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	<title>Amicinema &#187; Ugo Besson</title>
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	<description>Gli amici del cinema a Milano</description>
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		<title>Nessuno vuole morire da solo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 06:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato come film di apertura della sezione Orizzonti alla 81a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, &#8220;Nonostante&#8221; è il nuovo film di Valerio Mastandrea, seconda regia dopo &#8220;Ride&#8221; del 2018. &#160; Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2025/03/nessuno-vuole-morire-da-solo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Nonostante-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44293" title="nonostante-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Nonostante-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Presentato come film di apertura della sezione Orizzonti alla 81a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, &#8220;<strong>Nonostante</strong>&#8221; è il nuovo film di Valerio Mastandrea, seconda regia dopo &#8220;<a href="http://www.amicinema.it/2018/11/i-portoni-di-acciaio-che-rinchiudono-le-nostre-emozioni/">Ride</a>&#8221; del 2018.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. E&#8217; ricoverato da un po&#8217; ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da nessun&#8217;altra parte.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. E&#8217; una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell&#8217;incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c&#8217;è alcun riparo possibile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con lo stesso Valerio Mastandrea e poi Dolores Fonzi, Lino Musella, Justin Korovkin e Claudia Della Seta.</span></p>
<p><span id="more-44292"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Nonostante-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-44294" title="nonostante-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Nonostante-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Questa la bella recensione di <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima questa pellicola:</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;"> &#8220;<em>Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film &#8220;Nonostante&#8221;, di Valerio Mastandrea, con lo stesso Mastandrea e Dolores Fonzi, che uscirà nelle sale il 27 marzo ed è stato il film d&#8217;apertura della sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia del 2024.</em></span><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film si svolge in gran parte in un ospedale e inizia con un funerale, cui assiste anche il protagonista (Mastandrea). Poi il protagonista entra nell’ospedale, con movimenti sicuri e agili, fra scale e corridoi e sembra invisibile alle persone che incrocia, fino a quando passa vicino a lui una barella con un malato grave e allora un improvviso vento lo travolge rischiando di buttarlo fuori. &#8220;Quando passa un moribondo, arriva la bufera e a quelli come noi ci porta via, perché nessuno vuole morire da solo&#8221;, ci spiega il protagonista.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Ecco la chiave del film: i personaggi principali sono alter ego, fantasmi, anime o qualcosa di simile, dei malati in coma profondo nell’ospedale, sono come in uno stato intermedio fra i vivi e la morte. Vediamo i vari personaggi muoversi e agire come persone normali ma non visti e sentiti dagli altri, dormono sui divani delle camere, parlano fra loro, talvolta escono anche nella città, curiosando nella vita quotidiana delle persone normali. Seguiamo lo svolgersi di varie loro vicende, e poi pian piano, nonostante il loro stato sospeso e irreale, nasce un amore delicato e romantico, che sembra capace di spezzare la parete fra vivi e moribondi.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Un film poetico, struggente, certo triste, ma che riesce a toccare con levità e ironia sentimenti profondi e tematiche esistenziali, come la malattia, la morte, la solitudine, l’amore, la speranza, Si riflette, ci si commuove ma si sorride anche molto. La morte è presentata come un volo leggero, come quello di un aquilone, che volteggia sulla città e la guarda dall’alto. Il tema degli stati di pre-morte e degli intermediari fra i due mondi è stato trattato nel cinema, non è originale, ma qui l’approccio è intimo, personale, il registro è delicato, da commedia dei sentimenti, lo stile è asciutto e profondamente umano, e si vede il coinvolgimento personale di Mastandrea (il film è dedicato ad Alberto Mastandrea, il padre di Valerio scomparso nel 2023). È toccante la scena del padre sulla spiaggia, mentre è movimentata e un po’ esilarante quella della gita di gruppo.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Un film dal forte impatto emotivo, che si muove in bilico tra il realismo e una vena più intima, poetica e certamente surreale, con uno sguardo ironico e disincantato sulla vita. Lo stile di regia è attento ai dettagli, con una narrazione che gioca su silenzio e introspezione, mentre a volte irrompe in dialoghi fitti e intensi, e fa emergere l’umanità e la fragilità dei personaggi.</span></em><br />
<span style="color: #000000;"><em> Bravo come al solito Mastandrea, ben sviluppato il personaggio della co-protagonista, l&#8217;attrice argentina Dolores Fonzi, con un’espressività pacata ma intensa e una bellezza non appariscente ben calibrata sul personaggio. Buone anche le interpretazioni degli altri, in particolare Lino Musella, Laura Morante e anche Giorgio Montanini, che è l’unico che ha il potere di comunicare con entrambi i mondi paralleli.</em>&#8220;</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Spazio finale come sempre al trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/H90Z6WMuwZ4?si=OXRQ7Uf_JjSCLf1q" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
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		<title>La passione di Pierre e Marthe</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2024/05/la-passione-di-pierre-e-marthe/</link>
		<comments>https://www.amicinema.it/2024/05/la-passione-di-pierre-e-marthe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Già presentato nella sezione Cannes Première 2023, &#8220;Ritratto di un amore&#8221; (in originale &#8220;Bonnard, Pierre et Marthe&#8221;) di Martin Provost (regista celebrato per gli originali ritratti femminili raffigurati in La Belle épouse, Sérafine, Violette) racconta la relazione passionale e artistica &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2024/05/la-passione-di-pierre-e-marthe/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Ritratto-di-un-amore-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-43170" title="ritratto-di-un-amore-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Ritratto-di-un-amore-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Già presentato nella sezione Cannes Première 2023, &#8220;<strong>Ritratto di un amore</strong>&#8221; (in originale &#8220;Bonnard, Pierre et Marthe&#8221;) di Martin Provost (regista celebrato per gli originali ritratti femminili raffigurati in La Belle épouse, Sérafine, Violette) racconta la relazione passionale e artistica tra il celebre pittore Pierre Bonnard e la sua compagna ispiratrice, Marthe.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Una passione travolgente, un’unione indissolubile, un amore fuori da ogni schema. Quando il pittore francese Pierre Bonnard &#8211; post-impressionista nel giro di Degas e Renoir &#8211; incontra Marthe de Méligny, cerca solo una modella disposta a posare per lui.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Quello che trova è molto più di una musa: Marthe si rivela un’anima affine, una compagna d’arte e di vita, una donna dallo spirito moderno e indipendente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Grande cast con Cécile De France, Stacy Martin, Vincent Macaigne, Anouk Grinberg e Grégoire Leprince-Ringuet.</span></p>
