Anche quest’anno è arrivato il momento di scegliere i film che hanno segnato la stagione cinematografica.
Il meccanismo è semplice: indicate esattamente cinque titoli tra quelli usciti nel corso della stagione… cinque titoli esatti, non quattro perché siete indecisi, non sei perché “questo non potevo proprio lasciarlo fuori…”
Non devono necessariamente essere i film più premiati, più visti o più celebrati. Scegliete quelli quelli che vi hanno sorpreso, coinvolto o lasciato qualcosa anche dopo l’uscita dalla sala.
Edward Norton è uno di quegli attori che sembrano incapaci di scegliere un personaggio semplice.
Nato a Boston il 18 agosto 1969 e cresciuto nel Maryland, si appassionò alla recitazione fin da bambino, per poi studiare Storia a Yale. Prima di dedicarsi definitivamente al cinema trascorse anche un periodo in Giappone lavorando per l’azienda del nonno: una deviazione curiosa per qualcuno che pochi anni dopo sarebbe diventato uno degli interpreti più riconoscibili della sua generazione.
Norton ha sempre dato l’impressione di considerare il cinema non soltanto un mestiere, ma un territorio nel quale curiosare, rischiare e possibilmente complicarsi un po’ la vita.
Il suo ingresso sul grande schermo fu di quelli che normalmente richiedono una carriera intera. Nel 1996 venne scelto accanto a Richard Gere per Schegge di paura, interpretando Aaron Stampler, un giovane chierichetto accusato di omicidio.
Norton trasformava sotto gli occhi dello spettatore fragilità e innocenza in qualcosa di completamente diverso, conquistando immediatamente una candidatura all’Oscar. Nello stesso periodo apparve in Tutti dicono I Love You di Woody Allen e in Larry Flynt di Milos Forman: tre film molto differenti che già suggerivano quale sarebbe stata la sua strada, quella di un attore poco interessato a ripetersi.
Due anni più tardi arrivò American History X. Per interpretare Derek Vinyard, neonazista segnato dalla violenza e dal carcere, Norton cambiò fisicamente e costruì uno dei personaggi più disturbanti della sua carriera, ottenendo una seconda candidatura all’Oscar.
Nel 1999 David Fincher lo volle poi come protagonista di Fight Club, accanto a Brad Pitt.
Il suo anonimo impiegato insonne diventò il punto d’ingresso in uno dei film simbolo della fine degli anni Novanta: provocatorio, caotico, oscuro e destinato a essere discusso molto più a lungo di quanto lasciasse immaginare la sua iniziale accoglienza nelle sale.
La cosa interessante è che Norton non ha mai inseguito soltanto il ruolo da protagonista. Lo abbiamo visto nel sontuoso The Illusionist, nel criminale The Italian Job, nel drammatico La 25a ora di Spike Lee e persino nei panni di Bruce Banner ne L’incredibile Hulk.
Con Wes Anderson ha invece trovato una delle collaborazioni più felici della sua carriera, partecipando a Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore, The Grand Budapest Hotel, L’isola dei cani, The french dispatch e Asteroid City.
In questi film il suo talento sembra divertirsi particolarmente: basta uno sguardo, una pausa o una battuta pronunciata con assoluta serietà per diventare perfettamente parte di quel meraviglioso universo geometrico e un po’ assurdo.
Nel 2014 Birdman di Alejandro González Iñárritu gli regalò un altro ruolo memorabile: Mike Shiner, attore teatrale talentuoso, arrogante e ingestibile, probabilmente abbastanza vicino alla caricatura di tutto ciò che Hollywood pensa degli “attori difficili”.
Norton lo interpretò giocando anche con la propria immagine pubblica e conquistò la terza candidatura all’Oscar. Ma nel frattempo aveva già dimostrato di voler stare anche dall’altra parte della macchina da presa: dopo aver diretto Tentazioni d’amore nel 2000, nel 2019 tornò alla regia con Motherless Brooklyn, progetto sviluppato per molti anni, del quale fu anche sceneggiatore, produttore e protagonista.
Negli ultimi anni Norton ha continuato a scegliere soprattutto progetti nei quali potesse divertirsi senza diventare prevedibile.
In Glass Onion – Knives Out è stato Miles Bron, miliardario tanto sicuro di sé quanto ridicolo; in Asteroid City ha interpretato il drammaturgo Conrad Earp; mentre in A Complete Unknown, dedicato agli anni giovanili di Bob Dylan, si è trasformato nel musicista folk Pete Seeger, offrendo una delle interpretazioni più misurate e affettuose del film.
