious Cinemas Merlata Bloom e Uci Cinemas Bicocca.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo aver conquistato oltre un milione e duecentomila spettatori nelle sale francesi, arriva nei cinema italiani &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6pbCMj9lHcM" target="_blank">Santiago &#8211; Un cammino per ricominciare</a></strong>&#8220;, il nuovo emozionante film di Yann Samuell (&#8220;Amami se hai coraggio&#8221;, &#8220;La guerra dei bottoni&#8221;), un road movie umano e luminoso che trasforma il Cammino di Santiago in un viaggio di rinascita, capace di parlare a ogni generazione.<br />
Adam, un adolescente dalla vita turbolenta, e Fred, una professoressa che sta attraversando un periodo difficile, non si conoscono.<br />
Eppure, grazie a un&#8217;associazione, intraprendono insieme il Cammino di Santiago di Compostela. Lei ha bisogno di rimettere ordine nella sua vita, lui di placare la propria rabbia e il senso di abbandono. Chilometro dopo chilometro, tra scontri, stanchezza e momenti felici, nasce un legame destinato a cambiare profondamente entrambi.<br />
Perché ogni passo può diventare una rinascita e, a volte, gli incontri più improbabili sono quelli che cambiano davvero la vita.<br />
Ad interpretare i protagonisti di questo viaggio sono Alexandra Lamy, tra le attrici francesi più amate degli ultimi anni, e il giovane Julien Le Berre, qui al suo l&#8217;esordio cinematografico.<br />
Lo trovate nei cinema Anteo Palazzo del Cinema e Eliseo. V.O: Anteo Palazzo del Cinema.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Grande successo su Amazon Prime Video per il genere Young Adult romantico e &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=AoblE1HjzLo" target="_blank">The Love Hypothesis &#8211; Il teorema dell&#8217;amore</a></strong>&#8221; è un nuovo tentativo di far breccia nelle emozioni degli appassionati del genere.<br />
Tratto dal best seller omonimo di Ali Hazelwood, il film racconta la storia di Olive, una brillante dottoranda concentrata sul suo futuro nel mondo accademico. Quando si rende conto che la sua migliore amica Ahn si è innamorata di Jeremy (il ragazzo con cui usciva un tempo), Olive bacia impulsivamente il temuto professore Adam Carlsen, noto in tutta l&#8217;università per essere un tiranno spietato e ipercritico con gli studenti, per dimostrare di aver definitivamente voltato pagina.<br />
Quello che inizia come un gesto disperato fatto per amicizia si trasforma in una finta relazione basata su regole, limiti e un accordo vantaggioso per entrambe le parti. Tuttavia, nel momento in cui i confini tra finzione e realtà iniziano a fondersi, Olive è costretta a testare il teorema più difficile che abbia mai formulato: che l&#8217;amore possa davvero valere la pena di correre qualche rischio<br />
Nel ruolo di Olive troviamo la star di Riverdale Lili Reinhart, mentre Tom Bateman è Adam Carlsen. Completano il cast Rachel Marsh (Anh Pham), Jaboukie Young-White (Malcolm, coinquilino e confidente di Olive), Nicholas Duvernay (Jeremy Langley) e Arty Froushan (Tom Benton, professore di Harvard e amico di Adam, che si rivelerà centrale nella trama).<br />
Dietro la macchina da presa c&#8217;è la regista Claire Scanlon, mentre la sceneggiatura è firmata da Sarah Rothschild.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">&#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4X7B4pRZ8aI" target="_blank">Unabomber</a></strong>&#8221; è un thriller biografico diretto dal danese Janus Metz, regista di Borg McEnroe, e ispirato alla storia di Ted Kaczynski, il matematico americano diventato uno dei criminali più ricercati dall’FBI. Il film sceglie di concentrarsi in particolare sugli anni giovanili di Kaczynski ad Harvard e sui controversi esperimenti psicologici ai quali partecipò, mettendoli in relazione con la successiva caccia all’uomo. A interpretare il professor Henry Murray, responsabile di quegli esperimenti, c’è Russell Crowe.<br />
La storia si muove tra due epoche: da una parte il giovanissimo Ted Kaczynski, interpretato da Jacob Tremblay, brillante studente di Harvard sottoposto a una serie di durissimi test psicologici; dall’altra l’indagine dell’FBI che, molti anni dopo, cerca di identificare e catturare l’uomo responsabile di una lunga serie di attentati con pacchi bomba. Shailene Woodley interpreta l’agente Joanne Miller, mentre nel cast troviamo anche Annabelle Wallis, Alexander Ludwig, Steven Ogg e Marc Menchaca.<br />
Un racconto che prova quindi a ricostruire non soltanto la caccia all’Unabomber, ma anche il percorso che portò un ragazzo prodigio a trasformarsi in uno dei criminali più inquietanti della storia americana recente.<br />
Lo trovate su Netflix.</span></p>
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