<p><span id="more-43169"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Ritratto-di-un-amore-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-43171" title="ritratto-di-un-amore-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Ritratto-di-un-amore-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sentiamo la recensione del nostro inviato <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima questo film:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film &#8220;Ritratto di un amore&#8221; (Bonnard, Pierre et Marthe), di Martin Provost (Francia, 2023), con Vincent Macaigne, Cécile de France, Stacy Martin, che uscirà nelle sale il 16 maggio.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il pittore francese Pierre Bonnard, all’inizio della sua lunga e straordinaria carriera, incontra Marthe, le propone di fare da modella per un ritratto e lei accetta. Galeotta fu la tela, fra i due esplode subito un’attrazione che presto diventa un forte e profondo legame, che più non li abbandona. Il film naviga fra pittura, quadri, ambienti intellettuali parigini, ma tiene il suo centro e il suo interesse nella relazione fra i due.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Una relazione gioiosa e felice, che funge da grande ispirazione per l’artista, che dipingerà in tutti i modi l’amata. Immersi in una ricerca di fusione con la natura, in una villa in campagna vicino alla Senna, vivono in libertà momenti felici, presentati in un alternarsi di scene di gioia naturalistica fra corse sull’erba e bagni nel fiume e dipinti che Pierre rifinisce con pennellate ricche di colori.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Gli appassionati saranno contenti di vedere molte tele del pittore che scandiscono la narrazione e diventano un altro personaggio principale, e per loro gioia arrivano anche, ospiti nel giardino della coppia, alcuni celebri artisti del gruppo degli impressionisti, fra cui Claude Monet. Le differenze sociali e culturali pesano ma si superano, Marthe è reticente a frequentare il mondo degli artisti, si vergogna anche di mostrarsi, &#8220;Hanno visto senza veli i particolari del mio corpo nei dipinti, ora sono curiosi di vedere com’è la mia faccia. Perché di me dipinge solo il corpo, mentre il viso appare sempre sfocato?&#8221;.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Poi vengono gli ostacoli, gli attriti, le difficoltà, le gelosie, anche la guerra, ma il legame resiste, anche quando i corpi invecchiano e gli entusiasmi calano, per esempio li vediamo riappacificati dopo uno screzio, mentre mangiano sereni sul bordo del fiume. Tutto traballa e si complica quando interviene una nuova modella, studentessa d’arte giovane e carina, in un complesso triangolo di amore e pittura, ma il racconto non finisce qui&#8230;</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> La travagliata storia d’amore è un suggestivo esempio di una relazione difficile ma tenace, un sentimento contraddittorio ma profondo, che supera le circostanze del momento come un’onda alta che non s’infrange facilmente.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> La delicata espressività di Cécile de France ci regala il personaggio di una donna affascinante, sensibile, modesta e forte, che sa superare le sue fragilità. Vincent Macaigne disegna bene un personaggio complesso, tenero e innamorato ma anche egocentrico, come capita spesso per gli artisti geniali, che pongono al centro di tutto la loro opera.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> La fotografia degli ambienti esterni richiama i toni e la luminosità della pittura dell’epoca. La regia gestisce il film con un buon ritmo, alternando scene interne ed esterne, intime e ampie, pacate e drammatiche.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Finiamo come sempre con il trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/r-t59rSoKa8?si=WMhk_YS72E2G-Cqm" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
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		<title>Un film dalle scene comiche raffinate ed esilaranti</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Kaurismaki sicuramente è il principale riferimento artistico della coppia Dominique Abel e Fiona Gordon dei quali ricordiamo l&#8217;ottimo &#8220;Parigi a piedi nudi&#8220;. &#160; Presentato in anteprima a Rendez-vous, il festival dedicato al Cinema francese esce &#8220;I misteri del Bar Étoile&#8220;. &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2024/04/un-film-dalle-scene-comiche-raffinate-ed-esilaranti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/I-misteri-del-Bar-Étoile-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-43042" title="i-misteri-del-bar-etoile-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/I-misteri-del-Bar-Étoile-01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Kaurismaki sicuramente è il principale riferimento artistico della coppia Dominique Abel e Fiona Gordon dei quali ricordiamo l&#8217;ottimo &#8220;<a title="Come si puo’ trovare l’amore perdendosi" href="http://www.amicinema.it/2018/05/come-si-puo-trovare-lamore-perdendosi/">Parigi a piedi nudi</a>&#8220;.</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;"> Presentato in anteprima a Rendez-vous, il festival dedicato al Cinema francese esce &#8220;<strong>I misteri del Bar Étoile</strong>&#8220;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’ex attivista Boris lavora in incognito come barista all&#8217;Étoile Filante. Ma una delle sue vittime lo identifica e reclama vendetta. La comparsa di un sosia, il solitario Dom sembra fornire a Boris, alla sua ingegnosa compagna Kayoko e al loro fedele amico Tim un perfetto piano di fuga. Non hanno calcolato però la ex moglie di Dom, una sospettosa detective che si mette sulle loro tracce.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sempre ovviamente con Fiona Gordon, Dominique Abel e poi Bruno Romy e Kaori Ito.</span></p>
