Non c’è due (panda) senza tre!!

Noi in generale siamo contro i troppi sequel (vedi ad esempio la storia infinita dell’Era Glaciale), ma in questo caso facciamo un’eccezione perché Pó ci sta molto simpatico.

 

Uno dei film di animazione più di successo ritorna nel 2016 con la più grande avventura comica di tutti i tempi, ovvero parliamo di “Kung Fu Panda 3“.


 

Il padre scomparso di Po riappare improvvisamente e il duo ora riunito comincia a viaggiare in un panda-paradiso segreto per incontrare nuovi personaggi eccezionali. Ma quando il cattivissimo Kai comincia ad aggirarsi per la Cina sconfiggendo tutti i maestri del kung fu, Po sa che deve fare l’impossibile: imparare ad addestrare un villaggio di goffi compagni per diventare i nuovi maestri dle kung fu!

 

All’anteprima milanese era presente Mauro Cesaretti e lasciamo a lui subito la parola:
Kung Fu Panda, prima di essere un cartone animato, è una lezione morale per grandi e piccini.
Ogni film firmato Kung Fu Panda cela in sé messaggi profondi che derivano principalmente da una tradizione orientale.
La cosa che mi emoziona nel vedere l’uscita di un Kung Fu Panda 3 è l’idea che la caricatura simpatica e “coccolosa” di un panda abbia catturato così tanto l’animo dei bambini e li abbia cresciuti con principi buoni. Purtroppo, come al solito, i mille messaggi creati da disegnatori adulti non vengono appresi da un pubblico di bambini della fascia d’età che va tra i 6 e i 10 anni, perché alla fine del film la prima cosa che puoi notare è come molti dei bambini con facciano altro che combattere tra di loro.
A questo punto uno si chiede…ma cosa arriva veramente al cuore dei bambini? Il messaggio che ognuno di noi può essere veramente un “guerriero dragone” e che per cambiare il mondo può trovare dentro di sé tutta la forza che desidera.
Proprio su questo messaggio, però, i creatori del cartone animato hanno voluto basare il terzo film.
Ciò che si vuole subito trasmettere è come i bambini non debbano cercare di essere il “guerriero dragone”, ma essere se stessi. La vera forza non è cercare di essere qualcun altro, ma di essere e basta. Il guerriero dragone è alimentato dall’essere di tutti, è la coesione di tanti a liberarlo e a sconfiggere il nemico.
Questo ci fa capire, come nella società di oggi desideriamo continuamente avere e quando scoviamo caratteristiche interessanti nelle altre persone le vorremmo anche noi. La verità, però, è che essere qualcun altro non è la nostra essenza e quindi non saremo veramente noi stessi. Dobbiamo gioire dei doni altrui perché saranno tutti quei doni che non abbiamo ad aiutarci e per far si che non ci sia odio. Tutti noi dobbiamo collaborare e mettere al servizio degli altri le nostre capacità. Questo è il messaggio della vita, il messaggio dell’unione.
Il padre panda vuole insegnare a Po come vivere da panda e con ciò vuole insegnargli la vera forza della vita, ma nonostante nemmeno lui abbia la minima idea di quale sia la “sua” vera forza vitale, non può che dargli un insegnamento più grande. Un padre, infatti, deve far capire al proprio figlio le sue tradizioni, ma ognuno di noi, poi, deve essere in grado di capire chi è veramente da solo e deve comprendere qual è il suo ruolo su questa terra. Nessuno può insegnarci ciò che è dentro di noi e siamo noi a doverlo riscoprire, a far nascere il “fiore della vita”.
Probabilmente dentro di noi c’è una luce, una luce profonda e ignota che nasce da un universo per noi oscuro. L’unico compito che ci spetta è portarla fuori ed essere fieri della nostra essenza ricordando, nonostante ciò, che altri uomini vivono in questo mondo e l’invidia va contemplata.”

 

Diamo spazio alle avventure di Po con il trailer ufficiale !!

 


 

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