La gara per il Leone d’Oro (ovvero tutti i film in concorso al Festival del Cinema di Venezia 2026 !!)

Ventuno film, un solo Leone d’Oro e inevitabilmente parecchi pronostici destinati a essere smentiti dopo le prime proiezioni !!
È questo il bello del Festival del Cinema di Venezia: sulla carta sembrano tutti possibili vincitori, poi arrivano il Lido, il pubblico, la critica e quella strana magia per cui il film più atteso può deludere e quello quasi sconosciuto diventare improvvisamente il titolo di cui parlano tutti.

 

Dopo avervi parlato ieri (in questo articolo) del festival e di tutte le notizie di contorno, vediamo brevemente (mica troppo) di cosa parlano i 21 film in gara, chi li dirige, chi li interpreta e soprattutto quali registi conoscono già bene Venezia.
Come sempre li seguiremo poi giorno per giorno con notizie, recensioni e tutto quello che succederà al Festival !!


 
 
 
 

IN CONCORSO

 

INK, regia di Danny Boyle

Sarà proprio il nuovo film di Danny Boyle ad aprire Venezia 83. Siamo nella Gran Bretagna del 1969: Rupert Murdoch acquista il quotidiano “The Sun” e affida al direttore Larry Lamb il compito di trasformarlo in un giornale popolare capace di battere il rivale “Daily Mirror”. Una storia di giornalismo, potere e nascita del moderno tabloid, tratta dalla pièce di James Graham e interpretata da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Per Boyle, regista di “Trainspotting”, “The Millionaire” e “28 giorni dopo”, è la prima partecipazione alla Mostra in veste di regista.

 

COMPANY, regia di Casey Affleck

Casey Affleck torna dietro la macchina da presa con un racconto che gioca su storie e periodi diversi: nell’inverno del 1975 la misteriosa Evelyn racconta una vicenda iniziata nel 1953, quando un uomo soccorre un’attrice bloccata da una tempesta di neve in Colorado e si ritrova ad ascoltare a sua volta un’altra storia di dolore, violenza e redenzione. Nel cast Nick Nolte, Ben Mendelsohn, Adelaide Clemens, Scoot McNairy ed Emily Alyn Lind. Affleck era già passato da Venezia come regista nel 2010 con il curioso “I’m Still Here”.

 

KAMI NOUR (A BIT OF LIGHT), regia di Ali Asgari

Un medico iraniano viene arrestato dalle autorità e perde la possibilità di continuare il proprio lavoro. Convinto di non avere più nulla per cui vivere, decide di suicidarsi, ma un’ultima giornata trascorsa insieme alla famiglia potrebbe cambiare le sue intenzioni. Nel cast Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh e Mina Rahimzadeh. Ali Asgari è ormai una conoscenza del Lido: soltanto lo scorso anno aveva presentato “Divine Comedy” nella sezione Orizzonti.

 

RITORNO A BUENOS AIRES, regia di Marco Bechis

Mariano Guerra, medico italiano interpretato da Adriano Giannini, torna a Buenos Aires per testimoniare contro gli ex militari responsabili del suo rapimento durante la dittatura argentina, avvenuto trentatré anni prima. Il processo riapre inevitabilmente ferite mai davvero rimarginate e soprattutto il senso di colpa di chi è sopravvissuto. Con Giannini troviamo Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss e Adrián Fondari. Marco Bechis torna in concorso diciotto anni dopo “BirdWatchers – La terra degli uomini rossi”, presentato proprio a Venezia nel 2008.

 

UN BON PETIT SOLDAT, regia di Stéphane Brizé

Carla è una dirigente brillante e molto stimata che viene nominata responsabile delle risorse umane con una missione apparentemente perfetta: migliorare il benessere dei dipendenti senza sacrificare i risultati dell’azienda. Quando però scopre un sistema manageriale molto meno rispettabile di quanto immaginasse, inizia una serie di compromessi sempre più difficili da accettare. Alba Rohrwacher e Vincent Lindon guidano il cast. Stéphane Brizé a Venezia è praticamente di casa: è già stato in concorso con “Una vita”, “Un altro mondo” e “Hors-saison”.

