CineFrance, stagione 10, puntata 2: Eric Barbier e Geraldine Nakache

La decima stagione di CineFrance ha appena stappato lo champagne ed eccoci gia’ alla seconda puntata.
 
Mentre il cinema francese continua a passare con disinvoltura dalla Storia con la maiuscola ai piccoli terremoti dell’anima, noi riprendiamo il nostro viaggio tra le nuove uscite d’Oltralpe: due film molto diversi, due modi di raccontare personaggi alle prese con qualcosa di piu’ grande di loro, che sia una guerra incomprensibile o una relazione che lentamente diventa una prigione.


 

“Justin le Juste“, diretto da Eric Barbier, porta lo spettatore nel 1915, in piena Prima guerra mondiale, ma lo fa seguendo lo sguardo spaesato di un uomo che con la Storia avrebbe preferito non avere nulla a che fare. Justin, interpretato da Alban Ivanov, e’ un povero contadino strappato ai suoi campi e mandato al fronte in nome di una legge che non comprende, contro un nemico che non ha mai visto.
Accanto a lui troviamo Birane Ba nel ruolo di Basile, tirailleur senegalese destinato a diventare per Justin una guida inattesa, e Alexandra Lamy, presenza importante in un racconto che mescola guerra, ribellione e umanita’.
 
Ispirato al romanzo Justin-le-Juste ou La charrette di Jean Pompougnac, il film sceglie la forma della favola drammatica piu’ che quella del realismo bellico puro. Justin attraversa l’assurdita’ del comando militare, le ingiustizie della guerra e l’incontro con chi, come lui, subisce decisioni prese da altri.
 
Da semplice uomo fuori posto, finisce cosi’ per trasformarsi in un eroe anomalo, fragile e ostinato: uno di quei personaggi che non partono per cambiare il mondo, ma che a un certo punto non possono piu’ far finta di niente.

 


 

“Si tu penses bien” segna per Geraldine Nakache un cambio di registro deciso rispetto alle sue commedie piu’ note.
Presentato a Cannes Premiere 2026, il film e’ un dramma intimo e psicologico scritto dalla stessa Nakache con David Lambert, interpretato da Monia Chokri, Niels Schneider, Clementine Celarie, Christian Benedetti e Mina Kavani.
 
Al centro c’e’ Gil, che quando incontra Jacques crede di aver trovato un amore evidente, quasi naturale, di quelli che sembrano arrivare gia’ completi di promesse.
Ma l’intensità dell’inizio lascia spazio a qualcosa di molto piu’ inquietante: una relazione in cui Gil si sente progressivamente chiusa, spinta a dubitare di se stessa, dei propri pensieri e dei propri desideri. Jacques la rassicura con una frase che suona dolce e minacciosa insieme: se pensa bene, andra’ tutto bene. Poco a poco, pero’, Gil riconosce il controllo che quell’uomo esercita sulla sua vita.
 
Nakache racconta cosi’ una forma di violenza silenziosa, domestica, fatta di pressione psicologica e perdita dei punti di riferimento, costruendo un film sull’emprise, cioe’ su quella prigionia emotiva che spesso non lascia lividi visibili ma cambia tutto.

 


 

E infine se volete recuperare le puntate precedenti di CineFrance questo e’ il link !!

 

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