<p><span id="more-43041"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/I-misteri-del-Bar-Étoile-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-43043" title="i-misteri-del-bar-etoile-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/I-misteri-del-Bar-Étoile-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sentiamo la recensione di <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima questo film:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;A Bruxelles, nel bar Ètoile troviamo il barista Boris, l’intraprendente proprietaria Kyoko (Kaori Ito), vestita di rosso, e l’amico buttafuori Tim (Philippe Martz). Entra un uomo, Georges, che cerca di uccidere Boris con una pistola, ma non ci riesce e fugge. Scopriamo che Boris ha un passato di militanza di estrema sinistra in cui ha compiuto attentati terroristici in Belgio, in uno dei quali è stato gravemente ferito Georges, che ora vuole vendicarsi. Scampato l’immediato pericolo, i tre pensano ad un piano per proteggere Boris, poi incontrano Dom, un uomo molto somigliante a Boris e decidono di fare una sostituzione di persona, portando Dom al bar ed esponendo così lui al pericolo, al posto di Boris. Si crea un intreccio un po’ thriller anche per l’intervento della ex moglie di Dom, che fa l’investigatrice privata.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film si sviluppa con un susseguirsi fantasioso di gag comiche, basate su una comicità fisica, spesso coreografica, che fa pensare a Chaplin o Buster Keaton o Jaques Tati. In alcune scene finali l’aspetto musicale esplode in una specie di danza moderna un po’ surreale mescolata agli avvenimenti che potrebbero diventare drammatici. Gli autori mostrano una grande cura e attenzione nelle inquadrature, le scelte dei colori e dei dettagli, spesso con gusto estetico. Gli attori parlano poco, la recitazione comica si basa soprattutto sulla mimica, il movimento del corpo, la sincronia gestuale dei personaggi in scena.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> L’espediente del sosia moltiplica felicemente le occasioni comiche e gli equivoci, e fa venire in mente il film &#8220;Johnny Stecchino&#8221; di Benigni.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Sullo sfondo si pongono temi importanti come il terrorismo e la lotta armata di decenni fa e la crisi sociale attuale, con le manifestazioni per la sanità pubblica in difficoltà e carenza di risorse, ma questi temi sono solo sfiorati e annegano nella prevalenza dell’espressione comica. Nell’intreccio delle vicende personali emergono i problemi dell’elaborazione del lutto e della crisi sentimentale ma anche questi non intaccano il registro comico. Come hanno detto gli autori nella discussione dopo la proiezione, il loro stile espressivo è soprattutto quello dei clown.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Si sono posti il problema di trovare un equilibrio fra l’aspetto clownesco e lo sviluppo della trama della vicenda, il primo tendente a minimizzare i dialoghi, sfiorando scene da film muto. A me sembra che abbiano scelto una soluzione molto squilibrata a favore del comico clownesco.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film mostra una grande qualità della presentazione delle gag che sono costruite con grande efficacia e ritmi precisi, anche grazie all’abilità recitativa e fisica degli attori. È invece carente nello sviluppo dell’intreccio narrativo di quello che sarebbe un film giallo, che appare solo come un pretesto per mostrare scene comiche raffinate ed esilaranti.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Spazio al trailer ufficiale !</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/cG46LPoh7aw?si=2CZ0Kj7mpGje15as" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
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		<title>La memoria perduta e rimossa e quella alterata o costruita</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2024/03/la-memoria-perduta-e-rimossa-e-quella-alterata-o-costruita/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 06:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista messicano Michel Franco e’ piu’ un fedelissimo (e pluripremiato) del Festival di Cannes, ma anche a Venezia ha vinto con &#8220;Nuevo orden&#8221; nel 2020. &#160; Nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno era in concorso con &#8220;Memory&#8221; che si e&#8217; portato a &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2024/03/la-memoria-perduta-e-rimossa-e-quella-alterata-o-costruita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Memory-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42896" title="memory-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Memory-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il regista messicano Michel Franco e’ piu’ un fedelissimo (e pluripremiato) del Festival di Cannes, ma anche a Venezia ha vinto con &#8220;<a title="Nuevo orden" href="http://www.amicinema.it/2020/09/dal-vostro-inviato-a-venezia-e-di-scena-la-politica/">Nuevo orden</a>&#8221; nel 2020.</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;"> Nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno era in concorso con &#8220;<strong>Memory</strong>&#8221; che si e&#8217; portato a casa la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile del bravo Peter Sarsgaard.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A New York, Sylvia ha appena completato un percorso negli alcolisti anonimi e può dire di aver rimesso in sesto la sua vita, con un lavoro in un centro di assistenza, la guida severa ma presente per la figlia Anna, e un rapporto stretto con la sorella Olivia e la sua famiglia.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Dopo una reunion del liceo, però, Saul la segue fin sotto casa e rimane ad attendere sotto la finestra per tutta la notte.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con Elsie Fisher, Jessica Chastain, il premiato Peter Sarsgaard, Merritt Wever e Josh Charles.</span></p>
<p><span id="more-42895"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Memory-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-42897" title="memory-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Memory-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Per Amicinema all&#8217;anteprima stampa romana c&#8217;era <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> e questo e&#8217; quello che ci ha scritto:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film &#8220;Memory&#8221;, del regista messicano Michel Franco, con Jessica Chastain e Peter Sarsgaard, premiato come miglior attore alla mostra di Venezia del 2023. Il film uscirà nelle sale il 7 marzo.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Siamo a New York. Sylvia vive sola con la figlia adolescente, lavora in un centro di assistenza per adulti, ed è appena uscita da un problema di depressione e di alcolismo. Una sera va ad una festa di ex compagni di liceo, le si avvicina un uomo, lei si allontana infastidita e lascia la festa. Ma l’uomo, Saul, la segue fino a casa e rimane tutta la notte davanti al suo portone. La mattina dopo, Sylvia chiama l’assistenza per soccorrere l’uomo e riportarlo a casa, poi va a trovarlo per informarsi del suo stato. Saul vive con il fratello, soffre di una malattia mentale, per la quale ricorda bene le cose del passato lontano, i genitori, l’infanzia, la moglie morta molti anni prima, ma non ricorda gli avvenimenti recenti. Sylvia vuole capire perché lui l’ha seguita e fra i due si attiva un dialogo intenso e sempre più teso, i due hanno frequentato lo stesso liceo, lei dice di ricordarsi di lui, anche perché hanno avuto alcuni incontri molto spiacevoli, mentre lui dice di non ricordare nulla di lei, ma lei pensa che lui menta. Siamo di fronte a ricordi cancellati di lui o a falsi ricordi di lei?</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film procede aggiungendo altri tasselli della vita e del passato dei due protagonisti e delle loro famiglie, formando pian piano un quadro sempre più dettagliato e mostrando in particolare il retroterra dei problemi di Sylvia. La vicenda procede con alcuni colpi di scena e rivelazioni inattese, avendo al centro l’evoluzione del rapporto fra i due protagonisti, fino all’improvviso e asciutto finale, che potrebbe essere piuttosto un inizio.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film scorre bene, mantiene sempre l’attenzione e l’interesse per le vicende dei personaggi, cui ci si affeziona. I personaggi secondari sono molto ben presentati e interpretati, e sono d’altronde fondamentali nella vicenda, in particolare la figlia di Sylvia emerge sempre più, assumendo rilevanza e personalità. Sono molto belle le scene fra madre e figlia, con piccole tensioni affettuose sempre ben risolte.