Arrendersi alla disperazione non è un’opzione

Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale al 74esimo Festival di Berlino dove ha vinto il premio per il Miglior Documentario e il Premio del Pubblico nella sezione Panorama, il documentario “No Other Land” esce finalmente nei cinema italiani distribuito da Wanted Cinema.

 

Realizzato da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani – Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor – il potente film israelo-palestinese racconta, giorno dopo giorno e violenza dopo violenza, la distruzione della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano.
Una barbarie a cui Basel assiste sin dall’infanzia e che a un certo punto inizia a documentare con la videocamera, mentre assiste alla progressiva cancellazione di Masafer Yatta che avviene ogni volta che i carri armati e le ruspe mandate da Israele fanno incursione nel villaggio e i soldati distruggono le case delle famiglie e le strutture sociali ritenute abusive.
Ciò a cui il giovane Basel sta assistendo è il più grande atto singolo di sfollamento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata dalle truppe israeliane. Sullo sfondo delle macerie, nasce l’amicizia tra l’attivista palestinese Basel e il giornalista israeliano Yuval, che si unisce alla lotta e collabora alla documentazione di ciò che sta avvenendo.

 

 

Vi riportiamo qualche interessante e doloroso estratto da una recente intervista ai due registi palestinesi:
 
Sento il dovere di restare nella mia terra e non andarmene. E di continuare a fare quello che ho sempre fatto: documentare gli abusi continui per cancellarci da questa terra. A volte è difficile trovare motivazione o speranza, ma arrendersi non è un’opzione.
 
In passato rifiutavo di pensare che le occupazioni fossero normali. E volevo che tutti sapessero. Filmavo e pubblicavo sui miei profili social. Poi Yuval si è interessato alla situazione e ci siamo incontrati. Così, cinque anni fa, con lui, Rachel e Hamdan, è nato il progetto di “No Other Land”.
Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di arrivare a Hollywood, è stato uno choc. Non ci ho creduto fino a quando non mi sono trovato sul “red carpet”. Purtroppo il successo internazionale non ha cambiato la realtà in Palestina. A Masafer Yatta le cose vanno sempre peggio.
 
Se prima del 7 ottobre c’era anche un mese senza un sopruso, ora riceviamo almeno una segnalazione al giorno.
Mi hanno messo in prigione 25, 26 volte. Ci stavo per una settimana, un mese o sei mesi, dipende. Ma non ho cambiato idea: “sumud”. La resistenza nonviolenta richiede pazienza.

 

Spazio al trailer ufficiale !!

 



 

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