Ogni desiderio ha un prezzo

Presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Premio Arca CinemaGiovani come miglior film italiano, “L’estranea” è il nuovo film di Paolo Strippoli, uno degli autori più interessanti del nuovo cinema di genere italiano (ricordate “La valle dei sorrisi” ?).
 
Dopo Venezia il film si è classificato First Runner-Up del People’s Choice Midnight Madness Award al Toronto International Film Festival ed è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar 2027 per il miglior film internazionale.
Un percorso importante per un thriller psicologico che parte da una famiglia apparentemente perfetta per raccontare quanto possa diventare pericolosa l’illusione di avere il controllo sulla propria vita.

 

Roma, 2026. Durante un violento temporale Anna si presenta senza preavviso nell’appartamento della figlia Alice, dalla quale si è allontanata da tempo, per raccontarle una verità rimasta nascosta per vent’anni.
La storia torna così alla Bari del 1999, quando Anna e il marito Walter appartenevano a una famiglia benestante e apparentemente invincibile: lui gestiva una prestigiosa sartoria, il figlio Tobia sembrava destinato a diventare una promessa del calcio e la piccola Alice era stata scelta per una pubblicità.
Poi nella loro vita era comparsa una donna misteriosa, un’estranea capace di offrire ad Anna esattamente ciò che desiderava. Ma ogni desiderio richiede qualcosa in cambio e il patto stretto allora torna, molti anni dopo, a presentare il conto.

 

Jasmine Trinca interpreta Anna, la madre intorno alla quale si costruisce il mistero della famiglia, mentre Romana Maggiora Vergano è Alice da adulta. Adriano Giannini veste i panni di Walter e Valeria Bruni Tedeschi quelli dell’estranea, presenza seducente e inquietante che mette continuamente i personaggi davanti a una scelta.
Nel cast troviamo anche Andrea Genovese, Gabriella Telegrafo, Mariandrea Cesari, Alessandro Carbonara e Marina Limosani.
Strippoli utilizza il melodramma familiare come punto di partenza, contaminandolo progressivamente con il thriller psicologico e con improvvise incursioni nell’horror.


 

Intervistato da Cineuropa durante la Mostra di Venezia, Paolo Strippoli racconta che “L’estranea” è un progetto al quale lui e il co-sceneggiatore Salvatore De Chirico pensavano da molto tempo. Non era semplice da proporre proprio perché sfugge a una definizione unica: la struttura è quella classica di un melodramma familiare, ma il film diventa progressivamente un thriller psicologico attraversato dall’horror.
 
Per Strippoli il punto centrale è il controllo. Anche “Piove” e “La valle dei sorrisi” affrontavano, in modi differenti, personaggi convinti di poter dominare il dolore, il senso di colpa o ciò che accade intorno a loro. Qui è Anna a combattere contro una realtà che continua a sfuggirle. “Per me è semplicemente l’incubo più grande”, dice il regista parlando della possibilità di perdere il controllo.
Il tema, secondo Strippoli, è strettamente legato anche alla famiglia. I genitori sono il primo filtro attraverso cui un bambino entra in contatto con la società e, quando quel filtro si deforma, le conseguenze possono essere profonde. Da qui nasce una storia nella quale l’amore e il desiderio di proteggere qualcuno possono lentamente trasformarsi nella volontà di decidere al suo posto.
 
Il regista rivendica con forza anche la libertà del cinema di genere. Non considera “L’estranea” un horror puro, ma un thriller psicologico nel quale il mistero viene svelato progressivamente. Allo stesso tempo non teme l’etichetta horror, che considera tutt’altro che limitante: “Dentro quei codici puoi esprimerti liberamente.” Proprio il genere permette infatti di affrontare paure molto concrete utilizzando immagini, situazioni e personaggi che possono spingersi oltre il realismo.
 
Fondamentale è stata la scelta di Valeria Bruni Tedeschi. Strippoli racconta di avere scritto il personaggio dell’estranea pensando direttamente a lei. Nella prima versione la figura era più cupa ed elegante, ma l’incontro con l’attrice ha modificato il tono del personaggio e, in parte, quello dell’intero film. Bruni Tedeschi ha portato una componente imprevedibile e quasi giocosa capace di rendere ancora più inquietanti le sue parole e le sue proposte.
 
Strippoli considera infatti l’estranea qualcosa di molto meno lontano da noi di quanto possa sembrare. Non è semplicemente una creatura soprannaturale che arriva dall’esterno: rappresenta anche la tentazione di trovare una scorciatoia, di ottenere ciò che vogliamo e di convincerci che sia possibile controllare le conseguenze delle nostre scelte. È proprio questa illusione, più del mostro stesso, a diventare il vero elemento horror del film.

 

Ci immergiamo in questa atmosfera di tensione con il trailer ufficiale !!

 


 

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