 


 

IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO, regia di Edoardo De Angelis

Antonio ha lasciato Napoli molti anni prima e si è costruito a Milano una vita soddisfacente, una famiglia e una carriera, mantenendo una prudente distanza dalla madre Angela. Peccato che a Natale la donna decida di arrivare e soprattutto di fermarsi: la cena della Vigilia diventa così un campo di battaglia familiare, emotivo, feroce ma anche molto divertente. Nel cast Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. Edoardo De Angelis conosce bene il Festival e nel 2023 aveva addirittura aperto la Mostra con “Comandante”, allora in concorso.

 

KVINDE UKENDT (WOMAN UNKNOWN), regia di May el-Toukhy

Siamo nella Danimarca del dopoguerra. Marie, giovane domestica, sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora, conquistando così una posizione sociale che sembrava irraggiungibile. Ma la ragazza nasconde un segreto pericoloso: durante l’occupazione nazista aveva avuto una relazione con un soldato tedesco e il passato rischia ora di tornare a bussare alla porta. Mathilde Arcel e Carsten Bjørnlund sono i protagonisti insieme a Thorbjørn Hedegaard e Marina Bouras. Per May el-Toukhy, regista dell’apprezzato “Queen of Hearts”, è il debutto alla Mostra di Venezia.

 

BUCKING FASTARD, regia di Werner Herzog

Quando dietro la macchina da presa c’è Werner Herzog possiamo aspettarci praticamente di tutto. Questa volta racconta Jean e Joan Holbrooke, due sorelle talmente unite da parlare all’unisono, condividere sogni e desideri e perfino innamorarsi dello stesso uomo. Le interpretano le sorelle Kate e Rooney Mara, affiancate da Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Herzog al Lido ha una storia lunghissima , “Il cattivo tenente” era in concorso nel 2009 , e soprattutto nel 2025 ha ricevuto proprio a Venezia il Leone d’Oro alla carriera.

 

15/18 (A PLACE TO HEAL), regia di Cédric Kahn

Lucia ha diciassette anni e viene accompagnata dalla polizia in un reparto di neuropsichiatria per adolescenti, un luogo che purtroppo conosce già. Qui ritrova Eloïse e incontra altri ragazzi alle prese con fragilità, rabbia e difficoltà troppo grandi per la loro età, mentre medici e operatori cercano di mantenere in equilibrio una struttura sottoposta a una pressione continua. Zoé Monpart, Malou Khebizi, Kenji Peyran e Patience Munchenbach sono i giovani protagonisti. Cédric Kahn era già stato alla Mostra nel 2023 con “Making Of”, presentato fuori concorso.

 

DAU, regia di Ilya Khrzhanovsky

Tre ore e quindici minuti più intervallo: diciamo subito che “Dau” sarà anche una delle prove di resistenza cinefila di questa edizione !! Il film è ispirato alla vita di un brillante fisico nato in Grecia e vissuto nell’Unione Sovietica tra il 1928 e il 1968, trascinato progressivamente dall’idealismo scientifico verso il lavoro al servizio dello Stato e alla costruzione dell’arma atomica. Nel cast Teodor Currentzis, Radmila Shchogolieva e Anatoly Vasiliev. Ilya Khrzhanovsky torna al Lido dopo oltre vent’anni: il suo primo lungometraggio “4″ era stato presentato proprio a Venezia nel 2004.

 

LOOK BACK, regia di Hirokazu Kore-eda

Kore-eda porta sul grande schermo il manga di Tatsuki Fujimoto raccontando Fujino, adolescente ambiziosa e appassionata di disegno, e Kyomoto, ragazza timida che vive quasi isolata nella propria stanza. La comune passione per i manga dà vita a un’amicizia che accompagnerà per tredici anni il loro sogno di diventare autrici. Natsuki Deguchi e Aju Makita sono le protagoniste. Il grande regista giapponese è naturalmente già passato da Venezia: vi presentò “Maborosi” nel 1995 e, più recentemente, “Il terzo omicidio” in concorso nel 2017.

