Alla disperata ricerca di rispetto e riconoscimento

Tutti i critici (e vedrete anche nella nostra recensione) sono concordi nel dire che si tratta di una delle migliori interpretazioni di Richard Gere e noi ne siamo davvero molto contenti !!

 

L’incredibile vita di Norman” arriva grazie a Lucky Red dal 28 settembre al cinema, diretto dal regista israeliano Joseph Cedar (“Beaufort” nel 2007, “Hearat Shulayim” nel 2011)

 

Se chiedi a Norman Opphennaimer quale sia il suo mestiere la risposta sarà “se le serve qualcosa io gliela trovo!”. Con una delle migliori interpretazioni di sempre, Richard Gere è Norman, un navigato affarista di New York alla disperata ricerca di attenzioni e amicizie che possano cambiargli la vita.
La sua è una corsa continua a soddisfare i bisogni degli altri con la speranza di trovare un giorno rispetto e riconoscimento da sempre desiderati.
Quando viene eletto Primo Ministro un uomo a cui anni prima Norman aveva fatto un favore, quel giorno che tanto aveva desiderato sembra finalmente arrivato. Ma sarà davvero come lo aveva immaginato?
L’incredibile vita di Norman è una commedia intelligente e profonda sull’importanza delle relazioni e sul bisogno di contare col quale prima o poi tutti nella vita facciamo i conti.

 

Il cast del film è completato da Josh Charles (L’attimo fuggente), Dan Stevens (Downton Abbey), Charlotte Gainsbourg, Steve Buscemi, Michael Sheen e Hank Azaria.


 


Ecco la recensione di Francesca Felicini che ha visto in anteprima questo film:

 
“Come troppo spesso accade i titoli originali sono molto più belli e significativi delle “traduzioni” italiane, ed è il caso di questo film. Norman, semplicemente, ne è appunto il titolo originale, perché Norman ne è il protagonista, e in senso proprio la trama e la sceneggiatura. Norman è uno straordinario Richard Gere.
Ripercorrendo la filmografia di uno degli attori più fascinosi della storia del cinema, posso senz’altro dire che questa ultima è una delle sue interpretazioni migliori, non solo per la totale diversità rispetto ai ruoli che lo hanno reso più noto (dal fascino tenebroso di American Gigolò a quello irresistibile di Pretty Woman, solo per citare) ma per l’intensità e l’originalità di un soggetto che ha avuto il coraggio di accettare.
Le critiche che ho letto descrivono Norman Oppenheimer come un faccendiere, o un affarista: in effetti è difficile trovare un’altra definizione della sua attività, soprattutto nelle prime scene del film, quando non capiamo ancora lo scopo e le intenzioni delle trame che Norman intesse. Siamo indotti a pensare che cerchi di ricavare guadagni o una personale ascesa sociale, nel cercare di mettere in contatto e nel far combinare affari a esponenti delle più alte sfere della finanza e della politica ebraica newyorchese e israeliana. Lo vediamo aggirarsi per le innevate strade di New York cercando “contatti”, riuscendo a intrufolarsi a cene e convegni con vari stratagemmi e una dialettica accattivante, millantando conoscenze e relazioni che in qualche modo possano “introdurlo”.
 
La sua “divisa”, in cui lo vediamo in gran parte del film, è però un chiaro indizio: Norman è sempre infagottato in un pesante cappotto cammello, con un cappello calcato sugli occhi, e con una borsa a tracolla che gli danno un inequivocabile aspetto goffo e quasi patetico. Solo gli onnipresenti auricolari, che sembra facciano parte di lui come il telefono, indispensabile suo strumento di lavoro, gli conferiscono un’aria “importante”. Non credo di spoilerare nulla dicendo che ben presto si capisce che Norman in realtà è solo alla disperata ricerca di attenzioni e amicizie, offrendo i suoi “servizi” (“cosa posso fare per te?”) e cercando di soddisfare i bisogni di uomini famosi e importanti, facendo in loro vece cose che nel loro ruolo non sono disposti a fare, nella speranza di trovare un giorno rispetto e riconoscimento.
Quando viene eletto Primo Ministro un uomo al quale anni prima, quando era “solo” un ministro del governo israeliano, Norman aveva fatto un favore, sembra arrivato davvero un momento di svolta. E qui ovviamente ci fermiamo, nel racconto della vicenda.
 
Diciamo solo che il suo desiderio inesauribile di essere apprezzato lo porta inevitabilmente a mettersi nei guai, perché non può mantenere nulla di quello che promette. Ma nonostante le sue millanterie e mezze verità, non c’è cattiveria, risentimento o invidia per nessuno. Di Norman nulla sappiamo, nulla scoprono le persone con cui a che fare, se non la sua solitudine. Per tornare alla mia osservazione iniziale, la vita di Norman non ha nulla di incredibile, anzi, è tristemente ordinaria.
Per concludere: Amicinema, che lo ha visto per voi in anteprima e in versione originale, ne consiglia assolutamente la visione (sperando che il doppiaggio italiano non sia troppo penalizzante), anche solo per apprezzare l’interpretazione di un grande attore che scopriamo ha ancora qualcosa da regalarci.”

 

Siete curiosi e volete vedere il trailer italiano ? Eccolo !

 


 

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