CineClassica: Le Nozze di Figaro e Le ali della libertà

Da oggi parte una nuova rubrica su Amicinema (e forse direte, ma non ce ne erano già abbastanza?) che cercherà di unire il cinema e il mondo della musica classica e lirica, un connubio che da sempre lega indissolubilmente queste due forme d’arte.
E sulla quale aspettiamo anche le vostre segnalazioni!

Le Nozze di Figaro” è un’opera lirica del grande Wolfgang Amadeus Mozart ed è la prima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte.

Musicato da Mozart all’età di ventinove anni, oltre ad essere una delle sue più famose opere, è la prima di una serie di felici collaborazioni tra Mozart e Da Ponte, come Don Giovanni e Così fan tutte.

L’opera fu scritta da Mozart in gran segreto (la commedia era stata vietata dall’Imperatore Giuseppe II, poiché attizzava l’odio tra le varie classi sociali) impiegando sei settimane per completarla (famoso è il finale del secondo atto, scritto in un giorno, una notte e un successivo giorno di lavoro continuato).

L’opera fu messa in scena al Burgtheater di Vienna, il 1º maggio, 1786 ottenendo un successo strepitoso, al punto che l’imperatore dovette emanare un decreto per limitare le richieste di bis, in modo che le repliche non durassero troppo.
In Italia fu rappresentata alla Scala nel marzo del 1815 (ben 29 anni dopo !!!).

L’opera è in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d’Almaviva, invaghito della cameriera della Contessa, Susanna, sulla quale cerca di imporre lo “ius primae noctis”.

La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena sia di eventi drammatici che comici, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni.

Uno dei pezzi più popolari delle “Nozze di Figaro” è costituito da “Sull’aria…” un piccolo e delizioso duetto nel quale la Contessa detta a Susanna un biglietto che la cameriera dovrà recapitare al Conte per confermare il loro incontro serale in giardino.
Celato nel testo apparentemente innocuo di una “canzonetta sull’aria”, lo scritto indicherà al Conte il luogo del rendezvous: “sotto i pini del boschetto”. Le voci delle due cantanti si intrecciano mirabilmente in una scena colma di leggerezza e di allegria, pur se il sottotesto è ambiguo.

Nel 1994 esce un film diretto da Frank Darabont, con Tim Robbins e Morgan Freeman, tratto da un racconto di Stephen King.
La pellicola racconta la storia di Andy Dufresne, vice-direttore di una banca di Portland, che viene condannato per l’uccisione della moglie e del suo amante, benché egli proclami la sua innocenza.
Viene imprigionato nel carcere di Shawshank, dove le guardie e il direttore impongono la loro legge fatta di violenze gratuite e omicidi impuniti.
Il film e’ ovviamente “Le ali della libertà” (The Shawshank Redemption) ed e’ uno dei piu’ amati dal pubblico di tutto il mondo.

In questa scena Tim Robbins con uno stratagemma elude il controllo delle guardie e con un vecchio grammofono fa ascoltare a tutti i prigionieri usciti per l’ora d’aria il duetto dell’opera di Mozart regalando a tutti un momento di vera poesia.

 

La versione del duetto che si sente nel film è quella interpretata da Edith Mathis (Susanna) e Gundula Janowitz (Contessa), dirette da Karl Böhm nel 1968
Da notare che il protagonista afferma di non sapere che cosa dicano le cantanti e immagina che “l’argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole”.
Invece si tratta di due donne che complottano per ingannare il marito di una di loro: ancora una volta, la potenza della musica di Mozart si eleva al di sopra degli argomenti trattati!!

E questa e’ la versione completa invece nell’interpretazione di Cecilia Bartoli e Renee Fleming al Metropolitan Opera nel 1998

 

Al prossimo CineClassica!!!

 

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