La storia di un prigioniero e un carceriere, uno studente e un insegnante

E’ stato forse l’ultimo film che abbiamo visto in anteprima stampa prima della chiusura delle sale e doveva uscire lo scorso 19 novembre.
 
Invece “Lezioni di persiano” il film diretto da Vadim Perelman (“La casa di sabbia e nebbia”, “Davanti agli occhi”) sarà disponibile solo adesso in esclusiva su #iorestoinSALA dal 14 al 17 gennaio, introdotto da Giorgio Viaro (direttore di Best Movie) il 14 gennaio alle 20.30.

 

1942. Siamo nella Francia occupata.
Gilles viene arrestato da soldati delle SS insieme ad altri ebrei e trasportato in un campo di transito in Germania. Riesce a salvarsi, giurando alle guardie di non essere ebreo, ma persiano. Questa bugia lo salva temporaneamente, ma lo trascina in una missione che potrebbe costargli la vita: insegnare la lingua farsi a Koch, l’ufficiale responsabile delle cucine del campo, che sogna di aprire un ristorante in Iran appena la guerra sarà finita.
Gilles riesce a sopravvivere grazie ad un trucco ingegnoso: inventa ogni giorno parole immaginarie basandosi sui nomi degli altri prigionieri del campo.
Inizia così la storia di Gilles Cremieu e Klaus Koch – un ebreo e un tedesco, un prigioniero e un carceriere, uno studente e un insegnante.

 

Gli interpreti sono Nahuel Pérez Biscayart, Lars Eidinger e Jonas Nay.


 

E adesso e’ arrivato il momento della recensione della nostra inviata Ornella Dallavalle:
 
“Possono la fantasia e la creatività salvarci la vita? Questa sembra un po’ la domanda centrale di questa storia che è un po’ una favola, ben raccontata e con tanti riferimenti realistici.
Tutto ha inizio nel 1942 quando Gilles Crémier, un belga di origine ebraica, viene deportato dai nazisti, rischia la fucilazione ma si salva buttandosi a terra e gridando di non essere ebreo ma persiano. Questa bugia gli salva la vita, ma a quale prezzo?
Quello di dover inventare ogni giorno delle parole nuove, associare a ciascuna di essa un significato, memorizzarle e insegnarle.
 
I soldati tedeschi salvano Gilles per ottenere una lauta ricompensa in termini di carne in scatola. Lo portano a Klaus Koch, capitano delle SS con un passato da cuoco, che sogna, terminata la guerra, di partire per Teheran e aprire un ristorante lì ma per farlo Koch ha bisogno di imparare a parlare in persiano.
Inizia così la storia di Gilles Cremieu e Klaus Koch – un ebreo e un tedesco, un prigioniero e un carceriere, uno studente e un insegnante.
Vadim Perelman, con questa storia, cerca di mostrare che gli esseri umani sono capaci di amore e di odio. Non esiste un bene assoluto e neppure un male assoluto ma c’è qualcosa che sta a metà e che lui cerca nei suoi personaggi guardandoli sotto diversi punti di vista.
Osserva le loro sfumature e le loro trasformazioni (il capitano Koch attraverso lo studio del ‘persiano’ riesce a toccare e mostrare certe parti di sé che nella sua lingua madre, il tedesco, non era in grado di esprimere).
 
Il tema di fondo del film è ‘la memoria’. Il ricordo dei nomi che permettono a Gilles di inventarsi e ricordarsi una lingua, il ricordo che salva, il ricordo che diventa dramma perché se i numeri sono asettici (e 25000 morti fanno orrore ma creano anche distacco) i nomi creano immagini, volti e quelli non si possono dimenticare.”

 

E questo e’ il trailer ufficiale !!

 


 

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