Il volo che ha portato i film di questa settimana in sala ha superato di sicuro il peso consentito visto che escono ben 16 film tra sala e streaming.
Menzione d’obbligo al bel film Pawel Pawlikowski e al biopic su Pino Daniele, affiancati dal solito gruppo di commedie, documentari, animazioni e qualche blockbuster !
Noi Amicinema siamo pronti a presentarvi i film in uscita questa settimana in sala e in streaming !!
Cliccando sui link per ogni film troverete la nostra recensione e il trailer !!
Presentato in concorso al 79° Festival di Cannes, dove Pawel Pawlikowski ha conquistato ex aequo il premio per la miglior regia, “Fatherland” segna il ritorno del regista polacco al lungometraggio dopo “Cold War”.
Il film è stato inoltre scelto dalla Polonia per rappresentare il Paese nella corsa all’Oscar 2027 per il miglior film internazionale.
Ancora una volta Pawlikowski guarda alla storia europea attraverso una vicenda privata: quella dello scrittore Thomas Mann e di sua figlia Erika, chiamati a confrontarsi non soltanto con una Germania appena uscita dalla catastrofe nazista, ma anche con le ferite della propria famiglia.
Germania, estate del 1949. Dopo sedici anni di esilio negli Stati Uniti, il premio Nobel Thomas Mann torna per la prima volta nel Paese che aveva lasciato con l’avvento del nazismo. Ad accompagnarlo è la figlia Erika, attrice, scrittrice e giornalista, profondamente segnata dalla recente morte del fratello Klaus.
A bordo di una Buick nera, padre e figlia attraversano un Paese in macerie, dalla Francoforte controllata dagli americani fino a Weimar, nella zona sovietica. Il viaggio, compiuto nel pieno della nascente Guerra fredda, diventa presto anche un confronto tra due modi diversi di guardare la Germania, il passato e il peso della memoria.
Sandra Hüller interpreta Erika Mann, donna indipendente, cosmopolita e politicamente impegnata, mentre Hanns Zischler veste i panni di Thomas Mann. August Diehl è Klaus Mann, la cui presenza continua ad attraversare il film anche dopo la sua morte.
Nel cast troviamo inoltre Devid Striesow nel ruolo dello scrittore e politico Johannes R. Becher, Anna Madeley, Joachim Meyerhoff, David Menkin ed Enno Trebs.
Pawlikowski affida ancora una volta la fotografia a Lukasz Zal, suo storico collaboratore in “Ida” e “Cold War”, scegliendo il bianco e nero e il formato Academy per trasformare il viaggio dei personaggi in una successione di immagini essenziali e rigorose.
Ricominciare a pensare a sé stessi proprio quando i figli sembrano ormai indipendenti può essere più complicato del previsto. “Il tempo di Anne“, scritto e diretto da Lisa Azuelos (“Selfie di famiglia”, “I love America”), ritrova Sophie Marceau nei panni della protagonista di “LOL – Il tempo dell’amore”, quasi vent’anni dopo quel film, trasformando il racconto adolescenziale di allora in una commedia sulle nuove fasi della vita adulta e sul rapporto tra generazioni.
Anne, a 55 anni, pensa di avere finalmente conquistato un po’ di libertà dopo che i figli hanno lasciato casa. I suoi programmi vengono però sconvolti quando la ventitreenne Louise torna improvvisamente a vivere con lei dopo il fallimento della sua start-up e la fine di una relazione, mentre il figlio Théo le annuncia che presto diventerà nonna.
Tra scontri generazionali, nuovi amori e vecchie dinamiche familiari, Anne e Louise dovranno imparare a guardarsi con occhi diversi. Accanto a Sophie Marceau e Thaïs Alessandrin troviamo Vincent Elbaz, Alexandre Astier, Françoise Fabian, Victor Belmond.
“Je So’ Pazzo” è un ritratto intenso di Pino Daniele, un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli, che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea.
Il film racconta la sua ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire.
Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
Non è solo la storia di un musicista straordinario, ma quella di un uomo in lotta con se stesso, in cerca di riconciliazione con le sue radici e con l’amore di una città che non ha mai smesso di aspettarlo.
Un film di Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo, Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno,, Antonia Truppo e Giampiero De Concilio.
Quando il giornalismo d’inchiesta incontra le regole dello spettacolo televisivo, il confine tra denuncia e voyeurismo può diventare pericolosamente sottile. “Primetime” segna l’esordio nel cinema di finzione del documentarista Lance Oppenheim ed è ispirato alla storia vera di Chris Hansen e del controverso programma televisivo “To Catch a Predator”.
Il film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 e vede Robert Pattinson anche tra i produttori, accanto ad A24 e ad Ari Aster.
Nel 2006 Chris Hansen è deciso a trasformare una rischiosa operazione sotto copertura in un evento capace di fare la storia della televisione: presunti predatori sessuali vengono attirati in una casa e affrontati davanti alle telecamere, mentre il programma conquista ascolti sempre più alti e il suo conduttore diventa una celebrità nazionale.
Il successo, però, rende sempre più ambiguo il rapporto tra informazione, giustizia e intrattenimento.
Robert Pattinson interpreta Hansen, affiancato da Merritt Wever, Skyler Gisondo, Matthew Maher, Bokeem Woodbine, Anna Faris e dalla cantautrice Phoebe Bridgers, qui al suo debutto come attrice.
Come Amicinema diamo sempre spazio agli esordi italiani e “Se ami qualcuno dillo” segna appunto la prima esperienza alla regia di Marco Bonini, che porta sullo schermo il proprio omonimo romanzo, adattandolo insieme a Francesco Bruni.
La storia parte da una situazione drammatica per trasformarsi progressivamente in una commedia familiare agrodolce, costruita intorno alla possibilità di ricominciare da capo e imparare, forse per la prima volta, a dimostrare davvero affetto alle persone che ci stanno accanto.
Sergio, uomo prepotente, anaffettivo e padre piuttosto assente, viene colto in flagrante durante un tradimento e subito dopo ha un malore che lo fa finire in coma. Al suo risveglio sembra essere tornato bambino: deve reimparare gesti, emozioni e relazioni, mentre intorno a lui si ritrovano la compagna Gabriella, l’ex moglie Alba e il figlio Giulio, tre persone che avrebbero parecchi motivi per non volerne più sapere.
A interpretare questa complicata famiglia sono Edoardo Leo, Claudia Gerini, Giovanna Mezzogiorno e Biagio Venditti, affiancati da Thomas Trabacchi, Daniela Virgilio, Pietro De Silva, Clemente Pernarella, Luisa De Santis e Antonia Di Francesco.
Un anno decisivo, lontano dalle Blackpink e davanti alla necessità di ridefinire la propria identità artistica, è al centro di “Always Lalisa“, documentario diretto da Sue Kim e dedicato a LISA, rapper, cantante, ballerina e attrice thailandese diventata una delle star globali del K-pop.
Il film ha avuto la sua prima mondiale al Toronto International Film Festival 2026 e segue l’artista in un momento di profonda trasformazione, mostrando un lato più intimo rispetto all’immagine costruita negli anni all’interno di una delle girl band più famose al mondo.
Le telecamere accompagnano Lalisa Manobal durante la scrittura e la registrazione del suo primo album solista “Alter Ego”, il debutto come attrice nella terza stagione di “The White Lotus” e la preparazione della sua prima grande esibizione solista al Coachella 2025.
Il documentario torna anche sulla sua adolescenza, quando a soli quattordici anni lasciò la Thailandia per affrontare il durissimo percorso di formazione nell’industria musicale sudcoreana, raccontando poi pressioni, aspettative e difficoltà incontrate nel tentativo di costruire una carriera internazionale completamente sua.
Il 12, 14 e 17 ottobre al cinema grazie a Nexo Digital.
Cosa può insegnarci oggi la montagna, oltre alla sfida e alla conquista della vetta?
