Posti in piedi in paradiso

Questo e’ lo spazio dedicato a tutti i commenti, critiche e spunti di discussione che vorrete lasciare sul film “Posti in piedi in paradiso”.

 

Dati Tecnici

Regia: Carlo Verdone
Con: Carlo Verdone, Micaela Ramazzotti , Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Diane Fleri.
Durata: 119 min


Trama del film

Ulisse, Fulvio e Domenico sono tre padri separati costretti a versare quasi tutto quello che guadagnano per mantenere ex mogli e figli. Ulisse, già discografico di successo, vive nel retro del suo negozio di vinili ed ha una figlia, Agnese, che vive a Parigi con la madre Claire. Fulvio, ex critico cinematografico, scrive di gossip e risiede presso un convitto di religiose. Anche lui ha una bambina, di tre anni, che non vede quasi mai a causa del pessimo rapporto con l’ex moglie Lorenza. Domenico, in passato ricco imprenditore, si è riciclato come agente immobiliare, dorme sulla barca di un amico e, per mantenere ben due famiglie, fa il gigolò per signore di una certa età. Dopo un incontro casuale, i tre decidono di andare a vivere insieme per dividere le spese di un appartamento. Inizia così la loro convivenza e la loro amicizia e, dopo una serie di avventure tragicomiche, per i tre giunge il momento di fare i conti con le proprie responsabilità.

Trailer

http://www.youtube.com/watch?v=2ciVcBgWkSY

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  1. Pietro Diomede scrive:

    Il nuovo Carlo Verdone vuole essere più narratore dei vizi e le virtù della nostra società che il mattatore della prima parte della carriera, trasformandosi da comico a malinconico dando spazio al nuovo che avanza del panorama italiano.
    Se in Io, Loro e Lara aveva fatto un suo personale “La messa è finita”, con “Posti in piedi in Paradiso” vuole narrare la dura realtà dei nuovi poveri ossia i padri separati.
    Usando l’escamotage della convivenza forzata per condividere le spese Verdone racconta tre generazioni di uomo, marito e padre.
    Abbiamo il quarantenne Favino ex critico cinematografico relegato alla cronaca rosa per un avventura con la moglie del suo direttore che è costata anche la fine del suo matrimonio, il cinquantenne Marco Giallini agente immobiliare cialtrone con due famiglie da mantenere che si ricicla come gigolò per arrotondare e il sessantenne Carlo Verdone discografico in disgrazia per aver puntato sulla donna sbagliata tanto tempo prima e ora gestore di un negozio di vinili che ricorda tanto Alta fedeltà di Hornby.
    Se l’idea di base è sociologicamente parlando interessante nella realtà dei fatti risulta un’occasione mancata.
    La sensazione che si ha è che assistiamo alle peripezie di tre disadattati che sarebbero tali anche senza separazione, sembrano caricature poco credibili del disagio che dovrebbero rappresentare.
    Verdone usa il cast non rischiando sul loro talento ma storpiando quello che ci hanno già fatto vedere in altri film….così Favino rifà il suo quarantenne nevrotico di Baciami Ancora (con tanto di citazione Mucciniana), Giallini è la storpiatura farabutta del fratello cocainomane di Io, loro e Lara e la stessa Micaela Ramazzotti ricorda la svampita e leggera con qualche anno di più del personaggio portato al successo da Virzì in Tutta la vita davanti.
    Non ho capito bene quale sia l’obiettivo del regista. Se era fare ridere si ride poco e con gag da cinepanettone come nella scena del furto o dell’arrivo del marito pazzo della Ramazzotti nel negozio di Verdone….se invece era quello di fare critica sociale si vede pochissimo conflitto di coppia, poco e solo nel finale il rapporto con i figli e a questo punto troppo spirito cameratesco tra i tre protagonisti.
    Amando Carlo Verdone posso dire di avere un po’ di amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato….peccato!!!!
    Voto 5

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