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Jessica Chastain fornisce un’ottima interpretazione, precisa e puntuale, che esprime in dettaglio i diversi momenti del vissuto della protagonista.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il tema della memoria è ovviamente al centro, quella perduta o rimossa e quella alterata o costruita. Ed è proprio su questo incastro di problemi di memoria che si articola e sviluppa la relazione fra Sylvia e Saul.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Finiamo con il trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uIi11F-lPDw?si=03lxKUO96hOsU104" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La difficile elaborazione del lutto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Viaggio in Giappone&#8221; (&#8220;Sidonie au Japon&#8221;) e&#8217; la terza regia di Elise Girard (&#8220;Drôles D&#8217;Oiseaux&#8221; nel 2017 mai uscito da noi) presentato alle Giornate degli autori a Venezia 2023 ed ora in tutte le sale italiane. &#160; Sidonie Perceval, un’affermata &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2024/01/la-difficile-elaborazione-del-lutto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Viaggio-in-Giappone-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42686" title="viaggio-in-giappone-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Viaggio-in-Giappone-01-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>&#8220;<strong>Viaggio in Giappone</strong>&#8221; (&#8220;Sidonie au Japon&#8221;) e&#8217; la terza regia di Elise Girard (&#8220;Drôles D&#8217;Oiseaux&#8221; nel 2017 mai uscito da noi) presentato alle Giornate degli autori a Venezia 2023 ed ora in tutte le sale italiane.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sidonie Perceval, un’affermata scrittrice francese, ha rinunciato a scrivere dopo la perdita del marito. Invitata in Giappone per promuovere la riedizione del suo primo libro, viene accolta dal suo editore locale che la porta a Kyoto, la città dei santuari e dei templi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mentre viaggiano insieme in Giappone tra i ciliegi in fiore, lei si apre lentamente a lui. Ma il fantasma del marito la segue e Sidonie dovrà imparare a lasciare andare il passato per riuscire ad amare di nuovo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel cast la grande Isabelle Huppert, August Diehl e Tsuyoshi Ihara.</span></p>
<p><span id="more-42685"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Viaggio-in-Giappone-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-42687" title="viaggio-in-giappone-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Viaggio-in-Giappone-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Ecco la recensione del nostro inviato <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima questa pellicola:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film francese Viaggio in Giappone (Sidonie au Japon), di Elise Girard, con Isabelle Huppert e Tsuyoshi Ihara, che uscirà nelle sale l’11 gennaio.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Sidonie Perceval è una celebre scrittrice francese, che da alcuni anni non scrive più, dopo la morte del marito in un incidente stradale. In occasione della nuova edizione del primo romanzo, il suo editore giapponese Kenzo Mizoguchi (&#8220;non sono parente del famoso regista&#8221;, si affretta a dire) la invita in Giappone per una serie di interviste e presentazioni. È un viaggio di pochi giorni, ma con molti spostamenti in luoghi e città del paese, dove Kenzo accompagna sempre l’ospite straniera. La regista sottolinea subito, anche con un po’ d’ironia, le differenze di stile, abitudini, comportamenti fra i due paesi, che coinvolgono e frastornano la scrittrice. Ad un certo punto a Sidonie appare il fantasma del marito (August Diehl), lei è dapprima spaventata, poi si abitua alle improvvise apparizioni, ci parla e quasi lo aspetta. Si confida con Kenzo, che dice che in fondo il Giappone è il paese dei fantasmi e che loro sono abituati a vivere con i cari defunti. La scrittrice e l’editore iniziano a parlare della loro vita e a comunicare in modo pacato ma intenso, fra riflessioni esistenziali e confidenze personali, sono molto diversi ma hanno entrambi una storia familiare drammatica. Si assiste ad una progressiva evoluzione dei rapporti fra i due e fra Sidonie e il fantasma del marito.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film è la storia di una difficile elaborazione del lutto e di un incontro fra due anime superficialmente molto diverse ma nel profondo molto simili.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> È anche una riflessione sul rapporto fra letteratura e vita. In un’intervista chiedono a Sidonie se ha sempre voluto scrivere e lei risponde &#8220;no, si scrive quando non si ha più nulla, solo la disperazione, e a volte neanche quella&#8221;. Sidonie ha scritto il suo primo romanzo dopo la morte in un incidente dei genitori e del fratello, l’intervistatrice suggerisce che la scrittura può essere stata un modo per guarire dalla sofferenza e la scrittrice risponde &#8220;no, scrivere non guarisce, ma mi ha aiutata a sopravvivere a quel momento&#8221;.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film procede calmo, scorrevole, senza strappi o avvenimenti forti, con immagini sempre gradevoli e dialoghi brevi, mai banali o superflui, precisi come pennellate sicure su un quadro ben definito, che si delinea poco a poco.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> La recitazione di Isabelle Huppert è magistrale, raffinata e delicata, con una grande espressività, fatta di piccoli movimenti del viso e variazioni e pause della voce (ho visto la versione in lingua originale francese).</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> I panorami, i giardini, gli ambienti sono presentati in modo elegante e attraente, tanto che alla fine mi è venuta voglia di fare un viaggio in Giappone, dove non sono mai stato.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Come sempre se vi abbiamo incuriosito da non perdere il trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/57Vy_lCHQRQ?si=AAE2kU4LTp3qDuu9" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un film intenso, forte e coinvolgente</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2023/10/un-film-intenso-forte-e-coinvolgente/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 06:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal genio di Kirill Serebennikov (&#8220;Summer&#8220;, &#8220;Petrov’s Flu&#8220;), esce al cinema &#8220;La moglie di Tchaikovsky&#8221; un sorprendente racconto di amore, ossessione e musica diretto con maestria e meticolosa cura del dettaglio visto al Festival di Cannes 2022. &#160; Russia, seconda &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2023/10/un-film-intenso-forte-e-coinvolgente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/AnyConv.com__La-Moglie-di-Tchaikovsky-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42247" title="anyconv-com__la-moglie-di-tchaikovsky-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/AnyConv.com__La-Moglie-di-Tchaikovsky-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dal genio di Kirill Serebennikov (&#8220;<a href="http://www.amicinema.it/2018/11/arriva-summer-in-sala-bio-al-colosseo-di-milano/">Summer</a>&#8220;, &#8220;<a title="In sala e in streaming con Amicinema (uscite del 04/03/2022)" href="http://www.amicinema.it/2022/03/in-sala-e-in-streaming-con-amicinema-uscite-del-04032022/">Petrov’s Flu</a>&#8220;), esce al cinema &#8220;<strong>La moglie di Tchaikovsky</strong>&#8221; un sorprendente racconto di amore, ossessione e musica diretto con maestria e meticolosa cura del dettaglio visto al Festival di Cannes 2022.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Russia, seconda metà dell’Ottocento. In un’epoca in cui le donne non sono altro che un nome scritto sul passaporto dei mariti, Antonina Ivanovna, aspirante musicista, si innamora perdutamente del compositore Pyotr Ilyich Tchaikovsky e lo convince a sposarla. Ma questo nuovo legame rischia di distruggere entrambi: Tchaikovsky, infatti, non ha mai amato una donna, e non inizierà certo con lei.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel cast Alyona Mikhailova, Ekaterina Ermishina e Odin Lund Biron.</span></p>