Da questa domanda nasce “Per silenzio e vento“, documentario diretto da Marco Zuin e scritto insieme allo scrittore Matteo Righetto, che ne è anche il protagonista.
Il film è stato presentato in anteprima al Trento Film Festival 2026, all’interno della sezione Anteprime, e propone uno sguardo contemplativo ma anche molto attuale sulle Dolomiti, considerate non solo come paesaggio ma come vere sentinelle della crisi climatica.
Righetto attraversa sentieri e vette incontrando alpinisti, studiosi e persone che vivono quotidianamente la montagna, interrogandosi sul significato dell’alpinismo contemporaneo, sull’overtourism e sulla necessità di recuperare un rapporto più lento e consapevole con l’ambiente.
Tra i protagonisti e le testimonianze compaiono Reinhold Messner, Erri De Luca, Enrico Camanni, Katharina Lunger e Wafaa Amer, mentre materiali d’archivio e immagini del paesaggio mettono a confronto la montagna di ieri con quella di oggi, sempre più fragile di fronte al cambiamento climatico.
In sala solo il 12-13-14 ottobre con la Wanted Cinema.
“L’amore della tua vita” è un dramma romantico diretto da Rachel Morrison, già regista di “The Fire Inside” e apprezzata direttrice della fotografia di Mudbound e Black Panther, su sceneggiatura di Julia Cox.
Prodotto da Ryan Gosling e Jessie Henderson per Amazon Prime Video, il film ha avuto la sua anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2026 e riflette sull’amore, sulla perdita e sulla possibilità di ricominciare quando il futuro che avevamo immaginato improvvisamente scompare.
Maya, un’infermiera intelligente e ironica, parte da sola per un viaggio in Europa e a Lisbona incontra casualmente Charlie. Tra i due nasce rapidamente un amore travolgente e la prospettiva di costruire insieme una nuova vita, ma un evento inatteso costringe Maya a rimettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere su sé stessa e sui propri sentimenti. Margaret Qualley interpreta Maya, mentre Gabriel Basso è Charlie; accanto a loro troviamo Aaron Pierre, Patrick Schwarzenegger, Catherine Keener, Tamara Lawrance e Corey Johnson.
“La bambola” (“La Poupée”) è una commedia romantica francese diretta da Sophie Beaulieu, al suo primo lungometraggio, che parte da un’idea decisamente surreale per parlare di solitudine, relazioni e paura di soffrire.
Presentato in concorso al Festival de l’Alpe d’Huez 2026, il film mescola ironia e sentimento giocando sul contrasto tra una donna “ideale”, costruita per non contraddire mai il proprio compagno, e una donna reale, indipendente e imprevedibile.
Dopo una dolorosa separazione, Rémi ha deciso che innamorarsi di nuovo è troppo rischioso e vive così insieme ad Audrey, una bambola a grandezza naturale che considera la propria compagna. Tutto cambia quando nella sua azienda arriva Patricia, una nuova collega, e Audrey inspiegabilmente prende vita.
Da quel momento realtà e fantasia iniziano a confondersi, costringendo Rémi a confrontarsi di nuovo con il desiderio e con la possibilità di amare. Protagonisti sono il bravissimo Vincent Macaigne, Cécile de France e Zoé Marchal, affiancati da Marianne Basler, Gilbert Melki e Adèle Journeaux.
Fotografie private, filmati familiari e testimonianze di chi lo ha conosciuto ricostruiscono il volto più quotidiano di un ragazzo diventato un simbolo per moltissimi giovani cattolici.
“Carlo Acutis. Il giovane santo” è il documentario diretto da Luca Salmaso e realizzato con la partecipazione della famiglia Acutis, prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e OUR FILMS.
Il film segue la breve vita di Carlo, morto a quindici anni nel 2006 e canonizzato nel 2025, mettendo in relazione la sua profonda fede con passioni assolutamente contemporanee come i videogiochi, la programmazione e Internet. Le musiche originali sono firmate da Remo Anzovino.
