Una commedia romantica piena di questioni esistenziali

Joachim Trier (nessuna parentela con Lars) e’ un regista danese che abbiamo conosciuto anche in Italia con “Segreti di famiglia” e “Thelma“.
 
All’ultimo festival di Cannes era in concorso con “La persona peggiore del mondo” (Verdens verste menneske) con il quale ha convinto finalmente i critici e ha permesso all’attrice principale Renate Reinsve a vincere il premio per la miglior attrice.

 

Oslo, oggi. Julie ha quasi trent’anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla medicina alla psicologia alla fotografia e ad ogni scelta si è accompagnata una relazione. Ma la sua vita sembra non cominciare veramente mai finché non incontra Axel, autore di fumetti underground che hanno per protagonista un eroe politicamente scorretto. Julie va a vivere con Aksel e si confronta con il mondo esterno – la sua famiglia e il suo “circolo narcisistico”, gli amici di Axel – con il costante progetto di fare figli messo sul tavolo (da lui).
Ma l’irrequietezza della giovane donna non è ancora terminata, e il destino riserverà sia a lei che ad Axel parecchie sorprese.

 

Nel cast anche Anders Danielsen Lie, Herbert Nordrum e Maria Grazia Di Meo.


 

Che ne dite di sentire l’immancabile intervista al regista danese ?
 
“Per me ed lo sceneggiatore Eskil Vogt è stato facile creare Akselm anche noi, come lui, siamo due uomini sulla quarantina, e attraverso questo personaggio potevamo fare autocritica, ma anche far riferimento a questioni più serie quali la perdita di tempo e l’identità.
Lentamente ci siamo resi conto che Julie era il personaggio principale. Le sue esperienze ed emozioni hanno fatto emergere vari problemi che potremmo identificare con: bambini o non bambini, sentirsi adulti o meno, questioni esistenziali che sono diventate il tema centrale. Poi si presenta Eivind e incasina tutto. Alla fine, tutti e tre si sentono la persona peggiore del mondo, questa è la mia conclusione.
 
Oslo, la città, è molto concreta, la vera bellezza di una notte e St. Hanshaugen Park. So per certo che è altamente e notevolmente concreta, se ha senso.
Questo fa molto riflettere. Credo che da qualche parte, in qualche modo, le circostanze entrino nel nostro DNA, indipendentemente da quanto si cerchi di controllare le cose. Ho recentemente co-diretto un documentario su Edvard Munch, The Other Munch, insieme a Karl Ove Knausgaard, lo sceneggiatore.
Una cosa strana è che Karl Ove ha iniziato a comparare i dipinti di Munch al mio cinema e ha trovato delle somiglianze. Ciò che è ancora più strano, è che ho capito ciò che intendeva.”

 

Terminiamo come sempre con il trailer ufficiale !!

 


 

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