La famiglia e i suoi malesseri esistenziali

Presentato come Evento speciale alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes, e vincitore del Premio del Pubblico e del Premio Cipputi all’ultimo Torino Film Festival, arriva nelle sale milanesi “Le nostre battaglie” (“Nos batailles”) il nuovo film di Guillaume Senez (“Keeper” nel 2015).

 

Olivier lavora in fabbrica e sta considerando la possibilità di entrare nel sindacato. Ma il lavoro assorbe la maggior parte del suo tempo, e sulle spalle della moglie Laura ricade la responsabilità della vita familiare: portare a scuola i bambini, preparargli la cena, aiutarli con i compiti, metterli a dormire.
Anche questo è un lavoro faticoso. Troppo faticoso forse per Laura, che lotta in segreto contro l’inizio di una depressione. La soluzione, per la donna, è una sola: scappare. Costretto a fare i conti con un quotidiano complicato dall’assenza di Laura, Olivier deve ristabilire priorità e necessità, lottando contro la rabbia nei confronti della madre dei suoi figli.

 

Nel cast i bravi Romain Duris e Laetitia Dosch con Laure Calamy, Lucie Debay e Dominique Valadié.


 

Spazio adesso alla recensione di Maurizio Nicolai che era presente all’anteprima stampa milanese:
 
“Olivier, caposquadra e sindacalista in una azienda 2.0 ha moglie e due figli.
Un giorno la moglie Laura se ne va senza alcuna spiegazione, forse un malessere esistenziale l’ha portata ad allontanarsi dalla famiglia.
Olivier e i piccoli Elliot e Rose sorpresi, increduli, disperati, dovranno adattarsi alla mancanza “pratica” della mamma (perno della vita familiare) e accettarne l’assenza (affascinante il fratellino maggiore Elliot che offre alla piccola Rose una maglia per “sentire l’odore della mamma”).
Il tentativo di Olivier di trovare Laura nella cittadina da cui ha mandato una cartolina non riesce e per la delusione non ne parla con nessuno.
Così i piccoli scappano di casa per cercare la mamma.
Panico per tutti fino al ritrovamento dei bambini su un treno: Olivier padre si dimostra affettuoso e intelligente.
Ma anche Olivier operaio caposquadra è un uomo serio: quando l’azienda gli offre una carriera nelle risorse umane rifiuta quasi scandalizzato e accetta (dopo una “democratica” votazione in famiglia) un incarico del sindacato nella lontana Tolosa.
Il trasloco è il momento in cui Rose, Elliot e Olivier accettano la decisione di libertà di Laura lasciandole però bella porta aperta.
Un film onestamente impegnato, dai ritmi vaghi, una solida interpretazione e tante problematiche sospese.”

 

E se vi abbiamo incuriosito ecco il trailer ufficiale !!

 


 

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