 


 

GA-NEUNG-HAN SA-RANG (POSSIBLE LOVE), regia di Lee Chang-dong

Due coppie molto diverse finiscono per incrociare le proprie vite: da una parte un uomo che ha perso il lavoro e sua moglie, dall’altra un documentarista e la sua compagna. La realizzazione di un film li costringe a confrontarsi con esistenze parallele, desideri mai confessati e tutto ciò che nei rispettivi matrimoni è rimasto nascosto. Un cast coreano di primissimo livello con Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Zo In-sung e Cho Yeo-jeong. Lee Chang-dong torna in un Festival che gli porta decisamente bene: nel 2002 vinse il Leone d’Argento per la regia con “Oasis”.

 

WILD HORSE NINE, regia di Martin McDonagh

Poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, due agenti della CIA vengono spediti da Santiago all’Isola di Pasqua per quella che dovrebbe essere una missione secondaria. Naturalmente non sarà così: tra complotti, vecchi segreti e l’incontro con due studenti ribelli, la situazione prende rapidamente una piega molto più complicata. Basta leggere il cast , John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey , per aumentare l’attesa. McDonagh ha già lasciato ottimi ricordi a Venezia con “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” nel 2017 e “Gli spiriti dell’isola” nel 2022.

 

SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE, regia di Nanni Moretti

Sul nuovo film di Nanni Moretti per ora bisogna accontentarsi di pochissimo: la sinossi ufficiale si limita praticamente a una frase sull’attesa di qualcosa che, prima o poi, dovrà succedere. Il regista ha spiegato di essersi ispirato ai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo per parlare di relazioni, amori, separazioni, genitori e figli adulti. Nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Elena Lietti e lo stesso Moretti. Per lui è un ritorno alle origini: nel lontano 1981 “Sogni d’oro” fu presentato e premiato proprio alla Mostra.

 

PRIMETIME, regia di Lance Oppenheim

Nel 2006 il giornalista e conduttore televisivo Chris Hansen cerca di fare la storia della televisione americana con il controverso programma “To Catch a Predator”, nel quale potenziali predatori sessuali venivano attirati in incontri organizzati dalla produzione e poi affrontati davanti alle telecamere. Robert Pattinson interpreta Hansen, con Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers nel cast. Il documentarista Lance Oppenheim passa qui al lungometraggio di finzione e, per lui, si tratta della prima partecipazione alla Mostra.

 

THE ECHO CHAMBER, regia di Andrea Pallaoro

Leo e Anne sono legati da un rapporto nel quale diventa sempre più difficile distinguere l’amore dalla dipendenza, la cura dal controllo e la presenza dall’assenza. Nessuno dei due sembra capace né di restare davvero né di liberarsi dell’altro, mentre la voce di Ava continua misteriosamente a raggiungerli attraversando il tempo. Un trio di protagonisti niente male: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Andrea Pallaoro ha già gareggiato due volte al Lido, con “Hannah” nel 2017 e “Monica” nel 2022.

 


 

UN PEU AVANT MINUIT, regia di Nicolas Pariser

Léo ha quarantanove anni, sta per separarsi dalla compagna e scopre improvvisamente che il padre biologico che non ha mai conosciuto è morto. Prima di partire per l’Italia per occuparsi dell’eredità, trascorre alcuni giorni a Parigi tra la figlia attivista, vecchi ricordi e una inevitabile resa dei conti con le donne della propria vita. Melvil Poupaud guida il cast insieme a Chiara Mastroianni, Anaïs Demoustier e Golshifteh Farahani. Nicolas Pariser, regista di “Alice e il sindaco” e “Il profumo dell’oro verde”, è al suo debutto veneziano.

 

L’ESTRANEA, regia di Paolo Strippoli

Una donna si presenta improvvisamente a casa della figlia con una rivelazione capace di cambiare la storia della loro famiglia: molti anni prima è stato stretto un patto con una sconosciuta e adesso quel segreto è tornato per chiedere il proprio prezzo. Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi sono i protagonisti di un film che sembra ancora una volta mescolare dramma e cinema di genere. Paolo Strippoli torna subito al Lido: nel 2025 aveva presentato fuori concorso “La valle dei sorrisi”.

