E’ arrivata la stagione 2019 del cinema e anche quest’anno Amicinema vi fa un gradito regalo per godervi i film dell’Anteo, CityLife Anteo e dell’Ariosto a prezzo scontato!


Tramite il nostro gruppo abbiamo la possibilità di avere la tessera “Amici del Cinema 2019” dell’Anteo/CityLife/Arianteo al prezzo scontato di
11 euro invece che 20.


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In sala con Amicinema (uscite del 17/05/2019)

Continua la nuova stagione cinematografica con tanti altri interessanti film che arrivano finalmente nelle sale milanesi.
 
Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana (ieri come al solito) !!
 
Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!

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Noi volevamo di più

Tratto dal piccolo libro “Noi, gli animali (We the Animals)” di Justin Torres, “Quando eravamo fratelli” del regista statunitense Jeremiah Zagar e’ stato presentato al Sundance Film Festival 2018, dove ha vinto il NEXT Innovator Award.
 
E dopo un paio di rinvii arriva finalmente sugli schermi italiani.

 

I protagonisti sono tre fratelli portoricani Manny, Joel e Jonah, che vivono in una zona arretrata degli Stati Uniti chiamta Utica. La storia tratta della loro complicità e del rapporto con i loro genitori: un affetto spesso interrotto da litigi furibondi, dagli abbandoni e dai rientri di un padre impulsivo e manesco, e con tutte le ripercussioni che ciò ha sull’equilibrio di famiglia in casa.
I bambini si fanno strada nella loro infanzia, ma Jonah rispetto ai suoi fratelli crescendo incomincia un suo percorso personale che si distacca dall’ideale mascolino incarnato dal padre e insegue la definizione di una sua sensibilità, aprendosi a ciò che sente.
Un cammino che si preannuncia più impervio – e più appartato – ma sicuramente più libero.

 

Nel cast Raúl Castillo (visto di recente in “Unsane” di Sodenbergh, Josiah Gabriel e Terry Holland.

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Tutti pazzi a Tel Aviv

Mercoledi’ 15 maggio, “Tutti pazzi a Tel Aviv” è stato protagonista della classica uscita infrasettimanale degli Amicinema.

 

Come da buona abitudine apriamo lo spazio dedicato a tutti i commenti, critiche e spunti di discussione che vorrete lasciare sul film.

 
Dati Tecnici
Regia: Sameh Zoabi
Cast: Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton
Durata: 97 min
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Pedro Almodóvar racconta Pedro Almodóvar

Il Festival di Cannes e’ quasi una seconda casa per Pedro Almodovar, con “Tutto su mia madre” vinse il premio per la migliore regia, e’ stato presidente della Giuria nel 2017 e il suo precedente film “Julieta” era in concorso nel 2016.
 
Adesso il regista castillano e’ nuovamente in concorso con questo “Dolor Y Gloria” film che in Spagna ha incassato un milione 200 mila euro nei primi giorni dell’uscita (lo scorso 22 marzo) diventando il migliore debutto in sala spagnolo dall’inizio del 2019.

 

Dolor y Gloria racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film.

 

Nel cast i suoi fidati Antonio Banderas, Penélope Cruz e Cecilia Roth.

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Tutto sul 72o festival di Cannes

La lunga attesa e’ quasi finita e da oggi ogni cinefilo avrà quasi due settimane intere di film, ospiti, glamour e interviste.
 
Eh si perche’ oggi parte la 72esima edizione del Festival de Cannes che durerà da martedì 14 maggio a sabato 25 maggio !!

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Peter Greenaway dalla “A” alla “Z”

“A come Amsterdam. A come autistico”.
 
Due parole che non indicano solamente la città in cui Peter Greenaway vive e lavora, oppure un modo di essere, ma piuttosto rappresentano l’incipit di questo “alfabeto” filmico, poetico, surreale e un po’ sperimentale intitolato “L’alfabeto di Peter Greenaway” e diretto dall’artista visiva Saskia Boddeke per raccontare la figura del marito, il poliedrico regista gallese Peter Greenaway.

 

“Papà sei autistico, vero?” domanda Zoë (detta Pip) Greenaway al padre. “Gli autistici sono persone acute e con molta immaginazione. Sii, sono autistico”, risponde il padre.
È così che un’ironica e innamorata Saskia inizia a riprendere il marito Peter Greenaway dalla “a” alla “z”, coinvolgendo tematiche care al regista attraverso uno scambio generazionale con la figlia Pip fatto di quesiti, scherzi, poesie, racconti, gesti, creazioni, disegni, visite nei musei, rimandi amarcord su una spiaggia nordica e chiacchierate al bar.

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Cannes 2018: dal concorso alla sala

Per noi appassionati di cinema e spettatori in sala un festival e’ principalmente una competizione dove una ventina circa di film si sfidano idealmente per conquistare il massimo premio (Palma, Leone o Orso che sia) che la giuria deciderà di assegnargli.

 

Giocando con i numeri abbiamo ipotizzato due indici per capire quanto un festival e’ vicino alla distribuzione che poi, nel bene o nel male, fa le scelte finali che porteranno i film nelle sale cinematografiche a noi spettatori.
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