Dal Vostro Inviato a Venezia : il giorno di Frances McDormand

Sala Grande off-limits oggi per il Vostro Inviato, perchè il Direttore della Mostra ha deciso di esercitare il diritto all’arbitrarietà nell’assegnare i posti ai possessori di accredito. E poichè il Vostro Inviato è al Lido per vedere film e non per stazionare davanti alle biglietterie, in assenza di regole certe non è riuscito a procurarsi i biglietti. Quindi niente foto di registi e attori per Voi, che dovrete accontentarvi di quelli della stampa “ufficiale”.
La giornata inizia con Marvin, film di Anne Fontaine, grande regista e sceneggiatrice francese che ricordiamo per Gemma Bovery, Coco avant Chanel e il recente Agnus Dei. E’ la storia di Marvin, bambino proletario e gay ambientata in una comunità rurale dei Vosgi. E’ un romanzo di formazione e di riscatto, attraverso il teatro, reso possibile dalla sensibilità di una insegnante, M.me Clement, di cui l’adulto Marvin diventato attore assumerà simbolicamente il cognome. Bravissimo l’interprete di Marvin bambino (Jules Porier) che riesce a far parlare i suoi silenzi e quando recita si trasforma. Interessante la regia che intreccia piani temporali diversi della vita di Marvin, il cui intento è sì uscire dal mondo rurale in cui è cresciuto, ma senza tradire se stesso e le proprie origini. Nel film c’è anche Isabelle Huppert che recita se stessa. Bravissima naturalmente.

A questo punto, dopo i quattro film di ieri, il Vostro Inviato decide di concedersi una pausa per un aperitivo sulla terrazza del cinema. Il mare, il sole e il vento invitano alle riflessioni su una Mostra che quest’anno sembra non presentare i classici “film da festival”. Ammette però di non aver avuto il coraggio di vedere il documentario di Wiseman “Ex Libris” sulla New York Public Library che, a questo punto, è sicuro candidato al Leone d’Oro.  Le oltre tre ore di proiezione, con inizio alle due del pomeriggio, sono state un deterrente insuperabile. Dopo una una passeggiata sul lungomare del Lido e uno stupendo tramonto sulla laguna, si torna al PalaBiennale per il film principale della giornata di oggi che è americano ed ha un titolo lunghissimo “Three billboards outside Ebbing, Missouri“. Interpretato dalla grandissima Frances McDormand già icona dei fratelli Cohen, e girato da Martin McDonagh, sembra proprio una commedia noir dei fratelli Cohen. Il Vostro Inviato non ama il genere, ma di McDonagh aveva apprezzato moltissimo “In Bruges”. E in effetti anche questo nuovo lavoro è notevole. Nonostante l’argomento truce e i momenti drammatici che pure non mancano è un film divertentissimo. Un esempio di come l’ironia possa essere usata per raccontare l’indicibile senza mai scadere nel cinismo.

Conclude la giornata il secondo film italiano in concorso dopo Virzì: “Una famiglia” di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti e l’attore francese Patrick Bruel. Un film durissimo e coraggioso, perchè affronta un argomento difficilissimo, quello della vendita di bambini per denaro. Il personaggio interpretato da Bruel è uno dei peggiori visti in tempi recenti sullo schermo. Nulla sembra in grado di cambiare la sua sete di denaro. Peccato che Bruel non cambi mai espressione del viso, cosicchè il film si regge quasi esclusivamente sulla bravura della Ramazzotti. In ogni caso viene alla luce un mondo di individui squallidi che lucrano senza scrupoli sul desiderio di creare “una famiglia”, un mondo di cui fino ad oggi si è parlato pochissimo. Bravo Riso a sollevare questo velo di ipocrisia.

 

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