La grazia come prospettiva di vita

Paolo Sorrentino (all’undicesimo lungometraggio) cita il Decalogo di Kieslowski come ispirazione per questo film tutto incentrato sui dilemmi morali in un momento storico in cui l’etica sembra essere opzionale.
 
Ritornando assieme per la settima volta al grande Toni Servillo ci regala “La grazia” un film che emoziona e getta uno sguardo umano sulle fragilità quotidiane e per il quale Servillo ha vinto a Venezia la Coppia Volpi come miglior interpretazione maschile.

 

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore.
Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due
delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali.
Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.

 

Nel cast anche un ottima Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello e Milvia Marigliano


 

Spazio alla recensione della nostra inviata Ornella Dallavalle che era presente all’anteprima stampa !
 
Mariano De Santis vive gli ultimi giorni del suo mandato di Presidente della Repubblica con senso di responsabilità per le decisioni importanti che deve prendere ma anche con profonda nostalgia di un passato che non c’è più.
La perdita di sua moglie, Aurora, l’ha profondamente cambiato, fuma e mangia poco (la figlia Dorotea lo tiene sotto stretto controllo), è rigoroso, abitudinario, quasi noioso ma in lui c’è un velo di nostalgia che avvolge e redime le sue scelte.
 
E di scelte importanti ne deve fare prima di andarsene: deve decidere se dare o meno la grazia a due persone. Uno è un uomo, un ex insegnante di storia, stimato nella sua comunità, reo confesso per aver strangolato la moglie afflitta da Alzheimer, l’altra è una giovane donna, in carcere per aver accoltellato nel sonno il marito, malato psichiatrico e violento.
Entrambi dichiarano di aver ucciso per troppo amore. In questa ricerca della verità sui moventi, che porta Dorotea e suo padre ad incontrare i richiedenti grazia, pende anche la bozza di una ipotesi di legge sull’eutanasia, da redigere e firmare, a cui Dorotea ha dedicato tutta sé stessa.
 
Il film tratta con ironia e intelligenza di dilemmi morali, di ruoli da assumere, di decisioni da prendere. Ci si può rivolgere agli amici, Mariano De Santis arriva a chiedere consiglio al suo amico Papa (di colore e dal codino rasta), che ovviamente lo mette in guardia ma è soprattutto con se stesso che deve confrontarsi.
La fine dell’incarico coincide con un ritorno alle cose semplici, come mangiare una pizza o raccontare alla direttrice di Vogue come amava vestirsi Aurora.
 
E qui, forse, la grazia si trasforma da strumento giuridico a prospettiva di vita: la comprensione del mondo, l’eleganza, la capacità di vivere il dubbio ma poi di superarlo e soprattutto la capacità di restare umani danno un significato all’esistenza.

 

E questo è l’intenso trailer ufficiale !

 


 

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