La vita di Carmen e Lola

Ultimamente sono davvero pochi i film spagnoli che arrivano nelle sale italiane: a parte ovviamente Pedro Almodovar, gli altri film di successo sul mercato iberico faticano a trovare spazio nella programmazione italiana.
 
Per questo siamo contenti che “Carmen y Lola” (dirige Arantxa Echevarria) possa essere proiettato a Milano visto che ve ne avevamo parlato di recente nel nostro articolo sui Premi Goya dove aveva vinto i premi di “Migliore attrice non protagonista” e “Miglior regista esordiente”.

 

Lola è una gitana che vive nella periferia di Madrid, ha un sogno: diventare un’insegnante e fuggire via da quella che considera una prigione. Lola è diversa, non vuole sposarsi, non vuole essere la donna che bada alla casa e ai figli, le piace conoscere, studiare e spera di emanciparsi da quella vita.
Carmen invece sta per fidanzarsi, gitana anche lei, non ha molte aspettative dal suo futuro finché l’incontro con Lola non le cambierà per sempre la vita.

 

Nel cast Moreno Borja, Carolina Yuste, Rosie Rodriguez e Zaira Romero.


 

Sentiamo le parole della regista Arantxa Echevarria su questo suo film:
 
“Come regista, credo sia fondamentale riuscire a fondere gli stilemi classici con le attitudini moderne.
Mi è venuto naturale seguire l’esempio dei fratelli Dardenne, in film come Rosetta o Il figlio, cercando appunto di ritrarre la realtà senza manipolarla. Un’altra grande ispirazione è venuta dal coraggio narrativo di Jacques Audiard, un titolo su tutti: Dheepan.
La cosa più importante per me era mantenere il giusto distacco che mi consentisse di raccontare la cultura gitana senza nessun giudizio intrinseco. Alla fine non si arriva ad una reale condanna di nessun personaggio, l’atteggiamento è sempre stato di grande rispetto da parte mia.
Il distacco, però, mi ha aiutato anche nella costruzione narrativa della storia, consentendomi di creare la giusta intensità drammatica attraverso dei semplici gesti, di restituire il profondo senso di esclusione tramite dei semplici oggetti.
Nonostante tutto, però, pur non volendo dare alcun giudizio, a un certo punto una presa di posizione diventa necessaria, inevitabile. Non si può rimanere neutrali fino in fondo. La stessa scelta di raccontare la storia dal punto di vista di Carmen implica per forza prendere una posizione.
 
Come donna, ho una visione del mondo diversa. Sono una regista e una donna, non necessariamente in quest’ordine, e questo mi segna.
Diciamo che ho sentito l’esigenza di raccontare questa storia perché ho avvertito dentro di me l’obbligo morale di dar voce a chi non ne ha. Il cinema è diventato una sorta di altoparlante, uno strumento per rappresentare qualcosa che credo sia giusto conoscere e far conoscere.”

 

E se siete curiosi ecco il trailer ufficiale !!

 


 

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