CineFrance, stagione 9, puntata 11: Agnès Jaoui e Nakache e Toledano

Benvenuti all’ultima puntata di questa stagione di CineFrance, la rubrica che attraversa le nuove uscite francesi con il passo elegante di una passeggiata sulla Croisette e la curiosità di chi, davanti a una boulangerie, non sa mai scegliere tra croissant e pain au chocolat.
 
In un momento in cui il cinema francese continua a far parlare di sé tra festival, ritorni d’autore e commedie capaci di mescolare leggerezza e temi molto seri, proviamo a mettere un po’ d’ordine nel menù: due film, due sguardi diversi, e la solita domanda fondamentale… prenotiamo il biglietto per Parigi o aspettiamo il passaggio nelle sale italiane ?


 

L’Objet du délit è il nuovo film di Agnès Jaoui, che torna alla regia con una commedia drammatica ambientata nel mondo dell’opera.
 
Nel cast troviamo la stessa Jaoui accanto a Daniel Auteuil, Eye Haïdara, Claire Chust, Oussama Kheddam, Tiphaine Daviot, Maxime Pambet, Vincenzo Amato, Emmanuel Salinger e Jacques Weber, in un ensemble che promette dialoghi affilati, tensioni di gruppo e quella sottile ironia francese capace di entrare nelle stanze più delicate senza bussare troppo piano.
 
La storia si svolge durante le prove de Le nozze di Figaro, l’opera buffa di Mozart, quando un’accusa di aggressione sessuale fa saltare equilibri, gerarchie e maschere sociali all’interno della produzione. Jaoui usa il teatro, e più precisamente l’opera, come una piccola società in miniatura: c’è chi minimizza, chi giudica, chi si difende, chi tace e chi scopre improvvisamente che anche dietro la bellezza della musica possono nascondersi rapporti di potere molto stonati.
 
Un film che parte dal dietro le quinte, ma sembra voler parlare direttamente al presente, tra #MeToo, memoria collettiva e responsabilità individuali.

 


 

Juste une illusion è scritto e diretto da Olivier Nakache ed Éric Toledano, la coppia di registi che il pubblico italiano conosce bene per il loro gusto nel raccontare comunità, famiglie e fragilità con tono popolare ma mai distratto.
 
Gli interpreti principali sono Louis Garrel, Camille Cottin, Simon Boublil, Alexis Rosenstiehl e Pierre Lottin, chiamati a dare vita a una cronaca familiare che guarda agli anni Ottanta con nostalgia, musica, piccoli imbarazzi e grandi domande.
 
Siamo nel 1985, in Île-de-France: il giovane Vincent Dayan sta per compiere tredici anni e vive in una famiglia della classe media, stretto tra due genitori sempre in conflitto, un fratello maggiore provocatore e un mondo adulto che gli appare ogni giorno più complicato.
Mentre si prepara alla bar-mitzvah, Vincent si interroga su identità, religione, amicizia, desiderio e primi innamoramenti, in quell’età sospesa in cui non si è più bambini ma non si è ancora abbastanza grandi per capire tutto.
Attorno a lui, la crisi economica, le radici ebraiche nordafricane della famiglia e l’arrivo di figure esterne, come il portiere Étienne Berger, trasformano la quotidianità in un piccolo romanzo di formazione sentimentale.

 


 

Tutte le puntate precedenti di CineFrance le trovate a questo link, ma in conclusione vogliamo riassumere tutti i film di questa edizione con tra parentesi l’indicazione se e’ uscito o meno da noi !

 

 

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