Negli ultimi anni è una domanda sempre più discussa (anche con toni accesi) dagli appassionati di cinema ognuno con le proprie buone ragioni.
Anche su Amicinema se ne e’ discusso particolarmente durante le uscite del mercoledì che capitano nella lingua originale.
In questa nuova rubrica vogliamo dare spazio ai grandi attori stranieri e farveli sentire, nelle loro interpretazioni più famose, con la loro voce e la loro grande bravura in modo che li possiate apprezzare senza il filtro del doppiaggio italiano.
E’ risaputo che i cattivi esercitino un fascino maggiore degli eroi, i “villain” rimangono impressi nella mente degli spettatori proprio per il loro carattere estremo e nonostante la loro grande crudeltà.
Darth Vader, Hannibal Lecter, Alex DeLarge… insomma ne potremmo citare tanti altri con lo stesso risultato.
E se vi parliamo di “Bastardi senza gloria“, il film di Quentin Tarantino… chi vi viene in mente per primo ?
Non Brad Pitt, non Michael Fassbender o Mélanie Laurent, ma sicuramente il colonnello nazista Hans Landa magistralmente interpretato da Christoph Waltz.
Questa è la scena iniziale del film, un capolavoro di scrittura, regia e montaggio, una tensione che piano piano cresce fino al tragico culmine finale e gran merito di tutto questo è delle grandi doti di attore dell’attore austriaco.
In Italia in questa impegnativa (con più lingue) scena e’ stato doppiato da Stefano Benassi (doppiatore anche di Colin Firth).
Questo il dialogo in italiano:
“Colonnello Landa: “La caratteristica che mi rende effettivamente un cacciatore d’ebrei è che, a differenza di molti soldati tedeschi, io posso pensare come un ebreo dove loro possono pensare solo come un tedesco o, più precisamente, come un soldato tedesco.
Ora, se uno fosse determinato ad attribuire ai tedeschi dei tratti animali, sarebbero l’astuzia e l’istinto predatore di un falco.
Ma se uno volesse determinare quali attributi gli ebrei condividono con gli animali, sarebbero quelli dei ratti.
Ora, la propaganda del Fuhrer e di Goebbels ha detto quasi le stesse cose. Dove la nostra conclusione si diversifica non è nel paragonare un insulto.
Consideri per un momento il mondo dove vivono i ratti. E’ certamente un mondo ostile. Se un ratto cercasse di sgattaiolare via attraverso la sua porta d’entrata, proprio ora, lo tratterebbe con ostilità?”
Perrier: “Suppongo di si”.
Colonnello Landa: “Un ratto le ha mai fatto qualcosa per creare questa ostilità che avverte nei suoi confronti?”
Perrier: “I ratti rilasciano malattie, mordono le persone”
Colonnello Landa: “Finche qualche sciocco non è abbastanza stupido da cercare di mantenerne uno vivo, sì, e i ratti non hanno bisogno di pratica nel mordere un essere umano.
I ratti furono la causa della peste bubbonica , ma fu molto tempo fa. In tutti i giorni che ha vissuto, un ratto le ha mai causato un solo giorno di malattia? Le dico che, ogni malattia che un ratto può rilasciare, uno scoiattolo le può ugualmente trasportare.
Tuttavia presumo che non dimostri la stessa animosità con gli scoiattoli, che con i ratti, non è vero?”
Perrier: “No”.
Colonnello Landa: “Tuttavia sono entrambi roditori, non è vero? E, eccetto il fatto che uno ha una grande coda folta, mentre l’altro una lunga coda ripugnante con la pelle da roditore, sono piuttosto simili, non è vero? Comunque, per quanto possa essere interessante, non si discosta da cosa prova. Se un ratto provasse a scappare attraverso la sua porta, proprio in questo momento, gli offrirebbe un piattino del suo delizioso latte?”
Perrier: “Probabilmente no”.
Colonnello Landa: “Non penso proprio. Loro non le piacciono. Non sa veramente perché non le piacciono. Tutto ciò che sa, è che li trova ripugnanti. Che mondo tremendamente ostile è costretto a sopportare un ratto. Tuttavia non solo sopravvive, ma prospera. E la ragione di ciò è perché il nostro piccolo nemico ha un istinto di sopravvivenza e conservazione secondo a nessuno. E questo, Monsieur, è ciò che un ebreo ha in comune con un ratto.
Di conseguenza, un soldato tedesco conduce una perquisizione in una casa sospetta di nascondere ebrei. Dove guarda il falco? Garda nel granaio, guarda in soffitta, guarda nello scantinato… guarda ovunque lui vorrebbe nascondersi. Ma ci sono molti posti dove ad un falco non verrebbe in mente di nascondersi. Comunque, la ragione per cui il Fuhrer mi ha tirato giù dalle mie Alpi in Austria, e piazzato,oggi, nella provincia francese, è perché a me verrebbe in mente. Perché so di quali atti tremendi gli esseri umani sono capaci, quando abbandonano la dignità. Posso anche fumare la mia pipa?”
Se vi interessano le precedenti puntate le trovate su questa pagina !