Il racconto attraversa l’infanzia, la vita familiare, le amicizie e il percorso spirituale di Carlo fino alla canonizzazione, utilizzando anche immagini realizzate da Vatican Media.
A ricordarlo intervengono i genitori Antonia Salzano e Andrea Acutis, la nonna Luana, gli amici d’infanzia, insegnanti, sacerdoti e medici, insieme a Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana la cui guarigione è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica nell’iter che ha condotto alla canonizzazione.
Ne emerge un ritratto che cerca di andare oltre l’icona religiosa per raccontare la personalità, l’umorismo e la quotidianità di Carlo e il rapporto, per lui inscindibile, tra tecnologia e ricerca spirituale.
Una delle più clamorose vicende giudiziarie italiane diventa cinema in “Zustìssia“, opera prima del regista sardo Francesco Piras, ispirata al libro “Io sono innocente” di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu. Scritto da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, il film unisce racconto giudiziario e impegno civile, ricostruendo una storia vera segnata da trentatré anni di ingiusta detenzione e dalla tenace battaglia per arrivare alla verità.
Nel 1991, un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna porta alla rapida condanna di un uomo innocente: Beniamino Zuncheddu.
Tre gradi di giudizio in un anno per dare un ergastolo. Venticinque anni dopo, un giovane avvocato decide di lottare – pro bono – per restituirgli la libertà. Zustìssia è la storia di una vita rubata dal più lungo errore giudiziario della storia italiana: 33 anni di ingiusta detenzione.
Ed è anche la storia dell’emozionante battaglia che l’avvocato Mauro Trogu e altri alleati hanno ingaggiato per arrivare alla revisione del processo e all’assoluzione, giunta il 26 gennaio 2024.
A interpretare i due protagonisti sono Fabrizio Ferracane e Michele Riondino; con loro nel cast Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella, Geppi Cucciari e Philippine Leroy-Beaulieu.
È un film d’inchiesta, d’impegno civile, d’amicizia e d’amore. Amore per “sa zustìssia”, amore per la verità, e amore per le montagne, quei meravigliosi monti da cui Beniamino è stato tenuto lontano tutta una vita… e dove ora, finalmente, è tornato.
Dalle sale giochi degli anni Novanta al grande schermo, “Street Fighter” riporta in versione live action i leggendari combattenti creati da Capcom, puntando su arti marziali, spettacolo e una forte dose di nostalgia per l’universo videoludico originale.
Alla regia c’è Kitao Sakurai, già autore di Bad Trip e The Eric Andre Show, che firma anche la sceneggiatura insieme a T.J. Fixman. La produzione vede coinvolte Legendary Entertainment e Capcom, con Jason Momoa anche tra i produttori.
Nel 1993 Ryu e Ken Masters, un tempo inseparabili e ora divisi da vecchie ferite, vengono richiamati all’azione dalla misteriosa Chun-Li, che li coinvolge nel nuovo World Warrior Tournament. Dietro il torneo si nasconde però una pericolosa cospirazione che costringerà i due amici a confrontarsi non soltanto con avversari formidabili, ma anche con il proprio passato.
Andrew Koji interpreta Ryu, Noah Centineo è Ken e Callina Liang veste i panni di Chun-Li; nel ricchissimo cast troviamo anche Jason Momoa come Blanka, David Dastmalchian come M. Bison, Cody Rhodes come Guile, Roman Reigns come Akuma, 50 Cent come Balrog, Orville Peck come Vega e Vidyut Jammwal come Dhalsim.
“Whalefall – Nella balena” è un survival thriller diretto da Brian Duffield, già autore di “Nessuno ti salverà”, e tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Kraus, che firma anche la sceneggiatura insieme al regista. Il film trasforma una situazione quasi impossibile in una corsa contro il tempo claustrofobica, mescolando avventura, tensione e il difficile rapporto tra un figlio e il ricordo del padre.
Dopo la morte del padre Mitt, il giovane sub Jay Gardiner si immerge al largo della costa della California per cercarne i resti.