E questa settimana lo troviamo in sala con The Invite – Il piacere è tutto nostro di Olivia Wilde, accanto a Seth Rogen, Penélope Cruz e alla stessa Wilde.
Forse è proprio questo il fascino di Edward Norton: non sapere mai esattamente quale Norton incontreremo nel film successivo.
Il ragazzo apparentemente innocente di Schegge di paura, il fanatico di American History X, l’uomo smarrito di Fight Club, il detective di Motherless Brooklyn o il miliardario vanitoso di Glass Onion sembrano appartenere ad attori diversi.
E invece dietro tutti c’è lo stesso piacere quasi artigianale per la trasformazione.
In un cinema che spesso cerca volti facilmente riconoscibili, Norton continua a ricordarci quanto sia bello entrare in sala e vedere un attore provare, ancora una volta, a diventare qualcun altro.
Continua anche questo mese “CineClassica”, la rubrica di Amicinema che vi racconta i collegamenti stretti tra il cinema e il mondo della musica classica e lirica.
Oggi parliamo di una delle opere classiche più famose e più belle di sempre: Le Variazioni Goldberg.
Presentato alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025 e successivamente premiato alla Seminci di Valladolid per il montaggio di Nili Feller, “Yes” è il nuovo e furibondo film di Nadav Lapid, regista israeliano già vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino con “Synonyms” e del Premio della Giuria a Cannes con “Ahed’s Knee“.
Una satira politica, musicale e grottesca nata all’indomani del 7 ottobre, nella quale Lapid mette al centro soprattutto una domanda: che cosa succede a un artista quando, per continuare a vivere comodamente, decide semplicemente di dire sì?
Israele, dopo il 7 ottobre 2023. Y. è un musicista jazz in difficoltà economiche e sua moglie Yasmin una ballerina. Hanno un figlio piccolo e per mantenere la famiglia accettano praticamente qualsiasi lavoro, esibendosi nelle feste dell’élite economica, culturale e politica del Paese e mettendo a disposizione non soltanto la propria arte, ma progressivamente anche il proprio corpo e la propria dignità.
Poi a Y. viene offerto l’incarico più importante: comporre la musica per un nuovo inno nazionale, aggressivo e patriottico. Dire sì significa denaro e successo, ma anche diventare parte di quella stessa macchina politica dalla quale avrebbe voluto sentirsi distante.
Ariel Bronz interpreta Y., mentre Efrat Dor è sua moglie Yasmin. Naama Preis veste i panni di Leah, una donna legata al passato del protagonista, e Aleksey Serebryakov è il ricchissimo uomo d’affari che gravita intorno alla coppia.
Nel cast troviamo anche Sharon Alexander, Pablo Pillaud-Vivien e Idit Teperson.
Lapid costruisce intorno ai suoi protagonisti un universo volutamente eccessivo, fatto di feste, musica, corpi, denaro e improvvise esplosioni di rabbia, nel quale la commedia e il musical possono trasformarsi da un momento all’altro in qualcosa di profondamente inquietante.
“Yes” purtroppo sarà nelle sale italiane solo il 14, 15 e 16 settembre con Wanted.
Siamo sempre così presi dalle proiezioni quotidiane, dalle recensioni, dalle interviste e dalle discussioni infinite sui film che, quando il Festival arriva alla sua naturale conclusione, rimaniamo sempre un po’ spiazzati perchè vorremmo che non finisse mai.
Anche questa edizione ci ha regalato tantissimo cinema, con film che ci hanno emozionato, altri che ci hanno fatto discutere e naturalmente qualche inevitabile delusione: ma in fondo anche questo fa parte del bello di vivere per quasi due settimane dentro una grande abbuffata cinematografica come quella veneziana !!
Vi riassumiamo tutti gli aggiornamenti che abbiamo messo giorno per giorno sul nostro gruppo facebook (clicca sul link per iscriverti subito !!) con tutti i film piu’ interessanti presentati in concorso (e non) all’ultimo festival di Venezia !!
E’ in corso (quasi alla fine) anche quest’anno il Festival del Cinema di Venezia e a Milano arrivano in sala alcuni film presentati al Lido, come il bel film di Andrea Pallaoro, il noir di Roberto De Paolis e il documentario sugli Oasis.
Ma ci sono anche tantissime altre scelte, due altri ottimi documentari, commedie francesi e statunitensi: che fate ancora in casa ?!!
Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana in sala e in streaming !!
Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!