Aïcha ovvero il simulacro della morte per vivere

Dopo essere stato presentato all’81esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia in Concorso nella sezione Orizzonti, “Una sconosciuta a Tunisi” (titolo originale “Aïcha”) arriva nelle sale italiane con la direzione registica del regista tunisino Mehdi M. Barsaui, di cui ricordiamo l’ottimo “Un figlio” con cui ha esordito alla regia nel 2019.

 

Aya ha quasi trent’anni e vive una vita senza sogni in una cittadina nel sud della Tunisia. Quando il minivan che la porta ogni giorno a lavoro rimane coinvolto in un incidente di cui lei è la sola sopravvissuta, le si presenta l’occasione unica di sparire e iniziare da capo.
E così si trasferisce a Tunisi con un nuovo nome, sconosciuta in una città tutta da scoprire. Ma la ritrovata libertà è messa a repentaglio quando la ragazza è testimone di un abuso della polizia ed è chiamata a mettere in gioco il suo futuro e la sua stessa identità.

 

Nel cast Fatma Sfar, Nidhal Saadi, Yasmine Dimassi e Hela Ayed.


 

Sentiamo le parole del regista dal pressbook del film:
 
Nel 2019, una notizia ha scosso l’opinione pubblica in Tunisia. Una giovane donna miracolosamente sopravvissuta a un incidente d’autobus decise di fingersi
morta per mettere alla prova l’amore dei genitori. Decidere di abbandonare tutto, da un giorno all’altro, senza premeditazione, nascondersi, lasciarsi alle spalle la famiglia, il passato, le ferite… L’ho trovato affascinante, eroico e profondamente triste allo stesso tempo…
Come si fa a diventare così disperati? Come si può, in un paese che santifica l’autorità genitoriale, dove si deve obbedire anima e corpo ai propri genitori, infliggere loro una tale sofferenza? E soprattutto, perché?
 
È stato cercando di rispondere a queste domande che mi è venuta l’idea del film. La giovane donna in questione ha resistito solo 3 giorni
al suo segreto nella vita reale, ma la storia è rimasta con me, perseguitandomi fino al giorno in cui ho scoperto che sarei diventato padre di una bambina. Allora mi si è accesa una lampadina. La genitorialità ti proietta inesorabilmente nel futuro, spingendoti a gettare le basi dei principi e dei valori che vuoi trasmettere ai tuoi figli. Ho anche iniziato subito a interrogarmi sull’ambiente in cui avrei accolto mia figlia perché, dietro la bella immagine
della Tunisia come uno dei paesi più moderni e liberi del mondo arabo, si nasconde un lato complesso, pieno di paradossi e contraddizioni, dove la maggior parte della popolazione si limita a sopravvivere invece di vivere.
 
Il simulacro della morte per vivere anziché sopravvivere ha ispirato il titolo del film: Aïcha, che in arabo letterale significa vivo. Questa è stata la base del film.

 

Che ne dite di vedere il trailer ufficiale di questo bel film ?

 


 

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