<p><span id="more-42246"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/La-moglie-di-Tchaikovsky-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-42248" title="la-moglie-di-tchaikovsky-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/La-moglie-di-Tchaikovsky-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Spazio al nostro inviato <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima a Roma questo bel film:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;">&#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film La moglie di Tchaikovsky, di Kirill Serebrennikov, che uscirà nelle sale il 5 ottobre. Il film è stato presentato in concorso la Festival di Cannes 2022. Il regista, fra i più originali e apprezzati della cinematografia russa, ha vinto il premio per il miglior film alla Festa del cinema di Roma del 2006 e nel 2017 è stato insignito del Premio Europa Realtà Teatrali.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Siamo in Russia, nella seconda metà dell’ottocento. Antonina Ivanovna conosce Pyotr Tchaikovsky, si innamora di lui, si iscrive al conservatorio per incontrarlo, poi gli dichiara il suo amore in una lettera appassionata. I due si incontrano ma il musicista giudica la lettera un po’ da esaltata e respinge la proposta d’amore. Antonina non si dà per vinta, insiste, e Pyotr alla fine propone di sposarla, senza passione, in una relazione da fratelli. La donna accetta pur di stare con lui, mentre lui pensa ad un matrimonio di facciata per coprire la sua omosessualità. Lei non crede fino in fondo al suo rifiuto, non capisce la situazione, cerca di attrarlo con le sue grazie femminili, che a lui non interessano e anzi gli creano disagio e fastidio, sempre più forti. La situazione precipita scivolando nell’ossessione e nel dramma.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> La vicenda si ritrova già nel film del 1970 The Music Lovers (L&#8217;altra faccia dell&#8217;amore), di Ken Russell, però il film di Russell poneva al centro la vita di Tchaikovsky, trattando anche molti altri aspetti della vita dell’artista, mentre Serebrennikov ribalta la visuale, descrive la vicenda dal punto di vista di Antonina, si concentra su di lei, e non l’abbandona per tutto il film, con l’attrice che regge bene questa attenzione prolungata. Di conseguenza, non ci sono nel film alcuni personaggi presenti nell’opera di Russell, come la signora von Meck, sua mecenate, che lo sostiene economicamente a lungo, mentre altri personaggi, come la sorella di Pyotr e la stessa Antonina, sono presentati in modo molto differente.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Anche se non c&#8217;è la fantasia onirica e visionaria di Ken Russell, il film a volte esplode in scene travolgenti fra sogno e realtà. Le immagini creano una suggestiva atmosfera di sospensione e attesa con colori morbidi e poco brillanti, e tendono a concentrare l’attenzione sulla protagonista, sui suoi pensieri e sentimenti e sulle sue tensioni interne, a volte distinguendola dal contesto, con un primo piano a fuoco su uno sfondo sfocato. Alcune scene sono sviluppate in profondità, con grande abilità registica, come quella della proposta di divorzio fatta dai fratelli di Pyotr, con la protagonista unica donna in presenza di cinque uomini che cercano di convincerla a firmare una dichiarazione, oppure le scene iniziali dell’incontro fra i due protagonisti a casa di lei. In entrambi i casi emerge la forza, la volontà della protagonista che pure si trova in posizione di debolezza e dipendenza psicologica.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> In altre scene, però, la narrazione è condotta in modo affrettato e sfuggente, e non sono chiare le motivazioni di alcuni comportamenti e alcuni avvenimenti. In effetti, il regista sembra interessato soprattutto alla vicenda intima, psicologica, della protagonista, al suo tenace sentimento di attaccamento al marito, oltre ogni ostacolo e ragionevolezza, superando la soglia del legame patologico.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Emergono sparse nel film indicazioni sulla situazione della donna in Russia in quel periodo, &#8220;un nome sul passaporto del marito&#8221;, e sul problema dell’omosessualità, che spinge Tchaikovsky a volere un matrimonio (non una moglie&#8230;) per fermare le voci sulla sua omosessualità, che poteva costituire un ostacolo alla sua carriera di artista e alla sua rispettabilità sociale.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> L’attrice Alyona Mikhailova è brava a rappresentare con garbo e sottigliezza le sfumature dei sentimenti, allo stesso tempo la fragilità e la tenacia,</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> la sofferenza e il sorriso. Nel complesso, un film intenso, forte e coinvolgente.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ecco il trailer ufficiale di questo film !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Ghvzg6ZpJ78?si=5G6ueSqYQ02W58gn" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il ragno e la concezione delle donne nella società iraniana</title>
		<link>https://www.amicinema.it/2023/02/il-ragno-e-la-concezione-delle-donne-nella-societa-iraniana/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista iraniano-danese Ali Abbasi lo abbiamo apprezzato qualche anno fa per un film piccolo, ma al quale il passa parola aveva dato grande diffusione, ovvero &#8220;Border&#8221; premiato a Cannes nel 2018. &#160; Adesso &#8220;Holy Spider&#8221; ha avuto gia&#8217; la &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2023/02/il-ragno-e-la-concezione-delle-donne-nella-societa-iraniana/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Holy-Spider-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41545" title="holy-spider-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Holy-Spider-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il regista iraniano-danese Ali Abbasi lo abbiamo apprezzato qualche anno fa per un film piccolo, ma al quale il passa parola aveva dato grande diffusione, ovvero &#8220;<a title="Specchi in grado di riflettere la condizione della vita umana" href="http://www.amicinema.it/2019/03/specchi-in-grado-di-riflettere-la-condizione-della-vita-umana/">Border</a>&#8221; premiato a Cannes nel 2018.</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;"> Adesso &#8220;<strong>Holy Spider</strong>&#8221; ha avuto gia&#8217; la consacrazione all&#8217;ultimo Festival di Cannes dove la bravissima Zahra Amir Ebrahimi ha vinto il premio come miglior attrice.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Siamo a Mashhad, seconda città più grande dell&#8217;Iran e importante sito religioso. Nel 2000, un serial killer locale inizia a prendere di mira le prostitute per strada, strangolandone diciassette dopo averle attirate una ad una a casa sua.</span><br />