 

NELSON SAN, ANATA WA HITO WO KOROSHIMASHITAKA? (MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE?), regia di Shinya Tsukamoto

Il regista giapponese si ispira alla storia vera di Allen Nelson, giovane afroamericano cresciuto in povertà che a diciotto anni entra nei Marines per cercare una via d’uscita dalla propria condizione e nel 1966 viene mandato a combattere in Vietnam. Quello che immaginava come un viaggio eroico si trasforma nell’esperienza traumatica della guerra e nelle sue conseguenze. Rodney Hicks interpreta Nelson, affiancato da Geoffrey Rush, Tatyana Ali e Lily Franky. Tsukamoto è uno degli habitué della Mostra: tra i suoi numerosi passaggi veneziani ricordiamo “Fires on the Plain” nel 2014 e “Killing” nel 2018.

 

BUNKER, regia di Florian Zeller

Un architetto accetta un incarico decisamente redditizio ma anche piuttosto discutibile: progettare un bunker capace di garantire la sopravvivenza a un potentissimo miliardario della tecnologia nel caso il mondo là fuori precipiti nella catastrofe. Mentre lui pensa alla fine del mondo, sua moglie comincia invece a interrogarsi sulla fine dei loro diciassette anni di matrimonio. Florian Zeller mette insieme Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger. Il regista francese era già stato in concorso a Venezia nel 2022 con “The Son”.

 

NAZA, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor

È la sorpresa dell’ultimo momento, aggiunta al concorso il 24 agosto. Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori del documentario premio Oscar “No Other Land”, costruiscono il film attraverso conversazioni e testimonianze raccolte sui tetti di Tel Aviv, indagando il funzionamento dell’apparato militare israeliano e le accuse relative all’uccisione di civili palestinesi durante la guerra a Gaza. Non esiste quindi un cast tradizionale: sono le persone intervistate e le loro testimonianze a diventare protagoniste. Per entrambi i registi si tratta della prima partecipazione alla Mostra di Venezia.

 


 

Questi invece i programmi dei film fuori concorso e delle altre sezioni (Orizzonti, Settimana della Critica, Giornate degli Autori)

 

FUORI CONCORSO

  • Nessun dolore, regia di Gianni Amelio (Italia)
  • Makikiraan po (Let us through, dear ancestors), regia di Lav Diaz (Filippine)
  • Father Joe, regia di Barthélémy Grossmann (Francia)
  • Scherzetto, regia di Mario Martone (Italia)
  • Place to be, regia di Kornél Mundruczó (Australia)
  • No paradise if you are killed by a woman, regia di Halkawt Mustafa (Norvegia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Svezia)
  • Arrested Memory, regia di Sabu (Taipei, Giappone)
  • The Basics of Philosophy, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d’America)
  • Un bon avocat, regia di Tristan Séguéla (Francia)
  • Jupiter, regia di Alexandre Smia (Francia)
  • Dio ride, regia di Giovanni Veronesi (Italia) , film di chiusura
  • Be Brave, regia di Francesco Carrozzini (Italia)
  • What Love Builds, regia di Russell Crowe (Australia)
  • Burgundy, regia di Michael Dweck e Gregory Kershaw (Francia)
  • Musk, regia di Alex Gibney (Stati Uniti d’America)
  • The Road to Jericho, regia di Amos Gitai (Francia, Regno Unito, Israele)
  • Al mowaten Osama (Citizen Osama), regia di Ahmed Hassouna (Palestina, Francia)
  • Union Town, regia di Barbara Kopple (Stati Uniti d’America)
  • Holy Wood Dust, regia di Victor Kossakovsky (Italia, Spagna, Germania)
  • Listy (Letters from the Silenced Country), regia di Andrei Kutsila (Polonia, Germania, Lituania)
  • Biografía de Jorge Luis Borges, regia di Mariano Llinás (Argentina)
  • My Undesirable Friends: Part II , Exile, regia di Julia Loktev (Stati Uniti d’America)
  • Boatbuilders, regia di Luke Lorentzen (Stati Uniti d’America)
  • Imperium, regia di Sergei Loznitsa (Germania, Italia, Francia, Lituania)
  • Shumei: The Living Legacy of Kabuki, regia di Takashi Miike (Giappone)
  • Queer Edward II, regia di Theo Rollason (Regno Unito)
  • Oasis: Don’t Look Back in Anger, regia di Dylan Southern e Will Lovelace (Regno Unito)
  • Weichen (Dust), regia di Tsai Ming-liang (Taipei, Spagna)
  • Everest: The Other Side, regia di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin (Stati Uniti d’America, Cina, Nepal)
  • From Inside Out , The Architecture of Peter Zumthor, regia di Wim Wenders (Germania, Svizzera)
  • Juso per ferie, regia di Karen Di Porto (Italia)
  • Nino – Un film su Nino Rota, regia di Walter Fasano (Italia)
  • The Pervert’s Guide to Utopias, regia di Sophie Fiennes (Irlanda, Regno Unito, Slovenia, Paesi Bassi, Norvegia)
  • Joie de vivre. Appunti, pensieri, parole, riflessioni, volti, visioni su Bernardo Bertolucci e la cinefilia del 20° secolo che non esiste più, regia di Luca Guadagnino (Italia)
  • Twist & Shoot Mister Suzuki, regia di Yves Montmayeur (Francia)
  • Intermission, regia di Yonfan (Hong Kong)
  • Flesh Impact, regia di Maggie Gyllenhaal (Stati Uniti d’America) , cortometraggio
  • Halayon (Wild Asparagus), regia di Avi Mograbi (Portogallo, Francia) , cortometraggio
  • They’re Here, regia di Laura Poitras e Rachel Lauren Mueller (Stati Uniti d’America) , cortometraggio
  • Peccato, regia di Valerio Vestoso (Italia) , serie TV

