“Odissea” è senza dubbio il titolo evento di luglio 2026 e di questa prima parte di stagione cinematografica.
Diretto da Christopher Nolan (tre anni dopo il bellissimo “Oppenheimer“), il film reinterpreta il viaggio epico di Ulisse con un cast internazionale di primo piano e una produzione imponente.
Tra mostri mitologici, sfide eroiche e un uso spettacolare della tecnologia (è il primo lungometraggio narrativo nella storia del cinema a essere stato interamente girato con cineprese IMAX a pellicola), la storia del ritorno a Itaca diventa un’avventura visivamente straordinaria come nello stile del regista inglese.
Cast sterminato tra i quali citiamo Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron e Zendaya.
Odisseo, leggendario re greco di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio in nave di ritorno in patria dopo la guerra di Troia.
Nel corso della navigazione affronta numerose prove e incontra esseri mitici, tra cui il ciclope Polifemo, le Sirene e la ninfa Calipso.
Spinto dal desiderio di rientrare a Itaca, e sempre respinto da venti contrari voluti dagli dei, Odisseo riesce finalmente a ricongiungersi con la moglie Penelope, e col figlio Telemaco, che lo attendono durante la sua lunga assenza.
Sentiamo la recensione della nostra inviata Virna Castiglioni che ha visto in anteprima all’Arcadia questo film:
Condensare un’opera come l’Odissea di Omero è impresa titanica che richiede coraggio, misura, sicurezza ma soprattutto conoscenza approfondita della materia epica. Già le numerose polemiche che hanno accompagnato l’ uscita del film davano il polso di quanta e quale questione scottante fosse narrare le avventure di Ulisse e compagni. Che poi a farlo fosse un regista come Nolan dal quale ci si aspetta sempre un capolavoro complicava decisamente il quadro. I paragoni con altri registi che si sono cimentati con la stessa storia sono sempre da evitare eppure inevitabili. Impossibile non cercare un confronto con il celeberrimo film del 1954 di Mario Camerini con Silvana Mangano e Kirk Douglas con il quale il film di Nolan condivide sicuramente la sontuosità delle scene.
Nolan nella sua personale trasposizione predilige alcuni episodi e ne tralascia volutamente altri. Non fa cenno a personaggi chiave mentre invece si sofferma maggiormente su altre figure.
Prendere la storia delle storie e farne una summa che fosse esaustiva, esauriente e non tralasciasse parti importanti era uno dei principali obiettivi cui puntare. Già in questo Nolan si dimostra poco attento perché qualche dimenticanza c’è e nemmeno tanto veniale. Le donne per esempio ci sono quasi tutte ma Nausicaa inspiegabilmente non viene nemmeno citata. Eppure ha un ruolo importante perché salva letteralmente il naufrago. Se il ritorno ad Itaca contempla i passaggi salienti il motore che spinge la zattera di nuovo sulle sponde patrie non viene nemmeno ricordato. Eolo e i venti contrari imprigionati nell’ otre spariscono come se non fossero mai esistiti. Eppure l’ apertura del vaso da parte degli uomini al suo seguito è propedeutica ad un allungamento del viaggio e non è elemento così trascurabile.
Nolan opera una cernita e decide che nemmeno il popolo dei Feaci è degno di menzione eppure sono loro ad accogliere e a raccogliere i suoi racconti. Se è vero che il film dura tre ore e inserire proprio tutto avrebbe decisamente allungato il minutaggio oltre misura è altresì vero che si sarebbero potute restringere le scene in battaglia. Maestose al punto giusto ma di una durata esagerata. La guerra rievocata è ancora la parte centrale e non dovrebbe essere così. Manca invece quasi del tutto la parte introspettiva di Ulisse relegata agli scarni dialoghi con la ninfa Calipso. Eppure l’ Odissea non è tanto poema epico di guerra ma storia di un ritorno durato venti anni e, punto non irrilevante, solamente alla fine di una sanguinosa contesa e soprattutto per iniziare un lungo periodo di pace.
Viaggio fisico che è specchio, immagine e metafora di un cambiamento interiore che muta la prospettiva e modifica per sempre tutto il resto. Se la vendetta è il motore della partenza la riconquista della pace familiare e collettiva sarà il movente del ritorno. Nolan è decisamente molto bravo a sviscerare il tema del passaggio generazionale che qui si fa paradigmatico ed edificante. Ulisse non torna per comandare ma per lasciare il testimone al suo bellissimo figlio di cui è orgoglioso e fiero.
Torna per fare di nuovo il padre e per sentirsi chiamare per la prima volta papà. Un termine quest’ ultimo stridente se riportato al linguaggio aulico del poema epico ma che trasporta subito la storia ai giorni nostri.
Dovrebbe tornare anche per onorare i morti, per ricongiungersi con il padre Laerte, rendere riconoscenza al saggio servitore Eumeo ma Nolan non si sofferma a lungo o addirittura tralascia proprio.
Sebbene il film sia degno di nota per vari aspetti tanti altri lasciano un po’ delusi. La colonna sonora si mantiene nei ranghi di un tappeto strumentale che ha il compito di enfatizzare le scene senza particolari guizzi e nulla più. I costumi non stupiscono per fasto e opulenza, nemmeno per adornare Penelope che è una regina e ne avrebbe ben donde. Questo nuovo lavoro così atteso e così a lungo preparato lascia con una cospicua dose di delusione come se il sabato del villaggio fosse più bello della domenica, l’ attesa più interessante dell’ uscita stessa.
Ma non bisogna commettere l’ errore di buttare il bambino insieme all’ acqua sporca perché alcuni elementi sono decisamente ben curati a partire da un cast che è altezza dei ruoli, un buon ritmo, un montaggio efficace con un uso sapiente dei flash back. Un’ ultima nota importante rimane la visione che dovrebbe essere destinata ad una sala imax come la stupenda sala energia del cinema Arcadia di Melzo.
Per quanto concerne la scelta fra la versione doppiata e quella sottotitolata un appunto va fatto perché le scritte in sovraimpressione per buona parte del film sono state cancellate dalla scrittura a caratteri bianchi su fondo chiaro creando a coloro che non masticano con fluenza la lingua inglese qualche problema di comprensione.
Quanto era atteso questo trailer ?