<span style="color: #000000;"> La stampa lo chiama &#8220;il ragno&#8221;, e tra i giornalisti che coprono il caso c&#8217;è Rahimi, una donna che viene da Teheran e si mette sulle tracce dell&#8217;assassino. L&#8217;uomo si rivelerà essere Saeed Hanaei, ex-militare convinto che Dio gli abbia affidato la missione di liberare la città dalle donne indegne che vendono il proprio corpo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel cast Zahra Amir Ebrahimi, Mehdi Bajestani, Arash Ashtiani e Forouzan Jamshidnejad.</span></p>
<p><span id="more-41544"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Holy-Spider-Poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-41546" title="holy-spider-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Holy-Spider-Poster-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Ugo Besson</span> era il nostro inviato speciale in quel di Roma per l&#8217;anteprima stampa e spazio quindi alle sue belle parole:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film Holy Spider, del regista iraniano-danese Ali Abbasi (noto per il film Border, 2018, premiato a Cannes), con Mehdi Bajestani e Zahra Amir Ebrahimi, premiata come migliore attrice al Festival di Cannes. Il film si basa su un fatto vero, il caso di un serial killer che negli anni 2000-2001 uccise 16 donne, prostitute di strada, nella città santa iraniana di Mashaad. Il fatto fece molta impressione in Iran, c’è anche un documentario sull’argomento, And along came a spider, realizzato nel 2002 dal giornalista Maziar Bahari, disponibile su youtube con sottotitoli in inglese.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Nel film Saeed è un muratore reduce dalla guerra con l’Iraq, che si ritiene investito della missione religiosa di ripulire le strade da queste donne ritenute impure. Il film inizia con una scena cupa e violenta in cui già si vede Saeed all’opera con una sua vittima. Poi arrivano i titoli e interviene l’altro personaggio principale, la giovane giornalista Rahimi, inviata da Teheran per seguire il caso della serie di delitti. Rahimi vuole indagare in profondità sul caso, ma trova scarsa collaborazione e intralci da parte della polizia. Come dice una donna “Ripulisce le strade al posto loro, li aiuta, perché dovrebbero arrestarlo?</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Ad un certo punto anche il collega giornalista che l’aiuta le consiglia di lascar perdere, ma lei non demorde e continua le sue ricerche, anche con gravi rischi personali.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film è un thriller, in cui si sa da subito chi è l’assassino e la tensione ruota attorno al ripetersi dei delitti, non senza ostacoli e difficoltà, alla possibilità di scoprirlo e al lavoro della giornalista. L’elemento più inquietante è il significato che ha per Saeed la sua azione delittuosa, non si sente colpevole, ma un eroe che compie una missione religiosa e purificatrice, e molti fra la popolazione sono d’accordo con lui e dicono che in fondo il killer fa del bene.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Tutti i personaggi sono presentati con le loro sfaccettature, le prostitute, la giornalista, l’omicida, in modo da guardare la vicenda da diversi punti di vista. Saeed ha la sua vita normale di lavoro e di famiglia, ha tre figli e una graziosa moglie giovane, qualche problema di rapporti con i suoceri, alcuni amici e un disagio dovuto al ritorno dalla guerra. Poi si trasforma quando entra in azione. Al suo amico, compagno nella guerra, che si accorge che qualcosa lo turba, dice: &#8220;Nella guerra molti sono morti o tornati feriti e mutilati, come martiri, io neanche un graffio. Perché? Sento il bisogno di fare qualcosa che dia un senso alla mia vita&#8221;.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Sullo sfondo, ma onnipresente e tema centrale è la concezione delle donne nella società iraniana, la loro disumanizzazione.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> La regia è attenta e curata nei dettagli, l’ambientazione ricostruisce l’atmosfera delle strade di quartieri malfamati di una città iraniana, anche se è stato girato in Giordania, perché il regista non ha avuto il permesso di girare in Iran (e neanche in Turchia). Il film è sostenuto da una recitazione di qualità, soprattutto l’interpretazione sobria ma intensa ed efficace di Zahra Amir Ebrahimi (premiata a Cannes), e quella di Mehdi Bajestani, che riesce a trasformarsi nelle due facce del suo personaggio, omicida seriale e buon padre di famiglia.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film uscirà nelle sale il 16 febbraio.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Finale con l&#8217;inquietante trailer ufficiale !</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/nuYO73mrJYQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una favola moderna e attuale</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Louis-Julien Petit (&#8220;Le invisibili&#8221;, &#8220;Carole Matthieu&#8221;) dirige &#8220;Si, Chef! &#8211; La brigade&#8221; una delicata e divertente commedia. &#160; Cathy è una chef di 40 anni, innamorata del suo lavoro e con un grande sogno: aprire un ristorante stellato. Le cose &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2022/12/una-favola-moderna-e-attuale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-Chef-La-brigade-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41242" title="si-chef-la-brigade-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-Chef-La-brigade-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Louis-Julien Petit (&#8220;Le invisibili&#8221;, &#8220;Carole Matthieu&#8221;) dirige &#8220;<strong>Si, Chef! &#8211; La brigade</strong>&#8221; una delicata e divertente commedia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cathy è una chef di 40 anni, innamorata del suo lavoro e con un grande sogno: aprire un ristorante stellato. Le cose però iniziano presto a non andare secondo i suoi piani e, fra conti e complessità organizzative, si trova ad affrontare da subito le difficoltà del mestiere.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Per rilanciarsi, Cathy accetta con riluttanza un lavoro da dipendente in una sperduta località fuori città, in quella che scoprirà poi essere la mensa di un centro di accoglienza per giovani migranti.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Inizialmente è poco convinta e per nulla entusiasta di questo nuovo lavoro, ma in breve tempo grazie alla sua straordinaria abilità e alla sua passione per la cucina inizierà a farsi amare dai ragazzi, i suoi nuovi colleghi e suoi nuovi amici, che a loro volta avranno anche tanto da insegnarle.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel cast i bravi Audrey Lamy e François Cluzet e poi gli esordienti Chantal Neuwirth, Fatou Kaba e Yannick Kalombo.</span></p>
