“La mattina scrivo” (in originale “A pied d’oeuvre”) era in concorso all’ultimo Festival di Venezia, dove il film diretto dalla brava Valérie Donzelli (“La guerra è dichiarata”, “Marguerite & Julien – La leggenda degli amanti impossibili”) ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura.
Quest’opera è un intenso racconto autobiografico che intreccia amore, malattia e resilienza. Con uno sguardo intimo e vibrante, celebriamo la forza della scrittura e dei legami nei momenti più fragili della vita.
All’età di quarantadue anni, Paul Marquet lascia il lavoro di fotografo, che ha assicurato a lungo il suo benessere e quello della sua famiglia, per fare lo scrittore.
Rimasto single, si ritrova a fare i conti con la necessità di guadagnare il minimo per vivere, proteggendo però il tempo necessario alla scrittura, processo di per sé lento e incerto, per il quale non esiste una formula magica.
Ci emozioneremo con Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen, Claude Perron e Mike Bujoli
La nostra inviata speciale Ornella Dallavalle era presente all’anteprima stampa e questa è la bella recensione che ci ha mandato !
“Paul Marquet è un fotografo di successo, ha una famiglia, un’esistenza agiata e una vera passione: la scrittura.
Quando decide che è arrivato il momento di cambiare vita per dedicarsi a ciò che veramente ama si ritrova di fronte alla dura realtà: la sua (ex) moglie si trasferisce in Canada con i figli, i suoi libri sono apprezzati dalla critica ma poco recepiti dal pubblico e questo lo porta a una condizione di totale precarietà che rasenta la povertà.
Costretto a mettere insieme il pranzo con la cena, si trasferisce in una mansarda, risparmia su tutto e, attraverso un’app, offre prestazioni come tuttofare a prezzi ridicoli per superare la concorrenza.
Saranno proprio queste esperienze di lavoro manuale e l’incontro con le persone e i luoghi a far nascere in lui un nuovo punto di osservazione sul mondo e una consapevolezza delle storie che meritano di essere raccontate.
Tratto dalla storia vera dello scrittore Franck Courtes, le cui vicende hanno ispirato Valerie Donzelli, “La mattina scrivo” è un inno al bisogno di seguire la propria voce interiore ma è anche un modo per far riflettere sulla fatica, le incoerenze, i sacrifici che vanno fatti per poter dare un contributo intellettuale alla società.
La scelta di Paul è indubbiamente controcorrente, apre una possibilità che esce dalle logiche del sistema capitalistico e restituisce dignità alla persona ma che determina anche una forma di isolamento ed esclusione.
Resta aperta una domanda: è possibile sopravvivere facendo un lavoro che viene sempre più sminuito e che porta all’evidente impossibilità di mantenersi? (“Scrivere non significa essere pubblicato. Essere pubblicato non significa essere letti. Essere letti non significa essere amati. Essere amati non significa avere successo”).
Consigliato!
Che ne dite di dare spazio all’emozionante trailer ufficiale ?
