Luca Guadagnino alla prova del pubblico (e non dei critici)

In una intervista poco prima dell’ultima festival di Venezia, Luca Guadagnino diceva “Non so perchè, ma io sono antipatico a buona parte della critica italiana. Forse pensano che io mi dia delle arie perchè vivo a Crema e non a Roma, e che appartenga a un mondo altoborghese a causa di Io sono l’amore“.

 

In effetti poi post proiezione di “A bigger splash” i critici si sono divisi tra buone recensioni e terribili stroncature, senza quasi nessuna via di mezzo.

Ora anche gli spettatori in sala potranno farsi un’idea del fim perche’ dal 26 novembre, la pellicola del regista italiano esce in tutte le sale del nostro paese.


 

Interpretato da Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Johnson, Matthias Schoenaerts e Corrado Guzzanti, “A bigger splash” e’ il remake di “La piscina”, diretto nel 1969 da Jacques Deray con Alain Delon e Romy Schneider, trasformato in un affresco sulle tensioni fra uomini e donne, una battaglia fra sessi, fra mondi e fra modi, fra vanità e responsabilità.

 

All’anteprima milanese eravamo presenti con Ornella Dallavalle alla quale lasciamo subito spazio.
Quattro persone sono chiuse in una stanza mentale che è la villa in cui si svolge l’azione: Marianne (Tilda Swinton) rockstar senzavoce, Paul (Matthias Schoenaerts) il suo compagno, molto più giovane di lei, Harry, (Ralph Fiennes), leggendario produttore dei Rolling Stones ed ex amante di Marianne e sua figlia Penelope (Dakota Johnson) che dice di avere 22 anni ma ne ha 17.
Il quinto personaggio di questa storia è l’isola di Pantelleria, un luogo incredibilmente violento, adagiata su un vulcano le cui attività sono silenziose ma costanti, è piena di profughi sbarcati e tenuti in gabbia tutto attorno.
La trama è piuttosto banale: Harry vuole riprendersi la donna che ha consegnato a Paul anni prima. A bordo piscina, le coppie si scaldano e si scambiano, si mettono a nudo (in tutti i sensi) e ci raccontano che il lusso può essere noioso, superficiale e imbarazzante.
E’ forse questo quello che vuole dirci Guadagnino in questo remake di “La piscina”, del 1969 ? Forse presentandoci la noia della vanità ci vuole spingere verso una maggiore responsabilità e una presa di posizione.
Nel finale, in seguito ad un omicidio, arriva il maresciallo Guzzanti e il film diventa un thriller grottesco che ci induce a pensare che tutto sia una farsa
.”

 

E come sempre spazio anche al trailer italiano !!

 


 

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