<p><span id="more-41241"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-Chef-La-brigade-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-41243" title="si-chef-la-brigade-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Si-Chef-La-brigade-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Ecco la recensione del nostro inviato speciale <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span>:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film &#8220;Si, chef! &#8211; La brigad&#8221;, di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy e François Cluzet, che uscirà nelle sale il 7 dicembre. È un film di cuochi, immigrati e buoni sentimenti, una commedia sociale piacevole e commovente, che richiama temi importanti e situazioni dolorose, sfiorando la retorica ma senza caderci, mantenendo l’equilibrio fra il sorriso e il dramma. Louis-Julien Petit dopo &#8220;Le invisibili&#8221; torna ad occuparsi di situazioni di emarginazione, confermando Audrey Lamy come attrice principale, accanto a François Cluzet, ben noto per la sua interpretazione in &#8220;Quasi amici&#8221;.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Cathy Marie è una cuoca di alto livello, che lavora in un rinomato ristorante. Litiga con la chef, che è la star di un popolare programma televisivo sulla cucina, e si licenzia. Inizia a cercare un altro lavoro, risponde ad una inserzione allettante, ma arrivata sul posto scopre che si tratta di fare la cuoca in un centro di accoglienza per immigrati minorenni. Trova in cucina una organizzazione pasticciata e scadente, una situazione decisamente distante dal livello raffinato e lussuoso cui era abituata (come le dice il direttore, un bravo François Cluzet, &#8220;a loro piacciono le cose semplici, i ravioli al pomodoro, fagli quelli, a loro interessa la quantità, non la qualità&#8221;. &#8220;già perché sono immigrati non hanno diritto ad un cibo di qualità&#8221; ribatte lei). Pensa subito di andarsene, ma poi decide di restare per alcuni mesi, in attesa di realizzare il suo obiettivo di aprire un suo ristorante. Si lamenta col direttore, perché non può preparare da sola un pasto per tante persone e il direttore la invita a farsi aiutare da alcuni dei ragazzi, che ne sarebbero molto contenti. Ecco la svolta, Cathy si getta con entusiasmo ed energia crescenti nell’impresa di formare un gruppo di aiuto cuochi, una brigade, come dice il titolo francese, insegnando ai ragazzi le basi per una buona cucina. La questione si intreccia col problema della permanenza in Francia dei ragazzi, che rischiano l’espulsione appena maggiorenni (&#8220;Non credevo che fosse così difficile vivere in Francia, pensavo che qui tutto era possibile&#8221; dice uno dei ragazzi) e il racconto evolve con colpi di scena e sviluppi delle storie personali di alcuni ragazzi, fino al finale scoppiettante.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film è un po’ una favola moderna e attuale, con la fatina buona che cerca di salvare i ragazzini emigranti con cucchiai e pentole. È una commedia francese brillante, ben riuscita, dal buon ritmo, con bravi attori, che diverte, fa riflettere e commuove.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Concludiamo con il bel trailer ufficiale !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/STIMbEVV9g0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anais e&#8217; un folletto che stordisce e affascina</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 06:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Charline Bourgeois-Tacquet e&#8217; molto giovane (classe 1986) e come esordio (dopo un paio di premiati cortometraggi) firma con &#8220;Gli amori di Anais&#8220;, una delle pellicole piu&#8217; affascinanti di questa stagione che vi consigliamo di non perdere. &#160; Anaïs ha trent&#8217;anni, &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2022/04/anais-e-un-folletto-che-stordisce-e-affascina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Gli-amori-di-Anais-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40394" title="gli-amori-di-anais-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Gli-amori-di-Anais-01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Charline Bourgeois-Tacquet e&#8217; molto giovane (classe 1986) e come esordio (dopo un paio di premiati cortometraggi) firma con &#8220;<strong>Gli amori di Anais</strong>&#8220;, una delle pellicole piu&#8217; affascinanti di questa stagione che vi consigliamo di non perdere.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anaïs ha trent&#8217;anni, soldi in tasca pochi. Non sta mai ferma, non sta mai zitta, è perennemente in ritardo. Sembra vivere l&#8217;attimo, senza preoccuparsi mai delle conseguenze. Deve finire di scrivere la tesi, è in ritardo con l&#8217;affitto, ha un fidanzato che forse non ama più, al quale rivela di essere incinta quasi distrattamente.</span><br />
<span style="color: #000000;"> L&#8217;incontro con un editore che ha il doppio dei suoi anni la porterà a iniziare qualcosa: ma ad intrigarla sarà, molto di più, la compagna di lui, scrittrice e saggista di successo. Una donna che, forse, è tutto quello che Anaïs vorrebbe diventare. S&#8217;incontrano per caso. Poi Anaïs troverà il modo di incontrarla di nuovo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le due meravigliose attrici sono Anaïs Demoustier e Valeria Bruni Tedeschi con anche Denis Podalydès e Jean-Charles Clichet.</span></p>
<p><span id="more-40393"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Gli-amori-di-Anais-locandina.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-40395" title="gli-amori-di-anais-locandina" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Gli-amori-di-Anais-locandina-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sentiamo la bella recensione del nostro inviato <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto questo film in anteprima:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Siamo a Parigi, Anaïs è giovane, sta finendo la sua tesi in letteratura, ha pochi soldi, fatica a pagare l’affitto ed è sempre in ritardo.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film inizia con Anaïs che esce di corsa da un fioraio con un mazzo di fiori in mano, Anaïs corre sempre, saltella, travolge e coinvolge, sfiora le cose, forse le accarezza, a volte le afferra o le getta via.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Mentre fa una cosa ne pensa un&#8217;altra, deborda, decide svelta, di lei ci si innamora subito. Rallenta solo quando incontra la madre, in un commovente episodio, ma subito ricomincia a correre. Incontra un uomo molto più grande di lei, Daniel (uno scialbo Denis Podalydès), inizia una storia con lui, e conosce la sua compagna Émilie (Valeria Bruni Tedeschi), un’affascinante scrittrice di successo, di cui sta leggendo un romanzo.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Sembrerebbe il classico triangolo, una coppia matura e la giovane amante, ma non è così, subito diventa centrale proprio la relazione fra le due donne, che trovano una profonda intesa, un’inattesa risonanza di sentimenti, interessi e modi di pensare.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> L’incontro potrebbe essere un cambiamento nella vita delle due protagoniste. Le due donne sono come due aspetti che si contrastano e si completano, passione e pensiero, impulsività e equilibrio, fragilità e stabilità, oppure due età della stessa persona.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Lei è come un folletto e io come un albero, dice Valeria B-T nell’intervista alla presentazione del film, un folletto che stordisce e affascina, un albero ben radicato ma libero.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Émilie ha raggiunto un suo equilibrio, forse messo in discussione proprio dall’incontro con la giovane, Anaïs è forte ma fragile, come lei dice, &#8220;Sono troppo leggera, ho paura dell’infelicità, non voglio essere triste, non voglio che la vita mi schiacci&#8221;.