Il prezzo del consenso

Presentato alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025 e successivamente premiato alla Seminci di Valladolid per il montaggio di Nili Feller, “Yes” è il nuovo e furibondo film di Nadav Lapid, regista israeliano già vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino con “Synonyms” e del Premio della Giuria a Cannes con “Ahed’s Knee“.
 
Una satira politica, musicale e grottesca nata all’indomani del 7 ottobre, nella quale Lapid mette al centro soprattutto una domanda: che cosa succede a un artista quando, per continuare a vivere comodamente, decide semplicemente di dire sì?

 

Israele, dopo il 7 ottobre 2023. Y. è un musicista jazz in difficoltà economiche e sua moglie Yasmin una ballerina. Hanno un figlio piccolo e per mantenere la famiglia accettano praticamente qualsiasi lavoro, esibendosi nelle feste dell’élite economica, culturale e politica del Paese e mettendo a disposizione non soltanto la propria arte, ma progressivamente anche il proprio corpo e la propria dignità.
Poi a Y. viene offerto l’incarico più importante: comporre la musica per un nuovo inno nazionale, aggressivo e patriottico. Dire sì significa denaro e successo, ma anche diventare parte di quella stessa macchina politica dalla quale avrebbe voluto sentirsi distante.

 

Ariel Bronz interpreta Y., mentre Efrat Dor è sua moglie Yasmin. Naama Preis veste i panni di Leah, una donna legata al passato del protagonista, e Aleksey Serebryakov è il ricchissimo uomo d’affari che gravita intorno alla coppia.
Nel cast troviamo anche Sharon Alexander, Pablo Pillaud-Vivien e Idit Teperson.
 
Lapid costruisce intorno ai suoi protagonisti un universo volutamente eccessivo, fatto di feste, musica, corpi, denaro e improvvise esplosioni di rabbia, nel quale la commedia e il musical possono trasformarsi da un momento all’altro in qualcosa di profondamente inquietante.
 
“Yes” purtroppo sarà nelle sale italiane solo il 14, 15 e 16 settembre con Wanted.


 

Ecco le parole del regista israeliano da una recente intervista a FRED Film Radio.
 
Il film è tante cose tutte insieme. C’è qualcosa di molto particolare in un film che, da una parte, sembra strettamente legato alle notizie di ogni giorno e, dall’altra, sembra una leggenda o un musical. Credo che proprio questa combinazione, il fatto che il film, in modo terribile, stia accadendo proprio adesso, ma che allo stesso tempo si spinga molto lontano sul piano formale, generi reazioni molto forti.
È un film che ti obbliga a prendere posizione non soltanto su Israele e Gaza, ma, in un certo senso, anche sul cinema
 
Vivo a Parigi, ma quando accade qualcosa come gli attacchi del 7 ottobre, improvvisamente provi una strana tenerezza per il tuo Paese, sentimenti che non provavi da molto tempo; e allo stesso tempo sai che quel Paese sta per commettere il peggio.
Come si possono conciliare queste due sensazioni? Naturalmente si può cercare di razionalizzarle, ma credo che il film non tenti di farlo. In un certo senso è tutto contemporaneamente, perché soltanto questo, tutto insieme, può riuscire a trasmettere ciò che sta accadendo. È quasi come dire: se non capisci Tel Aviv, non puoi capire Gaza, e forse vale anche il contrario.
 
C’è una condizione permanente nella mia vita: sento sempre di dover capire quello che sta accadendo in Israele. Così, dopo gli attacchi, sono andato lì per ascoltare le persone. E la cosa folle è che, viene detto anche nel film, era come se, e naturalmente lì ci sono persone straordinarie, quasi tutti fossero ormai al servizio della guerra: i registi dirigevano per la guerra, i montatori montavano per la guerra, gli operatori giravano per la guerra e i musicisti componevano o cantavano per i soldati.
Persino artisti molto d’avanguardia, che prima non si erano mai interessati a queste cose, improvvisamente mi raccontavano, con le lacrime agli occhi, di come cantassero canzoni popolari ai soldati. Tutti amano i soldati, e i soldati amano tutti. Così, proprio come nel film, è un amore consacrato dal sangue, un amore che costerà moltissimo sangue.

 

Un colpo al cuore.. questo è davver il trailer ufficiale di questo film distribuito nelle sale italiane da Wanted Cinema.

 


 

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