Lo stretto legame tra ispirazione e vita

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes (dove purtroppo non ha vinto nessun premio), “Amarga Navidad” è il nuovo grande film di Petro Almodovar che torna a dirigere in spagnolo dopo la fortunata pausa in lingua inglese con “La stanza accanto“.
 
Un film che racconta lo stretto legame tra realtà e finzione, tra ispirazione e vita, e apre una riflessione sui limiti dell’autofinzione.

 

Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent’anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film “di culto” (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.

 

Nel cast Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Vicky Luengo e Patrick Criado.


 

Sentiamo le parole del regista spagnolo nella conferenza stampa al Festival di Cannes:
 
“Chi racconta la storia è egocentrico, gli viene un’idea innescata da una persona, ma non chiede il permesso a quella persona, non la prende nemmeno in considerazione. Pensa solo alla sua idea, che lo aiuterà concretamente a scrivere. Io, una volta che ho terminato, cerco di assicurarmi che la mia idea non abbia fatto del male a nessuno, ma a lui non interessa. Chi crea una situazione del genere è per sua natura egocentrico, egoista, ed è molto pericoloso per gli altri intorno a sé, c’è un dibattito morale non ancora del tutto chiarito sulla sensibilità etica di un creatore.
 
I film non sono formule, sono misteriosi. L’arte di creare è misteriosa, e ugualmente lo è la relazione tra creazione e vita, sono due facce, due aspetti, della stessa cosa.
 
C’è un misto di senso di colpa e di responsabilità etica. Quando traggo inspirazione da qualcuno che conosco uso molta finzione, chiarisco che è finzione, cosi la persona reale non si sente inserita nel film nella sua interezza. L’idea di Amarga Navidad è quella di trarre ispirazione da alcuni dettagli delle persone e dell’ambiente che mi circonda e poi unirli con elementi di finzione. Ma in realtà c’è una responsabilità in tutto questo, la creazione narrativa è qualcosa di estremamente potente. Quando mi sento travolto dall’ispirazione e da questa ondata di creatività mi è impossibile dire che non seguirò quel percorso, anche se non so dove mi porterà.”

 

Ecco il consueto affascinante trailer del regista spagnolo !!

 


 

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