 

ORIZZONTI

  • Yak mai (The Burning Giants), regia di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Singapore, Paesi Bassi)
  • Cudze rzeczy (What Belongs to Others), regia di Grzegorz Debowski (Polonia)
  • Una storia, regia di Anna Foglietta (Italia)
  • La città dei vivi, regia di Edoardo Gabbriellini (Italia)
  • Moragheb (Falling House), regia di Mohsen Gharaei (Iran, Stati Uniti d’America, Germania)
  • Too Much Sugar, regia di Robert Greene (Stati Uniti d’America)
  • The Difficult Bride, regia di Rubaiyat Hossain (Francia, Bangladesh, Portogallo, Norvegia, Germania)
  • La maison du vent, regia di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
  • I figli della scimmia, regia di Tommaso Landucci (Italia)
  • Mia mera sti zoi tis tzo: kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra), regia di Jacqueline Lentzou (Grecia, Germania, Francia)
  • Oase (Oasis), regia di Jannis Lenz (Germania, Austria)
  • Do kraja dana (Until the Day Ends), regia di Jelena Maksimovic (Serbia, Bulgaria, Slovenia, Montenegro, Croazia, Germania)
  • La ragazza con la Leica, regia di Alina Marazzi (Italia, Germania)
  • La Moula, regia di Jérôme Pierrat (Francia)
  • Lovers in the Blue Night, regia di Anuparna Roy (India, Stati Uniti d’America)
  • Un détour par Diane, regia di Ann Sirot e Raphaël Balboni (Belgio, Francia)
  • The Color of the Sun, regia di Xavier Tera (Canada, Italia, Giappone)
  • Eklipse, regia di Manuel Wetscher (Austria, Italia)
  • Huangyan shenghuo (Big Little Things), regia di Michelle Zhou (Hong Kong, Stati Uniti d’America)

 

VENEZIA SPOTLIGHT

  • Hiwar ma’ albahr (Conversation With The Sea), regia di Muayad Alayan (Palestina, Paesi Bassi, Arabia Saudita, Qatar)
  • Hombre al agua, regia di Gael García Bernal (Messico)
  • Serpenti, regia di Roberto De Paolis Maino (Italia)
  • Furies, regia di Rami Kodeih (Libano, Brasile)
  • Guria, regia di Levan Koguashvili (Georgia, Svizzera, Lussemburgo, Bulgaria, Turchia, Norvegia, Arabia Saudita)
  • Földszint (Ground Floor), regia di Gábor Reisz (Ungheria, Italia)
  • Eu contez (I Matter), regia di Alina Serban (Romania, Germania, Belgio)
  • Sumo: Spirit Weighs Nothing, regia di Erik Shirai (Giappone, Stati Uniti d’America, Danimarca, Regno Unito)

 


 

