Francesca Archibugi mancava alla regia dal 2022 quando realizzò una brutta trasposizione di “Il colibrì“.
Ora la ritroviamo in un genere nuovo con “Illusione”, la sua nuova fatica.
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina. Indossa un completo d’alta moda ed è bellissima. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni.
La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso.
L’indagine è più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite e copre la verità dei fatti. Dietro la maschera di un’incessante gioiosità emerge un profilo psicologico molto disturbato. Come è arrivata a Perugia questa lolita che non sembra una normale prostituta e che si comporta come una bambina?
Per la sostituta procuratrice Rosa diventerà la chiave per un’indagine internazionale su scenari inquietanti. Per lo psicologo sarà un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar.
Bel cast davvero con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi e con Filippo Timi.
Spazio a qualche estratto dall’intervista alla regista romana su questa pellicola fatta alla Festa del cinema di Roma.
“L’idea mi è venuta da un trafiletto sul Corriere dell’Umbria in cui si parlava di una ragazza trovata in un fosso, creduta morta e poi, invece, scoperta viva, molto probabilmente legata alla tratta delle bianche, perché, purtroppo, Perugia è un centro di smistamento di molti traffici. Questo germe è stato lì, a crescere per anni, in modo del tutto inconsapevole, ogni tanto ripensavo a quella ragazzina nel fosso, a chi era e a che cosa poteva esserle accaduto. Ogni tanto guardavo su Internet, per capire se ci fossero stati sviluppi dell’indagine, ma niente. Evidentemente quel ritrovamento non era considerato importante.
Ho avuto voglia istintivamente di uscire un po’ dalle case, di entrare nel logos pubblico, forse perché la situazione esterna è talmente forte e per certi aspetti inedita…Non volevo fare un film sociologico, piuttosto scoprire una persona, quella biondina abbandonata su una strada, capire chi era, cosa aveva fatto, qual era stato il suo percorso all’interno di quel mondo. Gli altri personaggi sono venuti fuori insieme a lei.
Le mie amiche femministe mi hanno detto che è tutta una questione politica, e io mi sono cosparsa il capo di cenere. Facciamo film sulla vita, sull’umanità, sperando di raccontare qualcosa dell’esistenza, magari smuovere questioni gigantesche come i rapporti tra i sessi. Credo che il problema dei femminicidi non sia peggiorato, è solo che adesso se ne ha più coscienza e che, per tutte noi, sia diventato più insopportabile. Se ne parla di più, delle violenze che sfociano nel femminicidio, ma anche di tutti gli altri tipi di violenze che non arrivano a quel punto, ma che noi, come donne, siamo costrette a subire, nella nostra vita quotidiana, in tutti i lavori che facciamo.
Concludiamo con il trailer ufficiale !
