Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura alla Berlinale, diretto dal folle genio di Radu Jude (“Bad Luck Banging or Loony Porn“, “Do Not Expect Too Much From the End of the World“) esce in sala “Kontinental ’25″.
Un’opera più composta rispetto ai suoi film precedenti, ma non per questo meno sorprendente, che omaggia Rossellini e affronta con sapiente ironia e dialoghi affilati temi come la crisi abitativa, l’economia post-socialista e i nazionalismi europei.
Dovrebbe essere un normale giorno di lavoro per Orsoloya, ufficiale addetta agli sfratti. Ma, quando caccia un senzatetto da un seminterrato in cui si era rifugiato, accade l’irreparabile: l’uomo si toglie la vita. Sopraffatta dal senso di colpa, Orsoloya si imbarca in una serie di incontri e situazioni sempre più assurdi per cercare goffamente di trovare una qualche forma di redenzione.
Tra gli attori Gabriel Spahiu, Eszter Tompa e Adonis Tanta.
Sentiamo le belle parole del regista rumeno da una recente intervista:
Kontinental ’25 è un progetto molto vecchio, a cui ho iniziato a pensare circa 15 anni fa, nel 2011.
Avevo letto di questa storia realmente accaduta e volevo raccontarla, ma poi avevo messo da parte il progetto perché non riuscivo a dargli la forma che volevo. Ma poi per caso ho scoperto la città di Cluj, che mi ha colpito molto perché è passata da essere un villaggio a una cittadina di circa settantamila abitanti.
Quanto mi ha attirato è stata la mancanza di giustizia sociale, e in un certo senso è diventata il microcosmo perfetto per rappresentare una situazione molto più generale che riguarda tutta la Romania.
Prima tutti i problemi del nostro Paese venivano imputati al fatto di non avere abbracciato il capitalismo, ma negli ultimi decenni siamo diventati un Paese sempre più capitalista e i problemi non sono spariti, anzi se ne sono creati di nuovi e ancora più gravi.
Le disuguaglianze sono aumentate, la giustizia ha un potere sempre minore, i servizi sociali sono sempre più distrutti. Crescendo con tutte queste cose ho iniziato a immaginare di farci sopra un film, ma è stato un processo molto lungo.
Il cinema classico italiano è una parte della storia del cinema che amo molto e che mi ha sempre ispirato, molti dei vostri registi sono miei eroi personali.
Quando faticavo a trovare la forma per Kontinental ‘25, ho riguardato molti titoli italiani tra cui Europa ’51 di Roberto Rossellini. Anche se la storia e la prospettiva sono diverse, ho trovato in quel film qualcosa che rispecchiava le idee che avevo in testa. Possiamo dire che il mio film sia un po’ anti-rosselliniano, perché Rossellini era un umanista, c’é sempre una speranza di fondo. Data la situazione politica e sociale attuale in Romania, è difficile avere quello stesso atteggiamento.
Per questo forse posso definirmi meno umanista di Rossellini, non lo so. Però nel titolo, Kontinental ’25, ho voluto fare un omaggio proprio a Rossellini.
Finale come sempre con il trailer ufficiale !
