Se Benny era allo scorso Festival di Venezia con il molto apprezzato “The Smashing Machine“, anche Josh, l’altra metà della coppia dei fratelli registi Safdie, non è stato certo a riposarsi e ha diretto “Marty supreme”, uno dei film più apprezzati di questo periodo dal grande cast e che ha dato al suo attore principale, la ormai superstar Timothée Chalamet, il Golden Globe come miglior attore protagonista.
Frenetico e travolgente, “Marty Supreme” è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina, ironia e tensione emotiva.
New York. Anni Cinquanta. Marty Mauser si mantiene vendendo scarpe ma ha una passione divorante, il ping-pong, una debolezza, le scommesse e una smisurata ambizione: diventare il miglior giocatore di tennis da tavolo in circolazione.
Non si cura del disprezzo generale, il ragazzo è sicuro di affermarsi. Nella sua rocambolesca altalena di truffe, squalifiche e trionfi, incontrerà Carlon e Rachel, due donne brillanti che segneranno indelebilmente il suo destino.
Il suo desiderio di gloria, tuttavia, lo condurrà all’inferno, perdendo soldi, amore e notorietà.
Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario.
Nel cast anche Gwyneth Paltrow, Odessa A’ Zion, Abel Ferrara e Tyler Okonma.
Sentiamo le parole dell’attore di New York ormai entrato a pieno merito nelle super star di Hollywood:
Marty ha un sogno enorme. E quando nella vita hai un grande sogno e da giovane non hai davvero nessuno che ti sostenga, il tuo miglior sostenitore sei tu.
Questo comporta tutte le qualità positive della fiducia in se stessi e anche quelle negative che sconfinano nell’egoismo.
La parola “no” non fa parte del suo vocabolario. Non scende a compromessi con nessuno, nemmeno con se stesso
Una parte significativa di quello che ero tra la tarda adolescenza e i primi vent’anni, nella misura in cui ero profondamente motivato a intraprendere una carriera da attore è in comune con il personaggio.
Questa storia rappresenta il fatto che si può inseguire un sogno unico, che non deve per forza essere egoistico ma può essere condiviso: può essere diventare il più grande giocatore di ping-pong del mondo. Ma alla fine, se ti siedi e ti lasci andare, il viaggio ne vale la pena.
Nella vita reale i miei genitori e le persone a me care volevano che avessi un piano B, C e D… a 29 anni posso guardarmi indietro e dire: “In realtà era un ottimo consiglio”.
Ma in quel momento sentivo davvero che, se non avessi concentrato tutte le mie energie su un piano A, sarei finito a fare qualcosa che non volevo fare nella vita.
Spero che questo film, so che può sembrare banale, possa fare da motore non solo per i giovani, ma per tutti, e che faccia capire che va bene sognare in grande.
E ora spazio al trailer ufficiale !!