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

  • The End of Times (El fin de los tiempos), regia di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas (Colombia)
  • The H@llow Man, regia di Kamel Laaridhi (Tunisia)
  • London, regia di Victor Di Marco e Márcio Picoli (Brasile)
  • Meteorite (Meteorito), regia di Sebastián Múnera (Colombia)
  • Our Share of Sand, regia di Shalini Adnani (India, Regno Unito, Grecia)
  • Prima della guerra (Before the War), regia di Tommaso Usberti (Francia, Italia)
  • Zoom In, Zoom Out (Fa xian zhi lü), regia di Dong Jie (Cina)
  • Il Grande Giaffa (Giaffa the Great), regia di Marco Santi (Italia) , film d’apertura
  • Rider, regia di Roan Johnson e Davide Pavanello (Italia) , film di chiusura
  • Il desiderio di essere inutile , Hugo a Venezia (Hugo in Venice , A Yearning to Be of No Use), regia di Stefano Knuchel (Svizzera) , proiezione speciale fuori concorso

 

GIORNATE DEGLI AUTORI

  • A veces me entra tristeza, otras veces rebelión, regia di María Aparicio
  • Agata the Writer, regia di Kuba Dorabialski
  • Balcanica, regia di Nicola Sorcinelli
  • Camouflage, regia di Mykyta Gibalenko
  • Dear Ajayi, regia di Damilola Orimogunje
  • I Plant My Hand in the Garden, regia di Boris Hadžija e Hoda Taheri
  • Les Indes, regia di Pauline Julier e Nicolas Chapoulier
  • My Notes on Mars, regia di Lili Horvát , film d’apertura
  • Salón de belleza, regia di Nathalia Acevedo
  • Une femme aujourd’hui, regia di Robert Guédiguian
  • Peau d’homme, regia di Léa Domenach , film di chiusura fuori concorso
  • Al Baraneya, regia di Ashgan El-Hamus
  • Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo, regia di Francesca Archibugi
  • El fantasma, regia di Ignacio Masllorens e David Lamelas
  • Il massacro, regia di Cosimo Messeri
  • Se venisse anche l’inferno, regia di Samuele Rossi

 

VENEZIA CLASSICI

  • English, August, regia di Dev Benegal (India, 1994)
  • Col cuore in gola, regia di Tinto Brass (Italia, 1967)
  • La ilusión viaja en tranvía, regia di Luis Buñuel (Messico, 1954)
  • Minnie and Moskowitz, regia di John Cassavetes (Stati Uniti d’America, 1971)
  • Lo zio di Brooklyn, regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1995)
  • The Wild Angels (I selvaggi), regia di Roger Corman (Stati Uniti d’America, 1966)
  • Los de la mesa 10, regia di Simón Feldman (Argentina, 1960)
  • Udju azul di Yonta (Gli occhi azzurri di Yonta), regia di Flora Gomes (Guinea-Bissau, Portogallo, Francia, Regno Unito, 1992)
  • Woo Yuet dik goo si (The Story of Woo Viet), regia di Ann Hui (Hong Kong, 1981)
  • Valerie a týden divu (Fantasie di una tredicenne), regia di Jaromil Jireš (Repubblica Ceca, 1970)
  • Abschied von gestern (La ragazza senza storia), regia di Alexander Kluge (Germania, 1966)
  • To Be or Not to Be (Vogliamo vivere!), regia di Ernst Lubitsch (Stati Uniti d’America, 1942)
  • Minjing gushi (Poliziotto di quartiere), regia di Ning Ying (Cina, 1995)
  • Cul-de-sac, regia di Roman Polanski (Regno Unito, 1966)
  • Viaggio in Italia, regia di Roberto Rossellini (Italia, Francia, 1953)
  • Brutti, sporchi e cattivi, regia di Ettore Scola (Italia, 1976)
  • Gyoei no mure (The Catch), regia di Shinji Somai (Giappone, 1983)
  • La lunga notte del ’43, regia di Florestano Vancini (Italia, 1960)
  • Popiól i diament (Cenere e diamanti), regia di Andrzej Wajda (Polonia, 1958)

 

Siete pronti anche voi per una grande settimana (quasi due) di cinema ?

 


 

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