Durante la ricerca viene però inghiottito da un gigantesco capodoglio e si ritrova intrappolato al suo interno con appena un’ora di ossigeno a disposizione. Per riuscire a sopravvivere dovrà affidarsi proprio agli insegnamenti ricevuti dal padre, con cui aveva avuto un rapporto tutt’altro che semplice. Protagonista è Austin Abrams, affiancato da Josh Brolin, Elisabeth Shue, John Ortiz, Jane Levy ed Emily Rudd.
“Tenzing” è un grande dramma d’avventura diretto da Jennifer Peedom, regista australiana che conosce molto bene il mondo dell’alpinismo grazie ai documentari Sherpa e Mountain. Scritto da Luke Davies e ispirato a fatti realmente accaduti, il film sceglie di raccontare la storica conquista dell’Everest del 1953 soprattutto dal punto di vista di Tenzing Norgay, restituendo all’alpinista himalayano un ruolo centrale e mostrando anche il significato spirituale che il Chomolungma, la “dea madre” Everest, aveva nella sua cultura.
Interpretato da Genden Phuntsok, Tenzing riesce a entrare nella spedizione britannica guidata dal colonnello John Hunt, nonostante le differenze sociali e culturali che lo separano dagli alpinisti occidentali. Accanto a Edmund Hillary, interpretato da Tom Hiddleston, affronta quindi una scalata destinata a entrare nella storia, costruendo con il neozelandese un rapporto basato sulla fiducia reciproca. Nel cast troviamo anche Willem Dafoe nel ruolo di Hunt, Caitríona Balfe in quello della segretaria della spedizione Jill Henderson e Thinley Lhamo nei panni di Dawa, moglie di Tenzing e figura fondamentale nel sostenerne il sogno.
Su AppleTv.
Un colpo impossibile, una famiglia che non sapeva di essere tale e il quadro più famoso del mondo: “Masterplan” costruisce una commedia-thriller dal respiro internazionale intorno al furto della Gioconda.
Il film è diretto da Thomas Vincent, già regista di episodi di Reacher, Bodyguard e Versailles, e scritto dallo stesso Vincent insieme allo sceneggiatore premio BAFTA David Wolstencroft.
Stanley Tucci interpreta un leggendario ladro deciso a mettere a segno il colpo della vita al Louvre. Per riuscirci recluta Chiara, brillante esperta italiana di criminalità informatica, e Jay, spericolato specialista francese di esplosivi, senza rivelare subito il dettaglio più importante: i due sono fratello e sorella separati da tempo e lui è il loro padre.
La rapina si trasforma così anche in una caotica riunione di famiglia, tra sospetti, vecchie ferite e la necessità di imparare a collaborare.
Accanto a Tucci, i protagonisti sono Simona Tabasco e Victor Belmondo.
Per vederlo dovete cercare su Amazon Prime Video.
Tra atmosfere gotiche e humour per tutta la famiglia, “Frankie e le creature dimenticate” reinventa con leggerezza il mito di Frankenstein attraverso un piccolo mostro che desidera soprattutto essere visto e apprezzato.
Il film d’animazione è diretto da Steve Hudson e Toby Genkel, con sceneggiatura dello stesso Hudson, ed è tratto dalla serie di libri per ragazzi “TestaCucita” di Guy Bass.
Dopo l’anteprima mondiale all’Annecy International Animation Film Festival 2025, è stato presentato anche al Giffoni Film Festival 2025, in concorso nella sezione Elements +6.
Nel castello-laboratorio che domina Grubbers Nubbin, un professore tanto geniale quanto distratto continua a dare vita a nuove creature per poi dimenticarsene quasi immediatamente. A occuparsi di tutti è Frankie, la sua prima creazione, timido e premuroso custode di quel bizzarro mondo. Quando in città arriva l’impresario Fulbert Freakfinder e gli promette fama, fortuna e soprattutto l’affetto che ha sempre desiderato, Frankie decide di seguirlo, scoprendo presto che essere amati e diventare un’attrazione non sono affatto la stessa cosa.
