Scene da un dramma familiare

Candidato a 8 Golden Globes e vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria all’ultimo festival di Cannes, accolto da una delle standing ovation più lunghe nella storia del festival, “Sentimental Value” segna il ritorno del talentuoso regista de “La Persona Peggiore del Mondo“, Joachim Trier.
 
Un’opera attesissima, già tra le principali favorite nella corsa agli Oscar.

 

Nora è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia.
Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia.
Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
È il tentativo di un padre di riconnettersi con una figlia con la quale la comunicazione è sempre stata difficile, sia per le assenze di lui che per il rancore di lei che si è sentita abbandonata.
Ma quando Nora rifiuta la chiamata paterna, Gustav affida il ruolo ad una giovane attrice americana in cerca del suo primo film drammatico d’autore, con conseguenze imprevedibili.

 

Con Renate Reinsve (premiata meritatamente nel 2021 a Cannes nel precedente film di Trier), Elle Fanning, Stellan Skarsgård e Cory Michael Smith.


 

Che ne dite di sentire le parole del regista di Copenaghen su questo suo già fortunato film ?
 
Eskil Vogt ed io scriviamo sempre partendo “da noi stessi”, e queste complesse questioni familiari sono cose con cui la maggior parte di noi può identificarsi. Piuttosto che essere personali, in realtà abbiamo iniziato con due sorelle, l’obiettivo è quello di stabilire un tono che suoni vero con uno scenario che conosco bene.
Questa famiglia in particolare non è in un buon momento all’inizio, ci sono questioni irrisolte tra il padre egocentrico e assente e la figlia risentita.
Ma i due evolvono con l’avanzare del film. Quando ci si lascia alla fine, ci sono ancora delle asperità, ma anche un’apertura. Credo in quell’apertura, o almeno voglio che sia un elemento abbastanza veritiero che gli spettatori possano portare con sé.
 
Per le ispirazioni da Ingmar Bergman posso dire che c’è una scena in cui Renate Reinsve ed Elle Fanning sono sedute in teatro, vestite di bianco, circondate da tende rosse. Improvvisamente, abbiamo pensato: “Oddio, sembra uscito da Sussurri e grida”, il che era tutt’altro che pianificato.
Non proverei mai a emulare Bergman; semplicemente non è la cosa giusta da fare. Ma lui è lì, ovviamente, come una stella polare scandinava e archetipo generale per qualsiasi amante del cinema. Quanto al fatto che il personaggio di Renate si chiami Nora, è più che altro perché metà delle figlie della classe media intellettuale norvegese si chiamano proprio Nora. Ne conosco parecchie anch’io.
 
Vengo da un’epoca radicale e sicuramente ho avuto un lato radicale in me. Oggi ho 50 anni e due figli piccoli, e il mondo è in subbuglio. Credo che siamo pronti per la tenerezza e la riconciliazione. Non senza un po’ di forza, però.
La musica che abbiamo scelto per la colonna sonora è principalmente soul, con artisti come Terry Callier e Pieces of a Man di Gil Scott-Heron. Quando ascolti quel pezzo, sei cullato dai suoni, ma sotto sotto c’è qualcosa di molto sostanziale e politico che viene espresso. È un po’ il mio punto di partenza.

 

Spazio all’emozionante trailer ufficiale !

 


 

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