Una forma di resistenza

Senza dubbio di smentita “La voce di Hind Rajab” è stato il film più importante della 82esima Mostra del Cinema di Venezia, accolto in Sala Grande con una commossa standing ovation di oltre 24 minuti, dato per vincitore del Leone d’Oro e alla fine vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria.
 
La forza del film della quarantasettenne regista tunisina Kaouther Ben Hania (“L’uomo che vendette la sua pelle“, “Quattro figlie“) si basa su tre elementi: la verità, la contemporaneità e l’universalità, raccontando una tragica storia vera.

 

29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata d’emergenza: una bambina di sei anni, intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza, implora di essere soccorsa.
In costante contatto con lei, aggrappati alla sua voce disperata, faranno tutto il possibile per salvarla. Dalla celebrata regista Kaouther Ben Hania, un film potente e ineludibile, vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e tratto da una sconcertante storia vera.
I protagonisti in scena sono tutti interpretati da attori professionisti. Ma la voce che sentiamo al di là del telefono è la registrazione originale della voce di quella bambina. Il suo nome era Hind Rajab.

 

Tra i bravissimi attori Saja Kilani, Amer Hlehel, Clara Khoury e Motaz Malhees.


 

Il nostro inviato Maurizio Nicolai ha visto per Amicinema questo film ed ecco la sua recensione:
 
Un film che racconta e ricostruisce con ritmo incalzante, a volte rabbioso a volte commosso, quello che ogni giorno possiamo vedere e sentire nei notiziari radio/tv.
 
Tutto si svolge nella sede claustrofobica della Mezzaluna Rossa di Ramallah, non c’è violenza esibita, solo l’assurda burocrazia militare per poter intervenire con mezzi di soccorso, bandendo ogni barlume d’umanità.
Conosciamo il finale e questa consapevolezza fa crescere sentimenti contradditori, rassegnazione, impotenza, rabbia militante.
 
Una forma di resistenza, quella messa in opera dalla regista, che resterà a futura memoria di un genocidio operato da vittime trasformate in carnefici.
A noi resta solo combattere l’indifferenza e la banalizzazione del male, concetto peraltro molto caro a una famosa ebrea.

 

Finiamo come sempre con l’emozionante trailer ufficiale !

 


 

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