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film è tutto centrato su Anais, che lo sostiene con la sua recitazione brillante e la sua simpatia travolgente, ma quando c&#8217;è, Valeria B-T riempie lo schermo e cattura l&#8217;attenzione, con la sua recitazione misurata e intensa e col suo modo da signora raffinata e da intellettuale sensibile.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Sullo sfondo, c’è la letteratura, che fra convegni, citazioni e libri, diventa protagonista, in un incrocio di passioni, fra scrittura e vita.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film si basa su una ricca sceneggiatura e una intensa recitazione, è una commedia gradevole e pungente che sollecita sensazioni piacevoli, sorrisi e riflessioni non banali.&#8221;</span></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E questo e&#8217; il trailer ufficiale che saprà restituirvi le stesse emozioni !!</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/PLHgwM1vGWA" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come un Robin Hood dei tempi moderni</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 06:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amicinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Besson]]></category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo Roger Michell dopo una lunga carriera di successi (&#8220;Notting Hill&#8221;, il sottovalutato &#8220;L&#8217;amore fatale&#8221;, &#8220;A Royal Weekend&#8221;) ci ha lasciati lo scorso settembre e &#8220;Il ritratto del duca&#8221; (&#8220;The Duke&#8221;) e&#8217;, oltre ad essere appunto la sua ultima opera, &#8230; <a href="https://www.amicinema.it/2022/02/come-un-robin-hood-dei-tempi-moderni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Il-ritratto-del-duca-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40064" title="il-ritratto-del-duca-01" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Il-ritratto-del-duca-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Purtroppo Roger Michell dopo una lunga carriera di successi (&#8220;Notting Hill&#8221;, il sottovalutato &#8220;L&#8217;amore fatale&#8221;, &#8220;A Royal Weekend&#8221;) ci ha lasciati lo scorso settembre e &#8220;<strong>Il ritratto del duca</strong>&#8221; (&#8220;The Duke&#8221;) e&#8217;, oltre ad essere appunto la sua ultima opera, il riassunto del suo cinema arguto, romantico e sempre con grandi interpretazioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel 1961, Kempton Bunton, un tassista sessantenne, rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Goya, dalla National Gallery di Londra.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Fu il primo (e rimane tuttora l&#8217;unico) furto nella storia della Gallery. Kempton inviò una richiesta di riscatto scrivendo che avrebbe restituito il dipinto a una condizione: se il governo inglese avesse stanziato più fondi per la cura dei più anziani. In passato, Kempton aveva già intrapreso una lunga campagna allo scopo di far ricevere il segnale televisivo gratuitamente ai pensionati.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Cosa successe in seguito divenne leggendario. L&#8217;intera storia emerse solo cinquant’anni anni dopo. Kempton aveva tessuto una rete di bugie. L&#8217;unica verità era che si trattava di un brav&#8217;uomo, determinato a cambiare il mondo e a salvare il suo matrimonio.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Come e perché utilizzò &#8220;il Duca&#8221; per raggiungere il suo obiettivo, è una bellissima ed edificante storia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ottimo cast con Jim Broadbent, Helen Mirren, Fionn Whitehead, Matthew Goode e Craig Conway.</span></p>
<p><span id="more-40063"></span><br />
&nbsp;</p>
<div style="padding:12px;background-color:#ecffec;line-height:1.4;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Il-ritratto-del-duca-poster.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-40065" title="il-ritratto-del-duca-poster" src="http://www.amicinema.it/wp/wp-content/uploads/Il-ritratto-del-duca-poster-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sentiamo il parere di <span style="text-decoration: underline;">Ugo Besson</span> che ha visto in anteprima questo film:</span><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> &#8220;Il vostro inviato è andato all’anteprima stampa del film &#8220;Il ritratto del duca&#8221; (The Duke), di Roger Michell (regista di Notting Hill), con Jim Broadbent e Helen Mirren, che uscirà nelle sale il 3 marzo.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Il film è tratto da una storia vera, anche se sembra incredibile. Siamo in Inghilterra, nel 1961, Kempton Bunton, 60 anni, vive a Newcastle con la moglie e i figli e ha rubato dalla National Gallery di Londra il Ritratto del Duca di Wellington, un dipinto di grande valore di Francisco Goya, che nasconde in un armadio.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Mentre la polizia dichiara che il furto è sicuramente l’opera &#8220;di una banda internazionale di professionisti del crimine&#8221;, &#8220;senz’altro un commando ben addestrato&#8221;, il nostro eroe si chiede cosa fare del prezioso quadro e i colpi di scena non mancheranno.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Tutto ruota attorno al protagonista, un personaggio eccentrico, che trascina simpatia, un pasticcione originale, che fa disperare la moglie (Helen Mirren) per le sue stramberie.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> Mentre inventa nuove battaglie contro le ingiustizie e le prepotenze del potere, espone con ironia e leggerezza la sua filosofia sociale a difesa dei deboli, &#8220;sono come un Robin Hood&#8221;, pronuncia con un sorriso. È un combattente tranquillo per cause perse o disperate, un don Chisciotte, che vorrebbe fare &#8220;il bene di tutta l’umanità&#8221;, e &#8220;rendere il mondo un posto migliore&#8221;, e intanto si batte per non far pagare il canone tv alle persone anziane.</span></em><br />
&nbsp;<br />
<em><span style="color: #000000;"> Lo svolgimento è vivace e piacevole, l’ambientazione dell&#8217;epoca è molto curata, nei colori e nei dettagli. Sono esilaranti alcune scene in tribunale, dove si scatena la personalità bizzarra del protagonista, che controbatte alle domande degli avvocati con comica leggerezza, non si sa se frutto di autentica ingenuità o abile finzione. &#8220;Lei dice che a Londra ha alloggiato vicino ad un negozio di secchi. Qual è esattamente l’indirizzo?&#8221;. &#8220;Perché vuole saperlo, ha bisogno di un secchio?&#8221;</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;"> La famiglia di Kempton Bunton è parte molto importante della vicenda, alcuni personaggi e situazioni sono un po&#8217; prevedibili e tipizzati, c’è il figlio scapestrato e quello bravo e affettuoso, ma le schermaglie con la moglie costruiscono un duetto molto riuscito, con la brava Helen Mirren, e poi c’è il lutto non elaborato per la morte prematura della figlia, anzi la cui elaborazione attraversa tutto il film come sottofondo e motivazione di molti comportamenti.</span></em><br />
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<em><span style="color: #000000;"> Un po&#8217; una bella favola di buoni sentimenti ma fondata su fatti reali, condotta con garbo e buon ritmo e ben recitata dal bravissimo protagonista.&#8221;</span></em></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E che ne dite di vederci il divertente trailer ufficiale ?</span></p>
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